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pubblicato il 8 settembre 2015

Jaguar XF, rivoluzione silenziosa

Esteticamente è un'evoluzione, ma il progetto è nuovo al 100%. E si sente

Jaguar XF, rivoluzione silenziosa
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Nei primi anni 2000 la Jaguar non ha più scelta: per sperare di sopravvivere deve reinventarsi. La concorrenza tedesca ha fatto passi da gigante, mentre a Coventry sono rimasti fin troppo legati al passato, inteso non come rispetto delle tradizioni, bensì come design superato, tecnologia obsoleta e affidabilità precaria. L'immagine è a dir poco offuscata e a comprare Jaguar sono ormai solo pochi patiti del marchio, quasi tutti al di là della Manica, in patria. Si decide dunque di osare, di stravolgere la berlina medio grande S-Type rimpiazzandola con la ben più moderna XF. E' il 2007 è la berlina inglese fa invecchiare di colpo tutta la concorrenza, nessuno escluso, almeno stilisticamente. Grazie al taglio della carrozzeria da "coupé a quattro porte", la XF ridefinisce gli standard di design del segmento, conservando la classica eleganza di tutte le auto di Coventry. Il tutto, su una meccanica che prendeva qua e là dai magazzini dell'allora proprietaria Ford. La XF di seconda generazione, quella che ho guidato in anteprima internazionale in Spagna, è per alcuni versi una novità ancora più grande rispetto alla prima: se lo stile è una gradevole evoluzione, la sostanza è cambiata radicalmente. Dal telaio in alluminio (il peso cala fino a 190 kg) allo schema delle sospensioni, dagli ausilii alla guida alla trasmissione, in Jaguar non hanno conservato nemmeno un bullone del vecchio progetto, fatti salvi alcuni motori, comunque aggiornati.

Inconfondibilmente XF

A guardarla distrattamente, si potrebbe cadere nell'errore - grossolano - di considerarla un restyling del vecchio modello. Sbagliato, sbagliatissimo. La nuova XF è cambiata prima di tutto nelle proporzioni, grazie al passo allungato che ha permesso di ridurre lo sbalzo anteriore, per esempio. Meno carrozzeria oltre la linea delle ruote significa maggiore compattezza: in pratica, guardandola, la vettura sembra ben più corta dei 7mm che sono stati tolti rispetto alla vecchia XF; è invece molto pronunciato lo sbalzo posteriore, ma, dicono i designer, si tratta di una scelta dettata dal desiderio di dare un'idea di movimento. La lunghezza tocca ben 4,95 metri, ottimamente dissimulati dal profilo laterale da coupé, ripreso, questo sì, dal passato. Un altro elemento di continuità è rappresentato dalla pulizia delle linee: gli elementi che muovono le superfici sono pochi - in sostanza, ci sono solo le linee longitudinali su cofano motore e fiancate - e il ricorso alle cromature è ridotto ai minimi termini. Questa è vera eleganza. Non si può infine non citare il richiamo all'apprezzatissima coupé F-Type nel posteriore, con i fari che ne riprendono la grafica interna, caratterizzata da due anelli "tagliati" nella parte superiore.

Essenziale ed accogliente

La prima XF stupì il mondo con la trovata delle bocchette d'aerazione a scomparsa e la leva del cambio tramutata in manopola a "immersione": le prime ruotavano di 180° allo spegnimento della vettura, rimanendo chiuse quando il motore era spento (mai plancia fu così "piatta" prima di allora); la seconda emergeva dal tunnel centrale grazie a un motorino elettrico solo quando si girava la chiave. Soluzioni che vengono confermate sulla nuova nata (ma le bocchette centrali sono "fisse"), che fa un passo avanti in termini di abitabilità. L'allungamento di 51 mm della distanza fra l'asse anteriore e quello posteriore ha regalato 15 mm in più di spazio per le gambe di chi siede dietro, 24 mm in più per le ginocchia e fino a 27 mm per la testa. Numeri a parte, sulla XF si ha proprio la sensazione di viaggiare isolati dal mondo, circondati dalle attenzioni che i progettisti hanno posto nella realizzazione di un abitacolo non solo molto spazioso (per quattro), ma anche avvolgente e razionale nella disposizione dei comandi. Nel dettaglio, l'infotainment si basa sul nuovo sistema InControl Touch Pro con touchscreen da 10,2 pollici e tecnologia Dual View che consente di visualizzare più informazioni simultaneamente. Il guidatore consulta il navigatore? Se il passeggero vuole guardare la TV o un DVD lo può fare, nello stesso momento. Qualitativamente, siamo al top del segmento E: la XF è sui livelli di Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E sia dal punto di vista della selezione dei materiali, sia da quello della cura dell'assemblaggio.

Su strada è la berlina che vuoi

I tecnici insistono su due aspetti in particolare: il telaio in alluminio e la ripartizione dei pesi 50:50 fra avantreno e retrotreno, segno distintivo, da sempre, delle BMW (almeno di quelle a trazione posteriore). E proprio alle berline di Monaco sembra ispirarsi la nuova XF: rispetto alla vecchia generazione c'è molto meno spazio per il rollio, senza che questo pregiudichi il comfort. Grazie alla riduzione del peso, ci sono meno inerzie e, a parità di comfort, la precisione di guida aumenta. A vivacizzare la XF contribuisce anche lo sterzo: non è dei più reattivi, ma è piacevolmente lineare e "consistente" fra le mani. Per i più esigenti, comunque, è possibile ordinare l'assetto sportivo per soli 310 euro. Quanto al motore, mi sono ovviamente concentrato sul più interessante per il nostro mercato (ma che arriverà sei mesi dopo il lancio della vettura): il 2.0 turbodiesel a quattro cilindri da 180 CV. Detto che la fluidità di un sei cilindri non sarà mai raggiungibile per motivi strutturali, la voce si sente appena e le vibrazioni sono smorzate in modo esemplare. Quanto alla risposta al pedale del gas, il meglio si ottiene se non si esagera. Si chiaro, la XF 20d da 180 CV ha "fiato" da vendere, anche per farsi ritirare la patente nel giro di 5 minuti, se si perde di vista il tachimetro. Ma quando si pretende la massima prestazione, il contagiri schizza verso l'alto e si ha la sensazione che un minimo di coppia in più non avrebbe guastato. Poco male, comunque: il funzionamento come sempre esemplare del cambio automatico ZF a 8 marce permette di tirare fuori il meglio in termini di ripresa e accelerazione, selezionando esattamente la marcia che vorresti, in ogni momento. Fatti i "compitini", un giro in pista sulla 3.0 V6 4x4 da 380 CV non me lo sono certo negato. I 380 cavalli si sentono tutti: l'erogazione è lineare ma incolla letteralmente al sedile, senza per questo mettere in crisi la motricità della trazione integrale che riesce a scaricare uno per uno i 450 Nm di coppia del V6. Quanto all'assetto, selezionando la modalità Dynamic il rollio si riduce sensibilmente, lo sterzo diventa più duro e il feeling con le ruote si rivela di ottimo livello: per essere una berlina di grosse dimensioni, la XF dà un sacco di informazioni al guidatore su quello che sta accadendo sotto le ruote.

Le flotte nel mirino

Nel documento di presentazione della XF, in Jaguar si sono lasciati "scappare" che la XF è stata progettata per affermarsi nel segmento delle auto aziendali. Si mira dunque alle flotte, unico sbocco ormai possibile - almeno in Italia - per vetture di alta gamma come questa. Per conquistare i fleet manager si devono offrire costi di acquisto e di gestione ragionevoli (pur se rapportati al livello premium del marchio), un'immagine indiscutibile, ma anche sostenibilità ambientale. Le versioni che mettono d'accordo meglio queste esigenze, spesso contrastanti, arriveranno sul mercato sei mesi dopo il lancio: entrambe sono spinte dal 2.0 turbodiesel della famiglia Ingenium, una accreditata di 163 CV e 380 Nm di coppia, l'altra di 180 CV/430 Nm, e saranno disponibili con cambio manuale a sei rapporti o automatico a otto. La variante da 163 CV con cambio manuale contiene le emissioni di CO2 in 104 g/km. Decisamente più un alto si posizionano invece il V6 biturbo diesel da 300 CV e 700 Nm di coppia e il 3.0 V6 a benzina sovralimentato da 340 CV/450 Nm o 380 CV/450 Nm. I prezzi? Si parte dai 44.200 euro della 2.0 diesel (163 CV) in versione Pure e si toccano i 74.160 della 3.0 V6 AWD benzina da 380 CV in versione sportiva S (abbinabile solo a questo motore). Il diesel 2.0 da 180 CV parte da 45.870 euro, il diesel 3.0 da 65.290, mentre il 3.0 V6 a benzina da 63.940. Gli allestimenti sono: Pure, Prestige (+3.420 euro rispetto al Pure), R-Sport (+ 4.870 euro) e Portfolio (+ 6.660 euro, non disponibile con motore da 163 CV). Il cambio automatico è optional a 2.560 euro (di serie per tutte le motorizzazioni V6), mentre la trazione integrale costa 2.670 euro). Vi è venuta voglia di vederla dal vivo? Appuntamento il 3 ottobre in concessionaria.

Scheda Versione

Jaguar XF
Nome
XF
Anno
2015
Tipo
Premium
Segmento
superiore
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Jaguar , auto europee


Listino Jaguar XF

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.0d E-Performance 163cv Pure posteriore diesel 163 2.0 5 € 44.220

LISTINO

2.0d E-Performance 163cv Pure posteriore diesel 163 2.0 5 € 44.220

LISTINO

2.0d 180cv Pure posteriore diesel 180 2.0 5 € 45.870

LISTINO

2.0d 180cv Pure posteriore diesel 180 2.0 5 € 45.870

LISTINO

2.0d E-Performance 163cv Autom. Pure posteriore diesel 163 2.0 5 € 46.780

LISTINO

2.0d E-Performance 163cv Autom. Pure posteriore diesel 163 2.0 5 € 46.780

LISTINO

2.0d E-Performance 163cv Prestige posteriore diesel 163 2.0 5 € 47.640

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2.0d E-Performance 163cv Prestige posteriore diesel 163 2.0 5 € 47.640

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