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pubblicato il 2 settembre 2015

Assicurazione auto: cosa copre la Kasko

Dalla Mini-Kasko alla copertura "a valore intero", tutte le opzioni della regina delle polizze

Assicurazione auto: cosa copre la Kasko

Lo dice il nome stesso: Kasko. Ossia una copertura molto ampia, un “ombrello” protettivo per la vostra vettura, quando siete del tutto colpevoli per l’incidente oppure l’uscita di strada, o il ribaltamento. Ricordate invece che la Rc auto obbligatoria copre solo i danni causati agli altri veicoli, ma non al vostro. Le offerte delle compagnie sono numerose, con definizioni e coperture molto differenti. E con parecchi cavilli su cui puntare i fari: quindi, può essere utile una guida, per capire quale assicurazione sia quella maggiormente adatta alla vostra macchina e alle vostre tasche. La premessa è che la Kasko è facoltativa per tutti (sia per l’automobilista sia per la compagnia, che può non concederla), e accessoria rispetto alla Rca.

Tutti i tipi di “ombrello”

1# Con la Kasko a primo rischio relativo, il calcolo per il massimale (l’importo massimo risarcito in caso di sinistro) si effettua in percentuale rispetto al valore dell'auto al momento dell’incidente. È la Kasko meno costosa: tiene conto anche dell'usura e della svalutazione che subisce il veicolo. Alla fine, in parole semplici, i soldi che riceverete come risarcimento verranno fissati solo al momento della denuncia di sinistro.

2# Facciamo un piccolo passo avanti. Ecco la Kasko a primo rischio assoluto: il calcolo del massimale viene effettuato al momento della stipula della polizza (sui 5.000 euro): non viene preso in considerazione il valore commerciale del veicolo. L’accordo verte su un livello di copertura, che rimane stabile. Quindi, con un massimale di 5.000 euro, l’importo non sarà superiore a quel tetto.

3# Passiamo alla principessa delle polizze Kasko, quella a valore intero, la più costosa. Il motivo? Non prevede limiti di copertura e non c'è un massimale: l’automobilista garantito avrà diritto a tutti i soldi. Chiaramente, a fronte di una tutela del genere, la compagnia chiederà, al momento della firma del contratto, un esborso notevole. Non solo: possono essere inseriti perfino i danni causati da eventi non legati alla circolazione stradale, come le sommosse, le rivolte, atti vandalici, così come calamità naturali.

4# Numerose compagnie prevedono la Mini-Kasko: copre l’assicurato per i danni subiti in un incidente che lui stesso ha causato. Ma per avere diritto al risarcimento, dev’essere identificato l’altro veicolo coinvolto nel sinistro. Invece, con la Kasko completa, il rimborso scatta pure se l’altro mezzo non viene identificato.

5# Generalmente, le Kasko operano con uno scoperto del 10% (la percentuale a carico dell’assicurato, e non risarcita), e con franchigia di 500 euro (l’importo non rimborsato). Sta tutto scritto nel contratto che firmate, e quindi nulla può essere contestato al momento dell’offerta di risarcimento.

6# Per contratto, la Kasko non scatta se i danni sono avvenuti durante la guida da parte di persona non munita di regolare patente. Oppure se i danni sono causati da materiali o animali trasportati sul veicolo. E ancora, nessun indennizzo per i danni avvenuti in conseguenza di traino attivo e passivo, nonché di manovre a spinta o a mano. Così come durante la partecipazione del veicolo a gare o competizioni sportive.

Ma quanto si paga?

I prezzi sono liberi, e le tariffe praticate dalle compagnie sono le più disparate; idem le clausole di franchigia e scoperto. I fattori che entrano in gioco sono il modello dell’auto, la classe di merito della Rca (più sei a rischio sinistro, più la Kasko costa), la città di residenza (una metropoli come Napoli è molto più cara di Bolzano). Grosso modo, si versa il 20 per mille del valore dell’auto al Nord; per schizzare al 30 per mille al Sud. E viene concessa più per le vetture nuove, che per quelle usate.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , assicurazioni


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