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pubblicato il 1 ottobre 2015

Certificato di Proprietà digitale ACI, perché è importante

La trasformazione avviene il 5 ottobre e porta molti cambiamenti per l'automobilista

Certificato di Proprietà digitale ACI, perché è importante

L'ACI gioca d’anticipo. Sta per arrivare il decreto di attuazione della riforma Madia, dal nome del ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Marianna Madia (ora c’è solo uno schema di decreto), che porterà al documento unico del veicolo ed oggi a Roma l'Automobile Club presenta il certificato di proprietà digitale che entra in vigore il 5 ottobre. Come abbiamo già scritto questo conterrà i dati sia di proprietà sia di circolazione. E quali sono i soggetti chiamati in causa? Pubblico registro automobilistico (gestito dall’ACI) per il certificato di proprietà; Motorizzazione (ministero dei Trasporti) per il libretto di circolazione. Si parla di possibile fusione Pra-Motorizzazione: una riforma burocratico-amministrativa con conseguenze pesantissime per l’ACI. Per lo stesso Automobile Club d’Italia, “di ACI e Pra si sentirà ancora parlare visto che il Governo dovrebbe portare in Consiglio dei ministri il primo pacchetto di decreti attuativi della riforma Madia, tra cui c’è anche il libretto unico. L’intenzione dell'ACI è informatizzare la burocrazia che accompagna la presa di possesso del veicolo. Tutto verrà sintetizzato in un codice di accesso, che a regime dovrebbe funzionare con ogni dispositivo elettronico (tablet, smartphone). Non ci sarà più il rischio di smarrimento, furto o deterioramento del pezzo di carta: i CdP persi ogni anno sono 300.000. Si farebbe così un passo in avanti verso il libretto unico”.

Insomma, ACI intende rimanere protagonista assoluta: “Da ambienti vicini al dossier si apprende come il discorso debba essere ancora ampiamente approfondito: tutto è aperto. D'altra parte si tratta di un'operazione complessa”. Ma veniamo ai soldi. In attesa di saperne di più dalla presentazione di oggi, ci si chiede se la reale smaterializzazione del Certificato di Proprietà implica la "smaterializzazione" del relativo emolumento Pra. Ossia, se non c’è il Cdp, c’è l’emolumento (la retribuzione corrisposta per una prestazione continuativa o saltuaria di carattere professionale)? Quando la riforma Madia partirà, il cittadino verserà i 27 euro di emolumento Pra per il rilascio del Cdp? Che fine farà l’imposta per l’emissione del CdP cartaceo? Parliamo di una montagna di soldi: 9.000.000 di Certificati di Proprietà rilasciati dal Pra. Con una tariffa Motorizzazione di 9 euro, a fronte di una tariffa Pra di 27 euro. Il nome del ministero è “Per la Semplificazione”. La riforma Madia mira a semplificare. Dovremo capire che cosa cambia per gli automobilisti italiani in termini di costi e riduzioni documentali: insomma, la riforma per la semplificazione rende le cose meno difficili e meno costose, sì o no? Le risposte tra poche ore, intanto potete seguirci su Twitter per gli aggiornamenti in tempo reale.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , bollo auto , aci


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