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pubblicato il 5 ottobre 2015

Rc auto, scontro sulle tariffe

Secondo l’Ivass, i premi calano. Ma Federconsumatori contesta quei dati

Rc auto, scontro sulle tariffe

È scontro Ivass-Federconsumatori sui prezzi Rc auto. Secondo l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni, infatti, il premio medio per la garanzia Rca nel secondo trimestre 2015 è pari a 450 euro. La variazione su base trimestrale nel secondo trimestre 2015 è di -1,6%, mentre quella su base annuale è di -7,8%. Con Milano a -7%, Bologna a quota -7,3, Roma -7,5, Palermo -8 e Napoli addirittura -9,2%. Dati fuori dalla realtà, secondo Federconsumatori.

Guardate quanto pagate

Sempre secondo l’Ivass, le 10 province più costose comprendono tre province toscane (Prato, Massa-Carrara e Pistoia), tre calabresi (Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria), due pugliesi (Brindisi e Taranto) e due campane (Napoli e Caserta). Napoli è la provincia con il prezzo più elevato (727 euro), nelle province di Prato e Caserta la media dei prezzi è di 642 e 627 euro. L’analisi dei prezzi, anche circoscritta alle 10 province più costose, evidenzia il “primato” di Napoli e provincia ove si pagano in media 173 euro in più rispetto alla decima provincia più costosa (Brindisi). Otto tra le dieci province in cui il prezzo è più basso sono localizzate al Nord, una al Sud (Campobasso) e una in Sardegna (Oristano). La differenza tra la provincia in cui i prezzi sono più alti (Napoli) e quella in cui sono più bassi (Aosta) è in media di 425 euro.

Scatola nera protagonista

Per l’Ivass, i risparmi sulla Rca sono dovuti anche alla presenza della scatola nera nei contratti Rca. Caratterizzata da una sostanziale eterogenità tra le regioni e tra le province: laddove il premio medio è più alto, maggiore è la percentuale dei contratti con scatola nera. In Campania, Sicilia, Calabria e Puglia la percentuale di contratti con scatola nera supera il 20%. Le percentuali più basse si registrano in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Valle d’Aosta con percentuali comprese tra il 4,4 e il 7,2%.

“Ma quali ribassi”

E veniamo a Federconsumatori: “Sono dati del tutto furori luogo quelli resi noti dall'Ivass sulla presunta diminuzione dei costi della Rca nel primo e secondo trimestre del 2015. Dal -7% di Milano al -9,2% di Napoli. Già parlare di diminuzioni sarebbe inappropriato, addirittura registrarne di così elevate ci lascia estremamente perplessi”. Poi, un’altra stoccata: “Non ci sorprende più di tanto se a diffondere percentuali simili sia l'Ania”, ossia la Confindustria delle assicurazioni, che annunciava una diminuzione del -7,4% rispetto a giugno 2014. “Ma che sia l'Ivass a riprendere tali dati è abbastanza preoccupante. Dalle nostre rilevazioni, emerge che l'andamento delle polizze risulta frenato rispetto alla crescita esponenziale avvenuta negli scorsi anni, ma pur sempre in aumento, pari al +1/+1,5% rispetto al 2014. Richiediamo anche all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni di valutare con maggiore attenzione l'andamento del mercato e di intervenire concretamente per rendere tale settore più competitivo e più trasparente. Non dimentichiamo, infatti, che l'Italia detiene il primato negativo delle polizze Rc auto più care d'Europa”. Dove sta la verità? Forse nei profili di automobilista presi in esame: più alto il rischio incidente, superiore sarà la media dei prezzi Rca; e viceversa.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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