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pubblicato il 8 ottobre 2015

Auto elettrica, tutto quello che c'è da sapere se ne volete una

Addio cambio olio e filtri: l'importante è cambiare mentalità e seguire i nostri sei consigli

Auto elettrica, tutto quello che c'è da sapere se ne volete una

Non un fenomeno esplosivo, ma una graduale crescita, che ora potrebbe anche impennarsi in virtù dello scandalo dieselgate: parliamo dei carburanti alternativi in Europa. Le auto elettriche, le ibride e quelle alimentate a metano o Gpl, infatti, sono sempre più apprezzate dagli automobilisti europei. A dirlo sono i dati di vendita gennaio-giugno 2015 dell'Acea (Associazione europea dei costruttori automobilistici) che riportano una crescita del 26,5% con ben 327.619 veicoli “alternativi” immatricolati. Un incremento ancora superiore, pari al +76,9%, lo registrano le auto elettriche. Ed ecco allora qualche dritta che riguarda esclusivamente le macchine a batteria: le elettriche al 100%.

Sei punti fermi

1# Mentalità diversa. Dimenticate il motore a combustione interna: addio a cinghia, cambio dell'olio e dei filtri. Sì invece al tagliando ogni tot chilometri: sarà il Costruttore a indicarvi l’intervallo corretto, sul libretto di uso e manutenzione. Ci riferiamo all'usura degli pneumatici (unico punto di contatto del veicolo col suolo) e all'aggiunta del liquido lavavetri.

2# Il cuore: la batteria. Ha un ciclo limitato di cariche e scariche, e dopo qualche anno va sostituita: è la batteria. Come si evince dalle istruzioni della Casa. Guai a sgarrare, perché ne va dell’efficienza del mezzo, col rischio di ritrovarvi fermi durante uno spostamento. Il ciclo di vita di una batteria (scarica completa e ricarica totale) varia dai 2000 ai 3000 cicli.

3# Quale percorrenza. L’autonomia di dell’auto elettrica al 100% dipende dalla capacità delle batterie. Che viene dichiarata dalle Case. Grosso modo, per una citycar, la percorrenza media è di 120 chilometri, fino ai 600 chilometri e passa per un’auto elettrica top di gamma. Uno dei vantaggi di un motore elettrico risiede nella frenata rigenerativa.

4# Freni che caricano. Molte elettriche al 100% prevedono il recupero di energia che avviene in fase di decelerazione (frenate, discese e rilascio dell’acceleratore): il motore elettrico diventa un generatore, rallentando il veicolo e immettendo energia di nuovo in batteria. Morale della favola, un controllo periodico ai freni è più che mai fondamentale.

5# Tempi di ricarica. Ecco uno dei punti spinosi: quanto tempo occorre a ricaricare l’elettrica. Un po’ lo stesso problema che si incontra per qualsiasi dispositivo con la batteria: smartphone e tablet in particolare. Il tempo impiegato dipende dalla tipologia di infrastruttura a cui ci si collega e dalla capacità delle proprie batterie. In genere, la fascia di ricarica lenta è quella impiegata per caricare la propria auto elettrica nel garage: 4-8 ore. Poi ci sono quella rapida e ultrarapida, rispettivamente 3 ore e mezz’ora.

6# Da casa. Per ricaricare da casa, è ok una normale spina (tipo Schuko o italiano). Talvolta, occorre installare uno specifico “wallbox”: un quadro elettrico con spina dedicata e magari con contatore separato. Dovrebbe avere tariffe agevolate o “flat”, che permettono di ricaricare il veicolo a qualsiasi ora a tariffa fissa. Invece, sul suolo pubblico, per connettersi alle “colonnine”, è necessario un cavo in dotazione alle elettriche.

La questione colonnine

Uno dei tasti dolenti delle auto elettriche, almeno in Italia, riguarda le infrastrutture, specie al Sud. Le ricariche pubbliche si possono trovare dislocate sul territorio in diversi punti, quelli dove la concentrazione è maggiore sono: parcheggi dei supermercati, grandi centri commerciali, uffici, stazioni dei treni, aeroporti. Diverse le app che mettono a disposizione una mappatura dettagliata dei punti di ricarica.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Da Sapere , auto elettrica


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