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Retrospettive

pubblicato il 23 agosto 2015

Opel Astra, una tradizione lunga quasi 80 anni

"Nonna" Kadett nasce nel 1936. Da allora, sono 24 milioni le compatte Opel prodotte

Opel Astra, una tradizione lunga quasi 80 anni
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  • Opel Astra (F) 1991–98 - anteprima 2
  • Opel Astra (G) 1998–2004 - anteprima 3
  • Opel Astra (H) 2004–14 - anteprima 4
  • Opel Astra (J) 2009 - anteprima 5
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Opel Kadett, "Das Auto". No, non abbiamo preso un abbaglio: negli anni Sessanta era proprio questo il claim pubblicitario che accompagnava la tedesca, ripreso parecchio tempo dopo dalla Volkswagen. Kadett, per i pochi che non lo sapessero, è la vettura che ha preceduto l'Astra, nata nel 1991. Insomma, stiamo parlando della vettura fondamentale per il marchio Opel, quella che insieme alla Corsa (che invece il suo nome non lo ha mai cambiato) rappresenta la grossa fetta dei volumi di mercato e - dunque - del fatturato e degli utili per la Casa di Rüsselsheim. In 79 anni di storia, Kadett e Astra nelle varie declinazioni 4 e 5 porte, coupé, station wagon cabrio e cabrio-coupé, hanno totalizzato la bellezza di 24 milioni di esemplari prodotti, che avrebbero potuto essere molti di più se sulla loro strada non avessero trovato prima il Maggiolone, poi la Golf, le due "bestie nere" per chiunque si sia cimentato nel segmento C in Europa; un po' come trovarsi a gareggiare durante il periodo d'oro di Usain Bolt o Federica Pellegrini, di Michael Schumacher o Tiger Woods, Alberto Tomba o Miguel Indurain: agli altri non rimaneva che giocarsi il secondo posto.

Alla prima Astra il record di vendite

Nel 1991 Kadett è un nome forte. In 55 anni di carriera ha raccolto successi su successi e, sebbene non ai livelli della Golf, è quasi sinonimo di automobile compatta. In Opel decidono che è comunque tempo di cambiare. Progetto nuovo, nome nuovo: nel vocabolario automobilistico entra dunque Astra (che in realtà era già usato in UK dal 1980 per la Vauxhall Astra), che supera ogni scetticismo legato alla scelta di marketing e rimane tuttora la Opel più venduta nella storia del marchio. Dal 1991 al 1997 ne vengono consegnati infatti 4,1 milioni di unità. Tra i suoi punti di forza c'è la sicurezza passiva, che può contare sulle barre anti intrusione nelle portiere, sulle cinture di sicurezza anteriori con tensionatori e regolabili in altezza e sul catalizzatore di serie con tutte le motorizzazioni. A trainare il successo è senza dubbio anche la versione GSi, che secondo moltre riviste specializzate dell'epoca è la due volumi sportiva più azzeccata degli anni Novanta insieme alla Honda Civic V-Tec e davanti all'acerrima rivale Volkswagen Golf GTI.

Opel Astra G e la carrozzeria zincata a prova di usura

Tra il 1997 e il 1998 si assiste alla transizione fra l'Astra F (la prima) e l'Astra G (la seconda): l'unica della lunga serie con un timido abbozzo di coda, al punto da poterla considerare una "due volumi e mezzo". Estetica a parte, i punti di forza della seconda Opel Astra sono nascosti: la rigidità torsionale dà una compattezza strutturale e una precisione di guida senza precedenti, mentre la carrozzeria zincata assicura resistenza ai segni del tempo e - particolare non trascurabile - tenuta di valore sul mercato dell'usato. Di questa Astra, Opel ha anche azzardato una sorta di "operazione Calibra", sebbene non ufficialmente: la versione Coupé, con i montanti (anteriori e posteriori) e il tetto che disegnavano un unico arco erano infatti un esplicito richiamo alla due porte anni Novanta, che però fu baciata da un successo ben più grande.

Nel 2004 le sospensioni attive

L'assetto a controllo elettronico viene tuttora sbandierato da molti Costruttori come una soluzione "miracolosa" e all'avanguardia persino quando si parla di berline di segmento D ed E. La Opel Astra, compatta di segmento C, lo offre già nel 2004, seppure come optional. Il telaio attivo IDSPlus dispone infatti della regolazione attiva degli ammortizzatori (CDC), che coniuga comfort e agilità fra le curve: un'esigenza che si fa sentire in modo particolare sulla cattivissima OPC da 240 CV. Ancora, l'Astra (generazione H, secondo la denominazione interna Opel) offre i fari anteriori adattivi e le 5 stelle EuroNCAP nei crash test. A fine carriera, nel 2009, sono 2,7 milioni le Astra "H" prodotte.

La "J" è l'Astra più grande mai prodotta

Spingersi oltre era impossibile e sarebbe stato controproducente. Sondaggi condotti da Opel fra i suoi clienti lo hanno indicato chiaramente: l'Astra del 2009 era fin troppo grande (442 cm di lunghezza) e infatti la sua erede, la nuovissima Astra che si svelerà per la prima volta al pubblico al Salone di Francoforte, si è ridimensionata in lunghezza, larghezza e altezza. Detto questo, l'Astra che sta per andare in pensione ha avuto il grande merito di portare nel segmento C tecnologie come il riconoscimento dei cartelli stradali (per evitare, per esempio, di infrangere inconsapevolmente i limiti di velocità), i fari anteriori con accensione automatica degli abbaglianti AFL+, oltre ad aver confermato l'assetto a controllo elettronico FlexRide.

Kadett, l'auto per tutti

Ma torniamo al secolo scorso, al periodo fra le due Guerre per la precisione: nel 1936 viene presentata la prima Kadett che, fino al 1940, viene prodotta in 100.000 esemplari. Un'enormità, per l'epoca. Si trattava di un'auto innovativa, con la scocca portante, un motore da 1 litro di cilindrata per 23 CV di potenza massima, la trazione posteriore e una velocità massima di quasi 100 km/h, capace di ospitare quattro persone e disponibile anche con carrozzeria cabriolet. La tragedia della Seconda Guerra Mondiale, che vede la Germania uscire pesantemente sconfitta, è fra le cause che portano a un ritardo nella presentazione della seconda Kadett, che arriva solo nel 1962. Tra i suoi punti di forza ci sono il grande bagagliaio, il motore brillante e i costi di gestione contenuti; risultato: fino al 1965 ne vengono vendute circa 650.000. Nel 1965 è il turno della Kadett B, che ha appena compiuto 50 anni e che per la prima volta supera i quattro metri di lunghezza, mentre i motori vengono potenziati fino a 45 CV, 55 per la "S". Un po' per merito della validità del prodotto, un po' grazie alla favorevole congiuntura economica, la Kadett B raggiunge la cifra impressionante di 2,6 milioni di unità prodotte fino al 1973; la vettura è commercializzata in 120 Paesi del mondo. Il periodo 1973-1979 è invece quello della Kadett C, quella che Opel considera la sportiva. Scelta da 1,7 milioni di automobilisti, aveva nei costi di gestione contenuti e nei 105 CV della sua versione più potente i tratti salienti.

Kadett D ed E, le "moderne" a trazione anteriore

Solo alle porte degli anni Ottanta, nel 1979 con la Kadett D, Opel presenta la prima auto a trazione anteriore della sua storia, la Kadett D: le ragioni della scelta sono ovviamente economiche, ma anche tecniche, visto che la soluzione "tuttoavanti" regala una quantità non indifferente di cm nell'abitacolo, soprattutto a chi siede dietro. Più corta di 13 cm del modello precedente, è però più spaziosa ed è spinta da un nuovo motore da 1.300 cc di cilindrata da 60 o 75 CV. Disponibile anche con carrozzeria station wagon (fino a 1.425 litri di capacità di carico) e in versione GTE (1.8 da 115 CV e 187 km/h di velocità massima), ha una gamma adatta davvero a tutte le esigenze: fino al 1984 ne vengono prodotti 2,1 milioni di esemplari. La "E", ultima Kadett prima dell'arrivo dell'Astra, vince lo scettro di Auto dell'Anno 1984 ed è un successone: sono 3.779.289 le unità che escono dalle catene di montaggio. Oltre alla linea, alla qualità costruttiva e all'affidabilità, l'ultima Kadett passa alla storia per la sua aerodinamica, che stabilisce il record per il segmento (e non solo).

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Tag: Retrospettive , Opel , auto europee


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