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pubblicato il 1 settembre 2015

Dossier Auto e Salute

Obesità ed auto, i chili di troppo aumentano i rischi d'incidente

Il primo problema è la concentrazione: ecco sei possibili disturbi da tenere sotto controllo

Obesità ed auto, i chili di troppo aumentano i rischi d'incidente

“L’obesità costituisce una problematica centrale per l’identificazione precoce dei fattori di rischio cardiovascolari e per la dimensione sociale che sta assumendo. In Italia, il 33,1% della popolazione è in sovrappeso (41% degli uomini e 25,7% delle donne) e il 9,7% è obesa”: a parlare così è Aldo Ferrara, professore di malattie cardiopolmonari dell’Università di Siena, e direttore dell’associazione Ego-Vai-Q (European Group On Vehicle Air Indoor), nonché coautore di “Fisiologia clinica alla guida” (Editore Piccin). “A dispetto della dieta mediterranea, il fenomeno è più diffuso al Sud (in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata riguarda più del 40% del campione)”. Con ripercussioni negative per chi guida.

Sei guai

1# La disfunzione respiratoria è il problema principale dell'obeso: attenzione all’ipersonnia diurna e alle pause respiratorie durante il sonno. Si dorme male di notte, e si ha sonno di giorno, magari in auto.

2# La "maledizione di Ondina" non è uno scherzo. Spesso, gli obesi si addormentano nei momenti più inattesi. È in agguato la “maledizione di Ondina”: la denominazione deriva da una descrizione letteraria, secondo la quale la ninfa Ondina, tradita dal suo amante, si vendica privandolo del respiro.

3# Un nemico terribile è l’ipossiemia: la caduta verticale della concentrazione di ossigeno seguita dall’aumento di anidride carbonica che altera la sensorialità alla guida e agli stimoli esterni. Il paziente obeso alla guida rischia di addormentarsi dopo circa 15 minuti, come se fosse seduto davanti alla tv.

4# L’obeso lamenta anche fenomeni da microsleep, ossia induzione rapida e frequente a piccoli addormentamenti da cui spesso si riprende. La fenomenologia della sonnolenza è spesso riconducibile a fattori vari tra cui la stanchezza.

5# La partenza "intelligente" in notturna è da evitare. L’orario del viaggio in auto, alla guida, va dunque programmato evitando di partire dopo eccessiva fatica o in orario notturno. E curando moltissimo l’alimentazione: mai appesantirsi prima di mettersi alla guida.

6# Un pisolino in più, un incidente in meno. E comunque, se si avverte una sorta di blocco temporaneo dell'attenzione (durante il quale il cervello elabora gli stimoli visivi a una velocità pari a quella di una persona in stato di ebbrezza), occorre subito fermarsi. Per fare un pisolino, appena possibile, in condizioni di sicurezza.

Tutto così scomodo...

Non minore è il problema del comfort in auto. L’obeso tende ad avere una posizione infelice sul sedile e specie nelle curve il tronco tende a seguire la traiettoria opposta alla curva per effetto centrifugo. L’ergonomia dei sedili va dunque ridisegnata per questi pazienti. Occorrono sedili a contenimento, con borlotti laterali anche gonfiabili che sostengano il tronco. Di rilievo è anche il fatto che spesso l’obeso è un brevilineo con difficoltà a posizionare le gambe sul sedile a 70-90 gradi. La seduta deve dunque essere più corta o arretrata consentendo un più facile ritorno del sangue venoso dalle gambe al torace.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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