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pubblicato il 21 settembre 2015

Pubblico registro automobilistico, addio

Il Pra va in pensione e per l'auto ci sarà un solo documento, ma dal primo gennaio 2016

Pubblico registro automobilistico, addio

Rivoluzione nella burocrazia automobilistica italiana, sconvolgimento dell'apparato amministrativo del nostro Paese: il Pra va in pensione. Così dice la bozza di decreto legislativo che, dal 1° gennaio 2016, rende operativa la riforma del ministro Marianna Madia sulla pubblica amministrazione, contenuta nel disegno legge 3098. In poche parole, vengono fusi Pubblico registro automobilistico (gestito dall'Automobile club d'Italia) e Motorizzazione. Ci sarà il "trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pra al ministero dei trasporti", attualmente nelle mani dell'Aci. La differenza fra oggi e domani è semplice. Adesso, ci sono due documenti coi dati dell'auto, uno del Pra e uno della Motorizzazione; e anche due archivi. Dal 1° gennaio, invece, ecco un unico documento, conservato in un solo archivio.

Riduzione dei costi

Almeno in teoria (vedremo poi che succederà nei fatti), la riforma si pone l'obiettivo di ridurre i costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli. Di quanto? Impossibile a dirsi, almeno per ora. Soprattutto, per quanto riguarda il portafogli dell'automobilista, si parla al ministero di significativi risparmi per l'utenza, per chi dovrà affrontare un passaggio di proprietà. Significativi quanto? Anche questo è difficile da definire: comunque, un solo documento dovrebbe costare parecchio di meno rispetto ai due di oggi: un foglio unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l'eventuale istituzione di un'agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Così, dal 1° gennaio 2016, sono trasferite al ministero dei Trasporti le funzioni svolte dal Pubblico registro automobilistico e, a tal fine l'Archivio nazionale dei veicoli è integrato con una sezione contenente i dati relativi alla proprietà del veicolo. Dal 1° luglio 2016, la carta di circolazione costituisce il documento unico di circolazione e proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e contiene anche i dati inerenti la proprietà e lo stato giuridico e tecnico del veicolo.

Nasce l'Agenzia per il trasporto stradale

Al fine dell'attuazione della riorganizzazione delle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, finalizzata alla riduzione dei costi connessi alle gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l'utenza, è istituita l'Agenzia per il trasporto stradale. Ha sede a Roma, è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, finanziaria e di bilancio ed è sottoposta ai poteri di indirizzo e di vigilanza del ministro dei Trasporti. È l'organo dello Stato deputato all'erogazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese, allo svolgimento delle funzioni tecnico-operative e all'esercizio dei poteri ispettivi e alla formulazione di proposte e pareri tecnici in materia di circolazione, sicurezza e trasporto stradale di persone e cose. Dal 1° luglio 2016, all'Agenzia sono trasferite le competenze degli uffici del Pubblico registro automobilistico.

Ma l'Ipt resta tale e quale

A dirla tutta, l'automobilista ha poco da festeggiare, al momento. Primo: non sa quanto risparmia effettivamente. Secondo: il decreto rimanda ad altri provvedimenti, e quindi è doveroso andarci coi piedi di piombo (se non vengono emanati, la riforma resta monca). Terzo: la vera tassa che picchia duro sull'italiano è l'Imposta provinciale di trascrizione. E il Governo Renzi s'è ben guardato dall'eliminare l'Ipt, che è davvero negativa per il mercato auto. Non c'è traccia della famosa Imposta regionale di immatricolazione (Iri) che andava a sostituire l'Ipt, divenendo proporzionale al valore commerciale del veicolo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse


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