dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 11 ottobre 2015

Dossier Pit Game

Vision GranTurismo, fucina di supercar meravigliose

Dal sogno alla realtà, dal videogioco alla strada: le "follie" virtuali che un giorno, forse, guideremo

Vision GranTurismo, fucina di supercar meravigliose
Galleria fotografica - Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtualiGalleria fotografica - Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali
  • Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali - anteprima 1
  • Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali - anteprima 2
  • Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali - anteprima 3
  • Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali - anteprima 4
  • Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali - anteprima 5
  • Vision Gran Turismo, tutte le hypercar virtuali - anteprima 6

Se fosse un blogger, lo definiremmo un influencer su scala globale. Ma lui è molto di più: è uno dei personaggi più importanti e noti dell'automotive, seppure non ricopra un ruolo di responsabilità in qualche Casa automobilistica, non abbia vinto titoli mondiali e non sia il fondatore di alcun marchio. In compenso, è uno che se butta lì una provocazione, succede che poi, chi la responsabilità decisionale nelle aziende ce l'ha, lo prenda molto sul serio. E pensare che agli inizi, quando i videogiochi erano solo una passione, una dipendenza quasi, non ci avrebbe creduto nemmeno lui in tanto successo. Kazunori Yamauchi. Kazunori chi? Se vi siete posti questa domanda evidentemente non siete appassionati di automobili 2.0, quelli per cui Gran Turismo rappresenta un videogioco prima che una tipologia di auto; quelli che hanno guidato le auto più sensazionali del mondo, seppure virtualmente; quelli che in rete si sfidano da ogni angolo del mondo. Per farvi capire la rilevanza del personaggio Yamanuchi, vi basti sapere che le tante Vision Gran Turismo firmate dalle varie case automobilistiche sono nate da una sua domanda: "Sareste disposti a realizzare per noi la vostra idea di Gran Turismo?"; detto, fatto. Le "visioni" appariranno in sequenza in Gran Turismo 6. E magari ad alcune di loro verrà data vita vera. Su strada e/o in pista. Vediamone alcune.

Le impossibili (o quasi)

SRT Tomahawck: 2.625 CV di delirio automobilistico. Avete letto bene: duemilaseicentoventicinque cavalli. Sparati su asfalto (virtuale) da un V10 7.0 e da due cilindri pneumatici in materiale composito. La forma della vettura? Quella di un'accetta dei nativi americani, ovviamente, perfetta per toccare i 600 km/h di velocità massima. Stiamo parlando di valori da videogioco, che nessuno ha la capacità tecnica di trasferire sulla strada... Almeno fino al 2035, anno in cui, secondo la SRT (Street and Racing Technology, del Gruppo FCA) un oggetto di questa portata potrebbe essere realtà, con tutto il suo bagaglio di alettoni mobili, scalini aerodinamici, sospensioni pneumatiche e campanatura attiva e variabile delle ruote. Alla faccia di chi prevede un futuro automobilistico fatto di "lavatrici" con le ruote, tutte uguali e a guida autonoma. Non è da meno, in questo senso, la Chevrolet Chaarral 2X. La sua ispirazione? Le tute alari e la MotoGP, niente meno, mixate per regalare sensazioni (virtuali) uniche nel loro genere. Per capirci, il pilota sfreccia con il naso a pochi cm dall'asfalto e con la testa in avanti, mentre il motore è un sistema a onde d'urto laser.

Una sfida globale, attacca la Francia

La "febbre" che si è scatenata attorno al progetto è altissima e coinvolge marchi spesso agli antipodi fra loro, nazioni distanti migliaia di km. Partiamo dalla Francia. Frutto del lavoro congiunto di Peugeot e Peugeot Sport, la Vision Gran Turismo si vanta della quasi totale assenza di elementi aerodinamici "posticci" e della sua forma monolitica. Infatti, la deportanza necessaria (lo "schiacciamento" dell'aria al suolo) è generata direttamente dal corpo vettura, alto solo 1,04 metri. E di deportanza ne serve parecchia, quando il motore (in posizione centrale) è un V6 turbo da 3,2 litri, capace di erogare 887 CV, per fortuna attraverso la trazione integrale permanente. Incredibile il peso, contenuto in soli 875 kg, distribuiti in modo ideale: 48% sull'avantreno e 52% sul retrotreno. Poteva sottrarsi alla sfida l'altro gigante francese dell'auto? No, infatti: ecco dunque l'Alpine Vision Gran Turismo, che come nella realtà punta tutte le proprie carte su agilità, piacere di guida e stile. Quest'ultimo in particolare, richiama quello della A210 trionfatrice a Le Mans. Ma è soprattutto il comportamento dinamico a stupire, a indicare quello che sarà lo sviluppo tecnico delle Alpine di domani. Rimanendo in tema di francesi non si può non citare una delle ultime arrivate: la Bugatti Vision Gran Turismo. Nulla si sa circa le sue sapecifiche tecniche ma esteticamente è grandiosa e la si può vedere dal vivo, così come abbiamo fatto noi al Salone di Francoforte.

Risponde il Giappone

Ben più nutrita la truppa giapponese. Lexu per esempio è partita dal concept LF-LC, cui ha aggiunto i fari posteriori a forma di post-bruciatori aeronautici e uno stile definito dalla Calty Design. Tecnicamente, la Lexus Vision Gran Turismo è studiata per offrire il meglio in gare Endurance com la 24 Ore del Nürburgring. Sempre endurance, ma questa volta 24 Ore di Le Mans, per la Mazda LM55 (sempre VGT), che richiama la mitica 787B vincitrice in Francia nel 1991. I richiami alla produzione attuale della Casa giapponese sono numerosi e vanno dalla mascherina alla leggerezza della costruzione. E Infiniti? Marchio premium nato solo nel 1989, gode comunque di grande fama e considerazione. Nella definizione della sua VGT, la Casa giapponese ha voluto realizzare una vettura di una "purezza assoluta" (ad opera del suo centro stile di Pechino), mossa da un sistema di trazione ibrido e forte di un telaio specifico, studiato per esaltare il sovrasterzo. Se si parla di corse - vere o virtuali che siano - non può mancare Subaru. Ecco dunque la sua Viziv GT VGT, che utilizza la fibra di carbonio ovunque sia possibile farlo e limita così il peso a 1.380 kg; pochi in relazione alle batterie e al motore elettrico del modulo ibrido, che insieme al mitico boxer di 2 litri dà una potenza totale di oltre 600 CV e una coppia di 800 Nm. Dici Subaru, pensi subito anche a Mitsubishi, sua rivale per molti anni nei rally. E ora anche in virtuale: il prototipo si chiama XR-PHEV Evolution VGT e già dal nome si capisce che la tecnologia ibrida plug-in è protagonista indiscussa. Forma a cuneo, trazione integrale e cambio a doppia frizione sono i suoi tratti salienti, mentre il "cuore" della vettura è la struttura in CFRP (fibra di carbonio) che riduce il peso e aumenta la rigidità.

E la Germania non sta a guardare

Quando c'è da dimostrare la propria forza, i tedeschi amano mettersi in prima fila. Figurarsi se proprio loro potevano rinunciare a una vetrina, per quanto virtuale, come Vision Gran Turismo. Mercedes-AMG, per esempio, ha basato tutta la sua idea sull'immagine del felino pronto a scattare, agile ed elegante nella sua esplosività e nel richiamo alla leggendaria 300SL. Il telaio reticolare in alluminio e alcuni elementi in fibra di carbonio limitano il peso a 1.385 kg ed esaltano il piacere di guida, insieme peraltro al motore V8 da 585 CV e 800 Nm di coppia. Contrattacca BMW con un progetto che affonda le sue radici negli anni Settanta ma assai vicina all'attuale Serie 2 Coupé. La vettura, grazie alla tecnologia M TwinPower Turbo eroga ben 549 CV e 680 Nm nonostante una cilindrata "piccola": 3 litri. Non poteva mancare a questo punto il Gruppo Volkswagen, che sfodera la sua GTI Roadster VGT, che più che una roadster sembra una barchetta: priva dei montanti del parabrezza, si fa notare immediatamente per la sottilissima vetratura che circonda l'abitacolo. Altri segni particolari sono il motore 3.0 VR6 biturbo da 510 CV e 665 Nm di coppia, accoppiato al cambio DSG e "imbrigliato" da un'aerodinamica raffinatissima, oltre che dalla trazione integrale.

La tradizione British

Il premio - platonico e assolutamente soggettivo - di più bella di tutte, secondo noi, lo vince l'Aston Martin Design Prototype 100 plasmata da Marek Reichmann e dal suo team. Frutto di un lavoro lungo sei mesi, la vettura ha un V12 da 811 CV in posizione centrale e sia dal punto di vista tecnico sia da quello stilistico ci sono spunti che potrebbero trovare applicazione sui modelli stradali del futuro. UK nell'anima più che nell'azionariato (che è tedesco, sponda BMW), la Mini accetta la sfida Vision Gran Turismo con la sua Clubman da 395 CV che, grazie anche alla trazione integrale, stacca un clamoroso 3,5 secondi nello scatto da 0 a 100 km/h.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , auto americane , auto europee , auto giapponesi , auto ibride , auto inglesi , videogiochi


Top