Attualità

pubblicato il 7 ottobre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate Volkswagen, primi richiami a gennaio 2016

Il CEO Muller parla di riparazioni software e hardware (9,5 mln di auto) da completare entro la fine del prossimo anno

Dieselgate Volkswagen, primi richiami a gennaio 2016
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Le auto coinvolte nello scandalo Dieselgate inizieranno ad essere richiamate e sistemate a partire da gennaio 2016. A dare finalmente una tempistica precisa sul piano di azioni d'officina necessarie a rimettere in regola i motori TDI di Audi, Seat, Skoda e Volkswagen (648.458 solo in Italia) è stato lo stesso CEO Matthias Muller che, dopo aver parlato ai 20.000 dipendenti della fabbrica di Wolfsburg, ha concesso un'intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il numero uno di Volkswagen AG ha poi aggiunto che la campagna di interventi service dovrà concludersi entro il 2016 e che le auto coinvolte sono 9,5 milioni e non 11 milioni come annunciato in un primo momento.

Riparazioni software e hardware

Muller ha poi precisato che i problemi da risolvere sono molti, così come le soluzioni tecniche legate alle diverse tipologie di modelli, motori e normative nazionali coinvolte nella vicenda; se è vero che la maggioranza delle operazioni di manutenzione interesserà il software delle centraline motore è pur vero che in altri casi sarà necessario lavorare anche sull'hardware, ovvero sulle parti meccaniche. In questo caso sarà quindi necessario avviare la produzione degli specifici ricambi che potrebbero essere necessari anche a milioni di veicoli. Un caso particolare è poi quello del mercato USA, dove proprio l'EPA che ha scoperto le centraline truccate dovrà preventivamente dare la propria autorizzazione alle riparazioni.

Più chiarezza col numero di telaio

In pratica questo significa che non è necessario correre in officina per sapere se la propria auto rientra fra quelle del Dieselgate, primo perché occorre attendere una comunicazione ufficiale da parte della Casa per l'intervento in officina (tecnicamente non si tratta di un richiamo) e secondo perché anche in Italia è già possibile scoprirlo inserendo il numero di telaio nell'apposita pagina web di ogni brand. Nel frattempo il gruppo tedesco ci tiene a ricordare che anche i clienti delle Audi, Seat, Skoda e Volkswagen dotate di motore TDI tipo EA 189 Euro 5 possono continuare ad usarle, dato che sono "tecnicamente sicure e adatte alla circolazione su strada" e che il problema è dovuto ad un software che "ha causato discrepanze nei valori degli ossidi di azoto (NOx) durante le prove al banco".

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Tag: Attualità , Volkswagen , auto europee , inquinamento , richiami


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