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pubblicato il 28 settembre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate, quanto è grande il Gruppo Volkswagen

Tutto sulle dimensioni dell’azienda tedesca attraverso numeri, profitti, percentuali e quote azionarie

Dieselgate, quanto è grande il Gruppo Volkswagen
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In questi giorni il cosiddetto Dieselgate Volkswagen è sulla bocca di tutti. Per una volta le automobili sono assurte ad argomento nazional-popolare senza che ci fosse di mezzo una vittoria della Ferrari o una stangata sul bollo. Anche Vespa, nel suo Porta a Porta, si è occupato del 2.0 TDI, delle emissioni di monossido di azoto e del crollo di credibilità dei tedeschi di Wolfsburg. L’argomento, insomma, è diventato di dominio pubblico e, come sempre in questi casi, solo poche persone conoscono realmente la materia. Allora potrebbe essere una buona idea dare i numeri, nel senso di spiegare chi è e che cosa fa il Gruppo Volkswagen. Intanto è bene sapere che, secondo Forbes, nel 2014 si è posizionata al 14esimo posto tra le aziende più importanti del mondo, seconda solo a Toyota (all’11esimo posto e prima tra le aziende automotive) e a due posizioni da Apple, che è però l’azienda che capitalizza di più al mondo in borsa.

Quasi 600.000 dipendenti

La classifica di Forbes tiene conto di quattro macro-valori: fatturato, profitti, risorse e capitalizzazione. Bene, nel 2014 il VW Group valeva 268.5 miliardi di dollari e ha avuto un profitto netto di 14,4 mld, mentre il valore dei suoi asset era di 425 miliardi di dollari, mentre in borsa valeva 126 miliardi. In una classifica che vede ai primi quattro posti quattro banche cinesi, poi due americane e successivamente le multinazionali del petrolio, il Gruppo Volkswagen è una delle poche che produce qualcosa di tangibile e qui i numeri diventano ancora più interessanti. Sono quasi 600.000 (592.586, per la precisione) le persone che lavorano per il Gruppo tedesco, che ha 119 impianti di produzione sparsi in 31 Nazioni, di cui 20 europee, in quattro continenti (tutti tranne l’Australia). I veicoli prodotti, cioè circa 41.000 al giorno, sono venduti in 153 Paesi e nel 2014 le immatricolazioni hanno superato per la prima volta quota 10 milioni, quasi raggiungendo Toyota.

Oltre 12 marchi

Ma la forza del Gruppo Volkswagen è anche nella sua estensione. La conta ufficiale dei marchi posseduti si ferma a dodici: Volkswagen Passenger Cars, Audi, Seat, Skoda, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Ducati, Volkswagen Commercial Vehicles, Scania e Man. Ma c’è anche la specialista di Bus Neoplan, controllata da Man, senza contare le due joint-venture cinesi, FAW-Volkswagen e Shanghai Volkswagen, fondate nel 1984 e nel 1991. Poi ci sarebbero anche cinque marchi attualmente “sospesi”, come Auto Union, DKW, Horch, NSU e Wanderer. Ma non finisce qui, perché Volkswagen Group, tramite alcune delle sue 340 società controllate produce anche: motori diesel navali, marini e “stazionari”, turbocompressori, turbine a gas, riduttori per centrali eoliche e reattori chimici.

I servizi finanziari e la Porsche

Questa era la parte produttiva, che fa capo a uno dei due rami principali del Gruppo, mentre l’altro è quello dei Volkswagen Financial Services, collegato all’omonima banca, che fa attività di finanziamento, sia ai concessionari che ai clienti, di leasing, di gestione delle flotte e pure assicurative. La struttura azionaria del Gruppo Volkswagen, infine, è altrettanto interessante, perché il pacchetto di maggioranza così come la parte più grande di diritto di voto è in mano alla Porsche SE, cioè la Holding che fa capo al 90% alle famiglie Porsche e Piech. Porsche SE, quindi ha il 33,0% delle azioni e il 52,2% dei diritti di voto (dopo aver acquistato l’ultimo 1,5% da Suzuki nei giorni scorsi), il Land della Bassa Sassonia ha il 20% dei diritti di voto e il 12,4% delle azioni, la Qatar Holding il 17% dei diritti di voto e il 15,4% delle azioni. Il resto delle azioni è diviso tra investitori istituzionali, privati cittadini e fondi di investimento, ma tutti questi insieme hanno meno del 10% dei diritti di voto.

Un colosso importante per l'Europa

I numeri in gioco rendono bene l'idea di quanto sia importante il Gruppo Volkswagen per l'economia del Vecchio Continente. E spiegano la preoccupazione di analisti e addetti ai lavori per le conseguenze che potrà avere il Dieselgate sul mercato dell'auto e non solo. Un eventuale crisi industriale del Gruppo non dovrebbe rallegrare nessuno per 4 ragioni che vi abbiamo spiegato meglio in questo articolo.

 

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Autore: Alessandro Vai

Tag: Mercato , produzione


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