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pubblicato il 2 luglio 2007

In Italia è boom di rottamazioni

L’influenza degli incentivi sul mercato italiano

In Italia è boom di rottamazioni

Il mercato dell'auto in Europa Occidentale ha fatto registrare nel primo trimestre 2007 una flessione delle immatricolazioni dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2006; l'Italia è stato uno dei pochi paesi in decisa controtendenza facendo registrare nel medesimo periodo un incremento del 4,1 %. Com'è stato possibile?
Il raggiungimento di questi risultati, a dir poco lusinghieri considerando l'economia poco più che stagnante e il clima di generalizzata cautela del consumatore, è stato possibile grazie al sistema degli incentivi alla rottamazione.

Dall'ottobre 2006 al marzo di quest'anno sono state rottamate - secondo l'UNRAE che ha seguito il fenomeno assieme al CED del Ministero dei Trasporti - 635.597 auto, a fronte delle quali si sono registrate 136.296 nuove immatricolazioni di vetture Euro 4 o Euro 5 con un saldo netto di 499.301 vetture inquinanti o comunque obsolete escluse definitivamente dalla circolazione.

Anche se i 635.597 veicoli radiati e le 136.296 nuove immatricolazioni rappresentano altrettante tasse di possesso in meno - nel primo caso per sempre e nel secondo caso per 2 o 3 anni a seconda delle esenzioni collegate alle caratteristiche dell'auto acquistata - e pur aggiungendo a questi mancati introiti l'esborso di 800 euro per ogni vettura beneficiaria di tale incentivo, lo Stato ha fatto un affare da 115 milioni netti in quanto sulle nuove immatricolazioni è stata incassata IVA per 270 milioni di EURO (a fronte di esborsi e minori introiti per 155 milioni).

E' interessante rilevare come il 14,69% delle vendite a privati nel periodo ottobre '06 - marzo '07 sia stata incentivata e come tale dato abbia subito una forte accelerazione nel mese di marzo (22,7%); la lettura del dato tendenziale da fine marzo ad oggi, che si attesterebbe attorno al 25%, conferma il trend; per valutare più compiutamente il fenomeno, non bisogna dimenticare che agli incentivi statali si aggiungono anche quelli proposti dalle singole Case su tutta o parte della loro gamma.

In termini di vetture immesse sul mercato nel periodo preso in esame, i costruttori che hanno beneficiato maggiormente degli incentivi sono: FIAT (immatricolate 168.681 Grande Punto, Punto, Panda e Seicento, 44.849 delle quali incentivate), FORD (immatricolate 70.611 Fiesta e Focus, delle quali 17.375 incentivate), OPEL (65.001 Corsa, Astra e Meriva, 11.155 delle quali incentivate), TOYOTA (immatricolate 48.432 Yaris ed Aigo, incentivate 7.010), CITROEN (immatricolate 37.672 C3 e C2, incentivate 6.301), PEUGEOT (immatricolate 35.138 207 e 107, incentivate 5.853), LANCIA (immatricolate 22.730Ypsilon, incentivate 3.227), VOLKSWAGEN (Polo 19.141 - 2.277), RENAULT (Clio 18.662 - 3.788), CHEVROLET (Matiz 11.468 - 2.954), KIA (Picanto 9.011 - 2.754), HYUNDAY (Atos 8.175 - 2.362).

Oltre gli incentivi delle Case che si sommano a quelli statali, bisogna ricordare quelli relativi all'installazione di impianti a gas per autotrazione; si tratta di contributi che, secondo quanto precisato da Ecogas, ammontano a 650 e 350 euro fruibili dai proprietari di vetture rispettivamente Euro 2, 3 e 4 (compresi quelle acquistati in concessionaria già equipaggiati con impianti a GPL o Metano) ed Euro 0 e 1, che integrino l'impianto di alimentazione della propria auto con tali impianti.

La campagna incentivi relativa al triennio 2007-2009 ha una dotazione di 52 milioni di EURO l'anno (156 in totale) che già si conferma insufficiente; l'intera assegnazione 2007 è stata infatti assorbita dalla domanda del periodo gennaio-maggio con conseguente blocco delle campagna stessa da oggi sino a fine anno; a meno che il Ministero dello Sviluppo Economico non la rifinanzi o non anticipi all'esercizio corrente i fondi di pertinenza del 2008.
Va infine evidenziato, come giustamente sottolineato dal Consorzio Ecogas, che l'introduzione di questi incentivi ha prodotto un'inversione di tendenza nella domanda di questo specifico tipo di carburante che, nonostante il basso o nullo impatto ambientale, aveva subito nel periodo 2005-2006 una la flessione pari al 3,79%.

Cifre alla mano, è evidente che ciò che spinge al rinnovamento ed alla trasformazione del parco auto circolante non è tanto la coscienza ecologica, comunque in qualche misura presente in ognuno di noi, quanto la possibilità di poterla attuare; in questo caso le diverse campagne incentivanti sono la spinta basilare e, come accennato in apertura dell'articolo, si dimostrano anche direttamente efficienti per gli introiti statali.

Come già abbiamo avuto modo di osservare in passato, la gestione finanziaria dello Stato dovrebbe essere improntata a lungimiranza e visione d'insieme; nel caso specifico si dovrebbe abolire la tassa di possesso, o applicarla in modo virtuale o ridotto, su tutte le auto immatricolate nel periodo di vigenza della norma più recente, abolendo man mano tale esenzione per le auto diventate non più rispondenti alle norme successivamente introdotte; esemplificando si potrebbe non far pagare la tassa di possesso alle attuali euro 4 (o euro 5 immatricolate oggi); all'entrata in vigore del parametro euro 5, le euro 4 inizierebbero a pagare e così via; quanto "perso" sotto forma di tassa di possesso, sarebbe riguadagnato sotto forma di IVA, APIET e diritti a vario titolo incassati.

Autore: Giovanni Notaro

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