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Mercato

pubblicato il 16 luglio 2007

Il Mercato dell’Auto europeo si risolleva

Italia e Europa dell'Est trainano la ripresa

Il Mercato dell’Auto europeo si risolleva

Una crescita debole, ma pur sempre una crescita, quella del mercato dell'auto in Europa, che nel mese di giugno è riuscito ad invertire la propria tendenza verso i numeri negativi ed ha registrato uno 0,7% di immatricolazioni in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La notizia viene arriva con la diffusione dei dati ACEA in base ai quali le immatricolazioni di auto nell'area dei 25 Paesi (EFTA compresa - Islanda, Norvegia e Svizzera) sono state 1.543.770, contro le 1.532.790 del giugno 2006.

Uno dei principali artefici di questa ripresa europea è stato il trend decisamente positivo del nostro Paese. Proprio l'Italia, di fatto, è riuscita a dare una spinta al contesto europeo con un'intensità che si è aggirata attorno all'8%, cifra che è stata resa possibile dagli incentivi statali combinati con le azioni commerciali delle stesse Case automobilistiche, oltreché dai non trascurabili segnali positivi lanciati dagli italiani con la loro personale propensione ad acquistare un'autovettura.
Notevoli le performance delle marche nazionali che hanno aumentato la propria quota di mercato raggiungendo in giugno nell'Europa a "15 + EFTA" un risultato che si aggira attorno al 7%. Dall'inizio dell'anno la quota di mercato raggiunta dai costruttori italiani è arrivata a toccare poco più dell'8%, guadagnando circa mezzo punto rispetto al dato registrato nel corso del primo semestre dell'anno passato. In questo modo i marchi nazionali si sono piazzati al quinto posto nella classifica europea delle Case automobilistiche.

Resta il fatto che, per il quinto mese consecutivo, nell'area dei 15 Paesi + EFTA il bilancio continua a segnare un indice negativo (-0,6%). Alla radice del dato, l'andamento non particolarmente brillante dei principali mercati, dovuto a molteplici fattori, tra cui il crollo delle immatricolazioni in Germania (-7%) dove l'IVA ha subito un aumento pari a tre punti percentuali; la flessione delle vendite in Spagna (-1,8%) e in Francia (-3,2%), mercati che scontano altresì un giorno lavorativo in meno rispetto al giugno 2006; e, da ultimo, la debole crescita della Gran Bretagna (+1,5%).
Una ventata d'aria fresca ha soffiato invece dall'Est, dove i mercati dei Paesi nuovi membri dell'Unione Europea hanno mantenuto ritmi di incremento a due cifre: +21,1% in giugno e +14,8% nel primo semestre. Si potrebbe con ciò concludere che in quest'area del Continente il processo di motorizzazione "ha ingranato bene".

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