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pubblicato il 10 luglio 2007

Leggerezza nei cieli...

Ma quando su strada?

Leggerezza nei cieli...

Un esempio per l'industria automobilistica. Questo può essere, a giudizio di OmniAuto, il nuovo aeroplano per trasporto passeggeri Boeing «787 Dreamliner». Per una volta, lasciamo la strada e solchiamo i cieli, per fare alcune riflessioni su un "pesante" problema che coinvolge un po' tutta l'industria automobilistica, traendo spunto da un aereo che presenta interessanti innovazioni volte a ridurre consumi e inquinamento.

Il velivolo in questione è sviluppato su base del bimotore «787», lanciato dalla famosissima società aeronautica statunitense Boeing nel 2004. La particolarità di questa nuova versione «verde», è che ben il 50% della sua struttura (fusoliera, ali...) è realizzato anzichè in lega di alluminio - metallo leggero ma pur sempre un metallo - in materiali plastici e compositi (come la fibra di carbonio), consentendo allo stesso tempo di eliminare migliaia di chiodi e rivetti. Ne consegue una significativa riduzione della massa complessiva, che ha portato ad un calo di consumi ed emissioni inquinanti del 20%. Inoltre, tali materiali richiedono meno manutenzione, consentendo una riduzione delle relative spese del 30%.

Il mondo dell'automobile sembra, invece, ancora molto restio alle "diete dimagranti": ogni nuovo modello è quasi sempre più pesante di quello che va a sostituire e di conseguenza, per mantenere prestazioni accettabili da automobilisti sempre più esigenti, è necessario installare motori più potenti e più avidi di carburante oppure spendere molto in ricerca per realizzare propulsori prestanti ma parchi. Certo, parte dell'aggravio di peso è giustificato, essendo necessario per superare i sempre più probanti crash-test e per l'adozione di molteplici sistemi di sicurezza, ma ben poco viene fatto per compensare questo aumento.

Considerando il fatto che il nuovo Boeing «787» ha già ricevuto, prima del debutto (previsto nel 2008), ben 677 ordini (per un controvalore di 110 miliardi di dollari), significa che le grandi compagnie aeree, di certo più sensibili a motivazioni di salvaguardia del portafoglio che dell'ambiente, si sono fatte "due conti" e hanno valutato vantaggiosamente il risparmio economico derivante dalla riduzione dei costi di carburante e manutenzione durante l'esercizio del velivolo. Se poi è anche l'ambiente a guadagnarci, tanto meglio per tutti noi.

Materiali plastici, compositi e leghe leggere non sono certo una novità ma la loro applicazione nel mondo dell'automobile è limitata quasi esclusivamente al settore delle supercar, non certo (o non solo) per motivazioni ecologiche: ne sono un esempio le versioni «Superleggera» dei modelli Lamborghini, o lo studio «Millechili» della Ferrari su base «Enzo». Nel segmento premium, alcune Case cominciano a sostituire l'acciaio con le leghe d'alluminio per realizzare componenti di motore, sospensioni e carrozzeria; solo Audi e più recentemente Jaguar si sono spinte a realizzare telai completamente in alluminio. La carrozzeria è la parte che si presterebbe più facilmente all'adozione di materie plastiche: già in passato ci sono stati esempi di questa soluzione, molti limitati a prototipi da Salone, altri più concreti che hanno interessato elementi quali portelloni e parafanghi; oggi, solo le piccole Smart osano indossare un "vestito" realizzato completamente con questo materiale.

Nel settore delle utilitarie, caso isolato in cui il nuovo modello è risultato più leggero del precedente è quello della Mazda «2», mentre con la nuova «500» la Fiat sta seguendo la strada del "downsizing" (traducibile con "rimpicciolimento"). Tale "downsizing" comincia ad interessare anche i propulsori, con alcune Case che iniziano a proporre, su vetture del segmento medio, nuovi motori a benzina di piccola cilindrata ma rinvigoriti da turbo, compressori volumetrici e iniezione diretta, leggeri ed efficienti, capaci di dare filo da torcere, in termini di piacere di guida ed economia d'esercizio, ai più evoluti Diesel. Ne sono un esempio, i 1.4 l Fiat «T-Jet» da 150 CV e Volkswagen «TSI» da 170 CV e il 1.6 l da 150 CV frutto di una joint-venture Peugeot-BMW. Nobili (e spesso costosi) tentativi per cercare di affrontare il continuo incremento dei pesi delle automobili.

A nostro avviso, chi avrà il coraggio di intraprendere in maniera decisa la strada della "leggerezza", oltre a dare in primis un aiuto significativo alla salvaguardia dell'ambiente, potrà godere anche di un importante vantaggio economico e commerciale sulla concorrenza.

Autore: Alessio Ciarnella

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