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Mercato

pubblicato il 9 luglio 2007

L'offensiva ecologica del Gruppo Chrysler

3 miliardi di dollari per costruire auto più ecologiche

L'offensiva ecologica del Gruppo Chrysler

Consumi elevati, cilindrate "off shore" con prestazioni modeste, aerodinamica da cubo di Rubik, tenuta di strada approssimativa: era questo, fino a poco tempo fa, l'identikit dell'auto americana tipo. In pratica, una specie di "mulo" in grado di riconoscere l'itinerario casa-lavoro, al punto di poterlo affrontare quasi da sè, senza input del guidatore, vero e proprio "trasportato" dall'automobile.

Da qualche tempo però, anche le Case automobilistiche Americane sono costrette a fare i conti con la "crisi energetica" e con la "coscienza ecologica", conseguenza di un inquinamento sempre più incisivo. Volenti o nolenti, i grandi costruttori d'oltreoceano stanno cercando di invertire la rotta per dare un'immagine più adeguata alle nuove esigenze di mercato.

Il Gruppo Chrysler, di fresca separazione dalla Daimler, lancia una vera e propria offensiva su questo tema, già affrontato da altri costruttori in maniera più o meno concreta.

Per verificare la nuova presa di coscienza del Gruppo Chrysler iniziamo dal capitolo riguardante la veste estetica dei futuri modelli, che sarà pensata anche nell'ottica di una migliore efficienza aerodinamica, oggi fortemente penalizzata da forme molto squadrate e dimensioni notevoli.
D'altra parte sarebbe stato impossibile ignorare questo aspetto volendo raggiungere risultati di consumo migliori degli attuali.

Passando ad aspetti attuabili in tempi ancora più brevi, sono stati programmati interventi abbastanza radicali sui propulsori V8 da 4,7 e 5,7 litri HEMI per ottenere una sensibile diminuzione del fabbisogno di carburante, senza per questo penalizzare le prestazioni, anzi.
I motori a 6 cilindri saranno equipaggiati con il sistema denominato MDS (Multi-displacement System) che permette la disattivazione dei cilindri quando le condizioni di marcia richiedono o impiegano poca potenza.

Altro importante contributo sarà dato da nuove trasmissioni a doppia frizione studiate insieme alla Getrag, mentre sul fronte dei propulsori diesel si parla della realizzazione di un nuovo 4 cilindri per il mercato nordamericano e l'allargamento dell'offerta del moderno V6 Common Rail anche su altri modelli del gruppo.
La tecnologia BLUETEC applicata all'impianto di scarico dei propulsori a gasolio permetterà inoltre il rispetto delle severe normative i vigore dal 2010 in tutti i 50 Stati U.S.A.

Non poteva mancare un programma di sviluppo riguardante i veicoli a propulsione ibrida che, a partire dal prossimo anno, con i modelli Chrysler Aspen e Dodge Durango, saranno inseriti nei listini del gruppo.

Un impegno notevole, con un investimento stimato in ben 3 miliardi di dollari e che, dopo anni di immobilismo, vuole mettere in evidenza l'impegno che anche la Chrysler intende profondere nel campo della riduzione dei consumi e dell'inquinamento. Per il bene del nostro tanto martoriato pianeta.

Autore: Giovanni Ceccarelli

Tag: Mercato , Chrysler , inquinamento


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