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pubblicato il 24 settembre 2015

Rc auto, dramma nel Sud Italia

I tantissimi cittadini onesti pagano le truffe assicurative di pochissimi disonesti

Rc auto, dramma nel Sud Italia

Non si ferma il caro-Rc auto al Sud Italia. Come riporta Il Sole 24 Ore, dalle più recenti rilevazioni dell'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), risulta che la Regione più costosa sia la Campania, seguita dalla Puglia e dalla Calabria. A Caserta, Taranto e Vibo Valentia si paga più del doppio di Aosta. L'anno scorso, la società di consulenza Boston Consulting Group ha presentato i risultati di un studio in cui ha comparato i costi delle polizze in Italia a quelli di Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna: ebbene, il prezzo medio della Rca negli altri Paesi europei è del 45% inferiore a quello nostrano. Vediamo i motivi.

Quattro fattori scatenanti

La maggiorazione è stata attribuita ai costi dei sinistri, alle tasse (record europeo, con le Province protagoniste), alle frodi e ai comportamenti degli automobilisti. L'analisi fatta dal quotidiano, senza un singolo dato in controtendenza, dimostra che in tutte le categorie (tranne le tasse, identiche lungo lo Stivale, al di là di minime differenze tra le Province), i numeri del Sud sono peggiori di quelli del Nord, e quindi spiegano o "giustificano economicamente" premi più alti. In particolare, la frequenza dei sinistri sul totale delle auto circolanti, secondo i dati Ania, l'associazione delle società assicuratrici, al Nord è del 5,67%, al Centro del 6,64% e al Sud del 6,23% (con punte del 10,43% a Napoli). La percentuale di sinistri con danno alla persona, al Sud è di oltre il 60% superiore a quella registrata al Nord (il 24,3% contro il 15,1). Idem per l'incidenza dei veicoli non assicurati su quelli assicurati: al Nord è del 6,8% e al Sud del 15,2%.

Il guaio frodi. Ma...

Il Sole evidenzia, su dati Ania, i sinistri esposti a rischi di frode: al Nord, sono lo 0,895% mentre al Sud il 2,039%. Stando all''Ivass, al Nord la percentuale dei sinistri contestati per frode nel 2014 sul totale di quelli denunciati sono lo 0,9%, e al Sud il 3,5%. Alla fine, i tantissimi onesti pagano le truffe di pochissimi disonesti. Pur tuttavia, facciamo quattro considerazioni. Primo, il Governo Monti ha sostanzialmente abbattuto i risarcimenti da danni fisici lievi. Imponendo, in modo molto discutibile, il rimborso delle lesioni non dimostrate con un esame clinico: il fatto è che numerose patologie non emergono dai risultati dei macchinari negli ospedali, a partire dal mal di testa, dallo choc, dalla depressione, per non parlare di altri problemi che solo un uomo, un medico specialista, è in grado di individuare. Secondo, le assicurazioni da sempre si limitano ad alzare enormemente le tariffe Rca per via delle frodi: un metodo semplicistico per (non) affrontare il problema. Se c'è odore di truffa, la compagnia potrebbe non risarcire, chiedere altra documentazione, andare in causa. Terzo, ormai da anni ogni Governo fa una legge ad hoc per le assicurazioni (risarcimenti microlesioni, indennizzo diretto, colpo di frusta difficilmente risarcibile ecc.), ma in cambio non arrivano sostanziali ribassi Rca. Quarto, le compagnie spingono per controllare ancor più il mercato della riparazione, con il risarcimento in forma specifica (così si ripara l'auto dal carrozziere convenzionato) e l'eliminazione della cessione di credito al carrozziere indipendente. Un caso unico in Europa, visto che la Francia si muove in direzione opposta con la legge Hamon: massima libertà e concorrenza.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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