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pubblicato il 1 ottobre 2015

Certificato digitale ACI: una certezza, 7 dubbi

Di sicuro sparisce la carta, ma restano molte incognite come i vantaggi economici

Certificato digitale ACI: una certezza, 7 dubbi

Cinque ottobre 2015, data storica: sparisce la carta (Certificato di Proprietà del Pra, gestito dall’Aci; e “libretto” di circolazione, emamato dalla Motorizzazione). Il tutto viene condensato in un documento elettronico: il Cdp digitale . Questa è l’unica certezza, peraltro una novità positiva, perché carta equivale a vecchio, e Internet significa nuovo, moderno, efficiente. Dopodiché, il resto della questione è un’incognita.

Sette perplessità

1) Legge Madia. Per cominciare, appena il Governo annuncia la legge Madia che riforma la burocrazia dell’auto, con la fusione, dal 1° luglio 2016, di Pra e Motorizzazione nell’Agenzia dei trasporti, ecco che l’ACI gioca d’anticipo: arriva il Cdp digitale. Ma se il Pra non ci sarà più, che c’entra l’ACI coi documenti dell’auto in futuro? Sembra quasi che l’ACI voglia ritagliarsi, anche per il futuro, un suo spazio nella burocrazia dell’auto.

2) La missione di ACI. Al proprietario, sarà rilasciata una ricevuta dell’avvenuta registrazione che conterrà anche il codice di accesso personalizzato con il quale visualizzare online il documento sul sito ACI.it. L’Automobile club d’Italia dice che “è una grande evoluzione per una sempre maggiore semplificazione a vantaggio degli italiani, in osservanza alla missione di ACI e degli indirizzi sull’innovazione espressi dal Governo”. Ma davvero è questa la missione di ACI che il Governo ha riservato all’Automobile club d’Italia?

3) I Vantaggi economici.  “Il Certificato di Proprietà digitale produce anche innumerevoli vantaggi economici per gli automobilisti e per la collettività”. Questo è da vedere: lo diranno i fatti. “In aggiunta ai grandi investimenti”, dice l’ACI (quali, quanto?), “per la sola eliminazione del duplicato, il Pra rinuncia a 4,5 milioni di euro di ricavi”. Restano tutti gli altri ricavi che l’ACI ha avuto nei decenni, più gl’incassi per le numerose pratiche auto. Per l’Aci, in cambio, c’è “un uguale risparmio per i cittadini”. Lo vedremo anche questo. “Al contempo l’ambiente si avvantaggia con l’eliminazione di 30 milioni di fogli di carta e di tonnellate di inchiostro”: sì, era necessaria la legge Madia perché l’ACI si evolvesse in tal senso?

4) Modernizzazione. L’ACI parla di “un risultato raggiunto con le esperienze e le competenze consolidate in questi decenni, che incrementa l’efficienza e conferma la validità dell’intuizione originaria di consegnare ad ACI nel 1927 - in quanto massimo rappresentante degli automobilisti italiani - la responsabilità della certezza del loro diritto di proprietà sui veicoli, che si stima abbiano un valore complessivo superiore ai 150 miliardi di euro”. Qui l’enfasi è alle stelle: la strada verso la modernizzazione dell’ACI è lunghissima.

5) Il Trasferimento delle funzioni. La legge Madia prevede, dice il testo, “il trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al ministero dei trasporti”. Allora, queste funzioni verranno trasferite, sì o no?

6) Il rilascio del CdP. I soldi che si pagano al Pra oggi, si pagheranno al Pra anche domani? È questo l’obiettivo della legge Madia? Parliamo dei 27 euro di emolumento Pra per il rilascio del CdP.

7) Semplificazione.  Da questa bagarre fatta di leggi, decreti attuativi, comunicati ACI, francamente l’automobilista esce disorientato: la legge per semplificare, fatta dal ministero per la Semplificazione, sta rendendo tutto confuso. Facciamo ammenda rispetto a quanto scritto in apertura; qui di certezza ce n’è una seconda: il Governo Renzi, nel settore auto, ha deciso di far pagare il bollo alle vetture storiche. Di omicidio stradale doloso, eliminazione dell’Ipt e riforma del bollo , semplificazione burocratica, non c’è traccia. E per fortuna Federcarrozzieri ha contribuito, sensibilizzando le parti politiche coinvolte, a impedire che il disegno legge concorrenza diventasse un regalo alle lobby delle assicurazioni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto


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