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pubblicato il 28 settembre 2015

Brebemi, l'A35 non ci sta alle accuse

In molti criticano la nuova autostrada di essere un flop, ma la società non ci sta e risponde. Ecco i dati

Brebemi, l'A35 non ci sta alle accuse

L’A35 Brebemi Brescia-Bergamo-Milano è nata fra le polemiche, è “cresciuta” fra discussioni dai toni aspri e “invecchierà” divenendo sempre più oggetto di scherno su Internet, per via di un traffico davvero scarso rispetto alle attese. L’ultima trovata è di un pensionato che, in bici, ha percorso la corsia d’emergenza di una Brebemi deserta. Sulla sua due ruote, è riuscito a percorre un tratto dell’autostrada fra il casello di Treviglio e Bariano dove è stato notato da alcuni automobilisti. Uno di loro l’ha anche fotografato inviando all’Eco di Bergamo poi l’immagine che lo ritrae in sella a una mountain bike. L’uomo, fermato dalla Stradale, è stato ovviamente multato. E un utente su Istagram, con ironia: “Poco traffico sulla Brebemi? Fatene una pista ciclabile”.

Quanti veicoli? Quanti contributi?

Stando all’Aiscat (associazione gestori autostradali), a giugno 2015, i dati Brebemi sono questi: 24,6 milioni di chilometri e una media di 13.025 transiti al giorno. La situazione preoccupa la zona della Città Metropolitana di Milano: forse, i costi per il pedaggio sono troppo alti. In più, si fanno i conti: i contributi pubblici che l’infrastruttura prenderà dallo Stato e dalla Regione Lombardia sono forti. Il 6 agosto il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha dato il via libera a 320 milioni di euro di contributo pubblico. Si tratta di 260 milioni distribuiti in 20 milioni all’anno da parte del primo e di 60 milioni in tre rate da 20 dalla seconda. Il Cipe ha anche dato la proroga a 25,5 anni per la concessione e il subentro di 1.205 milioni alla fine. Il 31 gennaio del 2017 potrebbe anche essere aperto il collegamento con l’autostrada A4. Morale della favola, l’autostrada sarà aiutata dai soldi pubblici nonostante la BreBeMi abbia sempre vantato di realizzarla con il solo contributo dei privati.

Legambiente accusa

“Una decisione semplicemente mortificante, che speriamo provochi una levata d'orgoglio contabile da parte della Corte dei conti - aveva dichiarato ad agosto Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, da sempre fieramente contraria alla realizzazione dell'autostrada-ecomostro che duplica la A4 -. Di fatto, il Governo premia chi ha speculato ai danni del territorio, mentre gli unici a pagare saranno gli utenti, costretti a un pesante pedaggio per un'infrastruttura realizzata quasi per intero con finanziamenti pubblici ma i cui extraprofitti vanno quasi tutti a privati. Crediamo ci siano modi migliori per spendere i soldi dei contribuenti".

Brebemi contrattacca sul traffico

La Brebemi conferma che dopo il mese di giugno sulla A35 si sono registrati picchi di transiti reali fino a 39.000 veicoli giornalieri e che i volumi dei transiti reali medi, pari a 35.000 veicoli durante i giorni lavorativi, sono in continuo aumento registrando una crescita media settimanale di oltre il 2%: “Questi numeri importanti quasi raddoppiano, superando i 60.000 transiti reali giornalieri, considerando i veicoli che percorrono i raccordi autostradali non a pagamento realizzati dalla Brebemi. I dati forniti da Brebemi all’Aiscat, e da questa correttamente resi pubblici, si riferiscono chiaramente al numero di chilometri percorsi sull’autostrada soggetti a pedaggio”.

La società replica sul denaro pubblico

Ancora più piccata la risposta se si parla di soldi dello Stato. “I lavori di realizzazione dell’autostrada, nonché le attività gestionali, hanno assicurato per il periodo 2010-2015 evidenti benefici sulla fiscalità generale, ovvero il versamento di 250 milioni di euro per Iva corrisposta ai fornitori, di 6 milioni per imposte dirette e sostitutive, nonché di 21 milioni per imposte di registro relative alle procedure espropriative”. Durante i primi 20 anni di gestione (2015-2035), verranno altresì complessivamente versati 878 milioni di Iva all’erario e 353 milioni di imposte dirette. Qui il punto chiave: “La partita contabile resterà comunque ampiamente a favore dello Stato, tanto in termini di fiscalità che di ovvi vantaggi che una nuova infrastruttura offre ai territori attraversati”. Infine, “si fa spesso riferimento, poi, a contributi pubblici che la A35 non ha mai ricevuto”. Per legge, “è istituito nello stato di previsione del ministero dei Trasporti un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro annui per il periodo dal 2017 al 2031, finalizzato prioritariamente alla realizzazione di opere di interconnessione di tratte autostradali per le quali è necessario un concorso finanziario per assicurare l’equilibrio del Piano economico e finanziario. Alla ripartizione delle risorse si provvede con delibera del Cipe”. Contestualmente “la Regione Lombardia ha individuato 20 milioni di euro annui per il triennio 2015-2017 per la realizzazione, completamento e miglioramento dell’accessibilità di sistemi stradali e autostradali attuati con procedure di partenariato pubblico-privato”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autostrade


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