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pubblicato il 8 ottobre 2015

Opel Astra, generazione K con pochi Kg

L’undicesima generazione si toglie di dosso fino a 200 kg e aggiunge spazio interno e tecnologie esclusive

Opel Astra, generazione K con pochi Kg
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La nuova Opel Astra si affida al fattore K o, meglio, al fattore KG. Tagliare infatti da 120 a 200 kg da un’auto di questo segmento non è cosa da poco visto che la Volkswagen Golf ne ha tolti 100 e 140 kg la Peugeot 308, ma la nuova Astra ha il vantaggio di prendere la mira e, grazie alla nuova piattaforma globale D2 di General Motors, realizza progressi impressionanti: 77 kg sulla scocca, 50 kg sul telaio, 10 kg sui sedili e 11,5 kg persino sui freni perché un’auto più leggera ha bisogno di meno per fermarsi.

Avanti con la tecnologia, piano con lo stile

Il progresso invece non si arresta e sulla tedesca ha interessato anche altre aree e mi sarebbe piaciuto che l’elenco di tutte le sue innovazioni fosse stato leggibile anche attraverso lo stile. Invece a Rüsselsheim hanno scelto di non rischiare riprendendo la fisionomia dell’Astra attuale con qualche elemento di novità rappresentato dal profilo nero che unisce la finestratura al lunotto. Le linee sono in generale più tese, gli spigoli più netti e, sarà che ci muoviamo nel già visto, mi sembra che la vettura abbia perso un po’ di personalità puntando a rassicurare di più. La stessa scelta la ritrovo nell’abitacolo, dove una veste assolutamente classica e un grado di finitura che non supera la media dissimulano il grado di dotazione e le novità.

Meno chili e meno cm fuori, più spazio dentro

Per fortuna la Opel ha pensato bene di rivedere la plancia: dunque una bella falciata alle decine di piccoli tasti e finalmente comandi suddivisi per zone: in basso quelli riservati al veicolo, al centro quelli per la climatizzazione, in alto lo schermo a sfioramento da 7 o 8 pollici del sistema IntelliLink che merita un capitolo a parte. Mi sarei aspettato un po’ di cura in più per alcuni particolari come le guide dei sedili protette, un bracciolo regolabile non solo in lunghezza e un vano portaoggetti che, se non refrigerato, avesse almeno una lampadina e che fossero illuminate le prese varie per ricaricare e collegare il cellulare. Poco male: lo spazio è cresciuto e si vede, nonostante la vettura sia più corta (4,37 metri, -50 mm) e più bassa (-25 mm), soprattutto dietro dove l’Astra cedeva qualcosa alle concorrenti. Per il vano bagagli (370-1.210 litri) il giudizio è rimandato alla station wagon.

Si specchia nel futuro. E le stelle ci guardano

E arriviamo al sistema IntelliLink che mi piace molto. Lo schermo è sempre visibile con ogni condizione di luce, l’integrazione con l’iPhone (Android Auto attiva nel 2016) è perfetta e il sistema gestisce ogni transizione in modo facile e veloce, così come l’hotspot wifi. Trovo la grafica un po’ “piccola” mentre mi ha sorpreso la funzionalità dell’OnStar, il servizio che GM, dopo 19 anni negli Usa, vuole portare anche in Europa. Fa da angelo custode in caso di emergenza automaticamente o premendo il pulsante rosso e, se premo il pulsante blu, diventa il mio segretario personale. Mi risponde infatti una voce che mi chiede “Che cosa possa fare per lei?” Voglio andare a Vattelapesca in via dell’Amo. Bene, la voce inserisce a distanza la destinazione sul mio navigatore. E potrei chiedergli anche di ristoranti, farmacie e altro ancora. Con l’app MyOpel posso persino localizzare e bloccare la vettura in caso di furto oltre ad avere i dati di bordo fondamentali sul mio smartphone. Badate bene però che non abbia lo schermo troppo grande perché altrimenti nell’apposita fessura al centro della plancia non ci entra.

Sportività regalata dalla leggerezza

E arrivo alla guida. Il sedile è duro, ma lo trovo comodo, le regolazioni ampie e, scegliendo come da mia abitudine una posizione sportiva, mi rendo sempre ben conto degli ingombri della vettura. Anche viaggiando a velocità sostenuta, riesco a conversare naturalmente e la cosa non mi è difficoltosa neppure con chi siede dietro. Il diesel da 136 CV ha tanta coppia (320 Nm a 2.000 giri/min), una bella progressione e soprattutto è docile. Una dote che si trasforma in un atteggiamento di guida che favorisce i consumi e il computer di bordo me lo dice chiaramente: esco dall’autostrada che segna 4,5 l/100 km e anche dopo strapazzi vari sul misto, si ferma a 4,9. Il cambio è sufficientemente preciso e la frizione progressiva e non pesante. Ma il pezzo forte è il comportamento stradale. Rispetto alla precedente Astra l’assetto è più duro e non ci sono neppure gli ammortizzatori a controllo elettronico, ma i 2 quintali in meno sul groppone, compresi quelli di masse non sospese, li sento tutti e, grazie anche ad un ottimo sterzo, si trasformano in guida precisa, solida che quasi mi fa attendere la prossima curva.

Quando un tris è meglio del poker

Ho provato anche i due 4 cilindri a benzina. L’1,4 litri da 150 CV si fa tirare restituendo oltre 4.000 giri/min una grinta e una sonorità insospettabili, mentre l’1,6 litri da 200 cv ha una spinta consistente e ben spalmata, che mi invita ad apprezzarne la progressione con le marce alte. La velocità massima (235 km/h) testimonia la bontà dell’aerodinamica – ho fatto i conti e la resistenza, tra i progressi su cx e superficie frontale è nell’ordine del 25% – ma non sono in Germania. In compenso lo 0-100 km/h (7,6 s.) si fa con le prime due marce. Ma il motore che mi sembra valorizzi di più la leggerezza della nuova Astra è il mille da 105 cv. Pronto, fluido, silenzioso sembra volermi dire che non pensavo potesse offrirmi questa qualità di marcia e in autostrada viaggia a velocità di crociera con un agio tale che mi porta a dire che, se non fate molti km, è sicuramente questa la scelta giusta per l’Astra anche perché l’indicatore del consumo (6,7 litri/100 km) offre un responso tutto sommato confortante.

Occhi per illuminare di immenso

C’è infine un’ultima esperienza che devo assolutamente condividere ed è quella dei fari IntelliLux a matrice di Led. Li avevo già provati su auto ben più grandi e costose, ma fa sempre una grande impressione vedermi di fronte questo tappeto di luce bianca come il sole lungo 300 metri che apre spicchi di ombra per non abbagliare e guida il fascio per farmi vedere prima e meglio cose che nel buio pesto delle campagne intorno al Danubio non potrei vedere altrettanto bene. Costano 1.300 euro, ma Opel regala un bonus di mille euro per gli accessori e io, se viaggiassi molto, li spenderei proprio per questi superocchi. Oltretutto nella fase di lancio c’è uno sconto fisso di 2.500 euro sul prezzo di listino che parte da 17.600 euro. A conti fatti, ci si può portare a casa la versione diesel da 110 CV (che sarà la più gettonata) nel più ricco allestimento Innovation a circa 22.500 euro con tutto il meglio che l’Astra sa offrire.

Scheda Versione

Opel Astra 5 porte
Nome
Astra 5 porte
Anno
2015
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Redazione

Tag: Test , Opel , auto europee


Listino Opel Astra

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.4 Ecotec 100cv MT5 anteriore benzina 100 1.4 5 € 17.600

LISTINO

1.4 Ecotec Elective 100cv MT5 anteriore benzina 100 1.4 5 € 19.700

LISTINO

1.6 CDTI 95cv MT6 anteriore diesel 95 1.6 5 € 20.000

LISTINO

1.0 Turbo Elective 105cv S&S MT5 anteriore benzina 105 1 5 € 20.700

LISTINO

1.0 Turbo Elective 105cv S&S MTA anteriore benzina 105 1 5 € 21.400

LISTINO

1.4 Turbo Elective 150cv S&S MT6 anteriore benzina 150 1.4 5 € 21.900

LISTINO

1.6 CDTI Elective 95cv MT6 anteriore diesel 95 1.6 5 € 22.100

LISTINO

1.0 Turbo ecoFLEX 105cv S&S MT5 Innovation anteriore benzina 105 1 5 € 22.700

LISTINO

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