Curiosità

pubblicato il 5 ottobre 2015

Museo Fisogni, il Guinness delle pompe di benzina è in Italia

La più grande collezione di distributori al mondo conta oltre 5.000 pezzi a partire dal 1892

Museo Fisogni, il Guinness delle pompe di benzina è in Italia
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Tra tutti gli oggetti che è possibile collezionare collegati al mondo dell'auto, forse un distributore di benzina non è proprio il primo a saltare in mente. Invece, proprio in Italia, esiste una collezione gigantesca, da Guinness dei primati con pezzi di valore storico importante. Varcare il cancello del Museo Fisogni di Tradate, in provincia di Varese e a due passi da Milano, è come essere proiettati in un’altra epoca: all’interno di una grossa cascina riadattata ad abitazione, infatti, fa bella mostra di sé la più grossa collezione al mondo di distributori di benzina. “Ho un’azienda che costruisce distributori di benzina” ci dice Guido Fisogni “e quando le mie squadre dovevano smantellare le vecchie pompe per costruirne di nuove, cercavo di recuperare più materiale possibile”. Dai primi Anni ’60 Fisogni è diventato un accumulatore seriale di qualsiasi cosa avesse a che fare con i marchi petroliferi e oggi le sue “fatiche” sono esposte in un vero e proprio museo, che nel 2001 è stato anche insignito del Guinness World Record per le oltre 5.000 pompe raccolte. All’ingresso non posso non notare la scrivania ricavata da un vecchio fusto di olio, a sostegno di un cristallo usato come piano di appoggio.

Gli albori delle stazioni di servizio

Vado oltre e mi accoglie la pompa di benzina più vecchia della collezione, un marchingegno totalmente meccanico che risale al 1892 e che assomiglia più a un alambicco per distillare grappa che a un distributore di carburante. Nei primi decenni del 1900 cresceva l’esigenza di porre vere e proprie stazioni di rifornimento lungo le strade, che rappresentavano un punto di riferimento per i sempre più numerosi possessori di automobili. In una seconda stanza del museo sono raccolti numerosi esempi di pompe anteguerra, veri e propri obelischi alti fino a tre metri e recanti in cima un globo luminoso, che serviva a identificare il distributore anche di notte. Rimango a bocca aperta a vedere tutti questi totem affiancati e in perfetta forma, perché Guido Fisogni li ha restaurati uno a uno e assicura che sarebbero ancora in grado di erogare benzina.

Prima della Guerra

Passeggio nelle stanze del museo e mi sento come un bambino in un negozio di giocattoli, che peraltro non mancano, visto che fino agli anni ’70 i gadget erano molto utilizzati dai produttori petroliferi per pubblicizzare il marchio e fidelizzare il cliente. Fra i tanti, mi hanno incuriosito due distributori: uno sembra essere molto antico e ha una grossa corona rossa in cima, l’altro è un po’ più recente ed è molto austero. Il proprietario della collezione mi spiega che quello rosso con la corona era quello della Regina d’Inghilterra e che anche a Buckingham Palace ce ne era uno identico, mentre l’altro era il distributore personale di Benito Mussolini, che lo volle di colore scuro e riportante il fascio littorio.

E ai giorni nostri?

La collezione di Fisogni prosegue fino a tempi abbastanza moderni, anche se dopo gli anni ’80 si è un po’ perso il gusto di disegnare distributori con forme particolari e quindi degni di essere collezionati: gli ultimi pezzi risalgono al 1990, collezionati più per “dovere di cronaca” che per altro. Al Museo Fisogni si devono guardare anche i muri, perché sono tappezzati di cartelloni pubblicitari, la maggior parte dei quali eseguiti a mano smaltando lastre di metallo. I marchi sono quelli più famosi, che gli appassionati di auto d’epoca e gare storiche si ricorderanno sicuramente. Il consiglio che mi sento di dare a chi visiterà la collezione, è quello di curiosare in ogni angolo del Museo, perché potrebbe nascondere una piacevole sorpresa.

Autore: Federico Lanfranchi

Tag: Curiosità , mostre


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