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Anticipazioni

pubblicato il 7 ottobre 2015

Apple Car, una "startup" interna per l'auto del futuro

Il gigante di Cupertino ha creato una vera e propria task-force interna per la sua più grande sfida di sempre

Apple Car, una "startup" interna per l'auto del futuro
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Il progetto si chiama Titan. Un nome, una garanzia. Perché se anche sei Apple, se anche hai rivoluzionato il mondo delle (tele)comunicazioni e sei il marchio più prestigioso al mondo con 170,276 miliardi di dollari di valore (davanti a Google e Coca Cola), quando decidi di metterti a costruire un'automobile sai che stai intraprendendo una sfida titanica. Un lavoro da non sottovalutare, a cominciare dalla struttura e dalle persone sulle quali conterai. Ecco perché, il top management di Cupertino ha creato un team di manager, tecnici e designer focalizzato solo ed esclusivamente sulla futura auto elettrica a guida autonoma (almeno questo è l'obiettivo della Apple Car), composto da persone provenienti dal mondo dell'automotive - tra cui Tesla, FCA, Mercedes-Benz, Volkswagen, Ford - ma anche ricercatori accedemici nel campo dell'elettronica e più nello specifico del software. Persone che hanno la "mission impossible" di rivoluzionare il mondo dell'automobile. Come? Le modalità sono rigorosamente top secret, ma il Wall Street Journal ha rivelato che l'azienda ha dato il via libera all'allargamento della squadra a 1.800 persone, che lavorano a due passi dal quartier generale di Cupertino.

Una mentalità da startup

Dicevamo dell'impostazione da start-up: il top management si è messo in testa che il successo della Apple Car non dipenderà tanto dall'interfaccia uomo-macchina; quello è dato per scontato. I fan della mela morsicata si aspettano solo il meglio, da questo punto di vista; anche se, lo ricordiamo, un conto sono smartphone e tablet, un altro le automobili, che hanno molti più vincoli in termini di omologazioni e processi produttivi. Il successo, piuttosto, dipenderà dalla capacità di mettere quanto meno paletti possibile fra il processo creativo e quello produttivo: in pratica, la sfida è proprio quella di superare le barriere appena citate che da sempre differenziano il mondo dell'hi-tech (che sforna novità a cadenza praticamente settimanale) e quello dell'automotive, che invece richiede tempi più lunghi per lo sviluppo tecnologico. In questo senso, si spera che aver riunito sotto lo stesso "tetto" persone provenienti da aziende e da esperienze molto differenti possa aiutare.

Come l'iPhone, anzi oltre

Dall'America, inoltre, sono certi di una cosa: la Apple Car è diventata la priorità dell'azienda. Lo testimonia il fatto che per questo progetto è stata aperta la "caccia" interna alle migliori teste, proprio come accadde durante lo sviluppo dell'iPhone, altro progetto chiave del gigante di Cupertino. Altra analogia con il "melafonino" è la riservatezza assoluta attorno al prodotto in via di definizione: si vocifera che siano pochissime le persone, all'interno di Apple, che hanno avuto modo di vedere approfonditamente il progetto. C'è un'importante differenza, però, rispetto alla "fase iPhone": all'epoca, Steve Jobs limitò al massimo il reclutamento di persone dall'esterno. Questa volta, un po' per la maggiore complessità della materia, un po' per filosofia di Tim Cook, Apple ha aperto una vera e propria campagna acquisti a 360°.

[Foto: menithings per Freelancer.com]

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Tag: Anticipazioni , auto americane , auto elettrica


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