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Attualità

pubblicato il 16 luglio 2007

TICKET londinesi e TICKET milanesi

Come un buon esempio si traduce in pessima pratica

TICKET londinesi e TICKET milanesi

La riduzione dell'inquinamento era uno dei cavalli di battaglia sia dell'attuale Governo che dell'attuale Sindaco di Milano, Letizia Moratti: in entrambi i casi il risultato che è stato e che sarà raggiunto poggia su una certezza, quella di un sempre maggior prelievo fiscale e su una "quasi" certezza, quella di non raggiungere il risultato ecologico atteso.
I politici italiani si ispirano - cosa di per sé lodevolissima - a chi fa meglio di loro, ma spesso e volentieri passano dalla teoria alla pratica nel peggiore dei modi; in questo caso l'esempio è quello di Londra che DOPO aver creato e consolidato un sistema di trasporto pubblico articolato ed efficiente ha deciso di introdurre non una "pollution tax" come quella di Milano della quale tanto si è parlato la scorsa settimana, ma una "congestion tax" in modo da limitare il traffico; il che, comunque porta - ai fini della lotta all'inquinamento - al medesimo risultato.

A Milano è stato deciso di introdurre la "pollution tax" PRIMA di aver creato le condizioni per evitare che tale provvedimento si riveli l'ennesimo balzello fine a se stesso, ma DOPO aver promesso - potenza della demagogia - che "buona parte" degli introiti derivanti dall'applicazione di tale tassa, saranno destinati al potenziamento del trasporto pubblico.

Passiamo dalle parole ai fatti e vediamo cosa riserverà l'autunno agli automobilisti milanesi. Chi tornerà a Milano dalle vacanze estive dovrà fare i conti con una realtà forse un po' più "salata" dell'acqua del mare vacanziero. In tale periodo, infatti, tutti coloro che vorranno accedere nella cerchia Bastioni nei giorni feriali dalle 7 del mattino alle 7 di sera saranno obbligati a pagare un ticket giornaliero suddiviso in tre fasce di prezzo in base alle emissioni di polveri sottili della propria auto. A stabilirlo, è stato il consiglio comunale di Milano della scorsa settimana che ha regalato agli automobilisti locali un provvedimento che non troverà le altre Amministrazioni locali insensibili all'idea di introdurre l'ennesimo balzello ammantato di buoni propositi ecologici; questa possibilità pende ora sulla tasca di tutti gli italiani come una "spada di Damocle" pronta a sferrare il colpo lungo tutto lo Stivale. Questo perché anche se il provvedimento del Comune di Milano viene etichettato come una "sperimentazione", potrebbe rivelarsi immediatamente efficace ai fini di cassa e, forse, in grado di realizzare il proprio obiettivo di medio-lungo termine, quello cioè di ridurre l'inquinamento.

In realtà il ticket antismog rientrava, come scritto in apertura di articolo, nella campagna elettorale dell'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti, che sin da allora aveva manifestato l'intenzione di scoraggiare l'utilizzo delle auto più inquinanti.
Dopo una serie di incontri avvenuti nei giorni scorsi, si è dunque arrivati all'accordo secondo cui a pagare il ticket saranno le auto diesel (tranne gli Euro 4) e quelle a benzina fino alla classe Euro 2, mentre i motocicli e i ciclomotori rimarranno esenti da ogni formula di pagamento. Sul fronte tariffario, come già accennato, gli importi varieranno nei prossimi mesi in base al potenziale inquinante, di 2, 5 e 10 Euro (auto diesel pre "Euro X" e veicoli merci diesel fino agli Euro 2), mentre per tutti i residenti sono stati previsti degli abbonamenti agevolati, della durata di un anno, che costeranno 50, 125 o 250 Euro.

Sin qui gli obblighi. In Italia un provvedimento del genere per essere "politically correct", e quindi poco giusto, non può non tener conto di interessi particolari. La Giunta infatti sta studiando l'estensione degli abbonamenti ridotti ai residenti dell'intero Comune di Milano, un'idea che ha già suscitato le ire dei Sindaci dei Comuni limitrofi, alcuni dei quali propongono di far pagare una analoga tassa ai 400.000 milanesi, pendolari al contrario, ed ai turisti milanesi nei giorni di week-wend. Tali facilitazioni potrebbero essere estese ovviamente a tutto il mondo del Commercio (negozianti di zona, agenti di commercio, trasportatori) che si è sollevato compatto contro il provvedimento minacciando un'integrale trasferimento del balzello sui prezzi al dettaglio, ulteriore dimostrazione che, proprio come si suol dire, paga solo "Pantalone". E a proposito di Pantalone, ci sia consentito ricordare che chi possiede mezzi Euro Zero o 1 o 2 ed è peraltro già colpito dagli aumenti della Tassa di possesso, è colui che probabilmente non può permettersi di sostituire un mezzo magari curato ed efficiente, ma di valore commerciale pari a zero, con un Euro 4.
Ci sembra che in tema di fiscalità sull'auto, la pratica attuazione del federalismo e le autonomie territoriali stiano restaurando l'Italia dei Comuni ai danni delle classi meno difese.

A questo punto è forse opportuno formulare alcune considerazioni:
->Dopo un'iniziale voglia di colpire anche le motorizzazioni Euro 4 a gasolio con o senza FAP, pare che la Giunta Moratti abbia ammesso tale categoria all'esenzione: crediamo sia un atto dovuto in quanto esistono motorizzazioni Euro 4 a gasolio - anche senza filtro antiparticolato - che inquinano meno di auto a benzina euro 4 per non parlare di euro 3: in questo caso ci si chiede a cosa serva/sarebbe servita la tassa se non a produrre solamente - sotto mentite spoglie - maggiori introiti alle casse comunali.

->Esenzione per motocicli e ciclomotori: ci auguriamo che tale esenzione non comprenda anche i famigerati motori a due tempi che, nei casi più obsoleti, inquinano ciascuno come 10 auto Euro Zero di cilindrata medio piccola.

Tutti i soldi che verranno incassati con i ticket (si stimano circa 40 milioni di euro più un altro milione per gli abbonamenti dei residenti) verranno destinati, secondo quanto dichiarato dall'amministrazione comunale, al potenziamento dei mezzi pubblici nonché dei parcheggi e del sistema tecnico di controllo, che sarà garantito da ben 43 varchi elettronici.

Nell'attesa di vedere quali saranno i risultati del provvedimento, la Lega Nord ha già commentato il provvedimento evidenziando che "ci sono molti aspetti non chiari, a partire da chi paga, da quanto diminuirebbe l'inquinamento, a quali agevolazioni verranno garantite a tutti i milanesi".

A nostro avviso rimane di estrema attualità la proposta - sulla quale ci siamo in passato più volte soffermati - di abolire la tassa di possesso e, diciamo ora, di evitare l'introduzione di norme locali di questo tipo: più semplicemente le Amministrazioni che vogliono V E R A M E N T E abbattere l'inquinamento, introducano limitazioni alla circolazione uguali per tutti.
Al posto di tutte queste sovrastrutture burocratico-amministrative, sempre più "molochiane" che mangiano buona parte degli introiti che producono e al posto della tassa di possesso, basterebbe introdurre un aumento del prezzo dei carburanti ("chi più inquinda più paga").

E a questo punto, siamo noi ora ad essere ingenuamente demagogici, si potrebbe pensare di destinare ai Comuni le attuali tasse, impropriamente inglobate nel prezzo della benzina, sulle quali punteremo a breve la nostra attenzione.

Autore: Giovanni Notaro, Eleonora Lilli

Tag: Attualità , inquinamento , milano


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