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pubblicato il 17 agosto 2015

Esplosione a Tianjin, 112 morti e 8.000 auto distrutte

Colpite Volkswagen, Hyundai, Kia, Toyota e Renault. Il porto però sta già tornando operativo

Esplosione a Tianjin, 112 morti e 8.000 auto distrutte

L'esplosione che mercoledì 12 agosto ha raso al suolo una parte del porto commerciale di Tianjin, nel nord della Cina, ha segnato un duro colpo anche per l'industria dell'auto. Sono ormai 112 i morti, oltre 750 i feriti e 95 i dispersi, ma al conteggio delle vite umane perse nell'esplosione del magazzino di materiali chimici pericolosi che ha dato avvio all'incendio, si è aggiunta la conta delle perdite materiali, tra cui rientrano più di 8000 veicoli andati alle fiamme. Fra le Case colpite si registrano Hyundai, che ha perso nelle fiamme ben 4.000 veicoli, Kia, Volkswagen (che registra 1.065 Touareg, 114 Golf, 391 Maggiolino, 84 up!, 257 Tiguan perse, accanto ad altri 770 veicoli), Renault, che perde 1.500 auto (33 milioni di dollari di valore) e Toyota; salve General Motors e Ford. Nonostante i gravi danni subiti, lo scalo sta già tornando alla normalità.

Nel porto transita il 40% delle auto importate nel Paese, 500.000 unità solo nel 2014, che rappresentano una fetta considerevole dei 60.8 milioni di dollari che la Cina ha speso nello stesso anno in auto d'importazione. Un mercato estremamente importante, tanto che Volkswagen ha rassicurato sul fatto che fino al ritorno alla piena funzionalità del porto di Tianjin si servierà di quelli di Shanghai e Guangzhou per non interrompere le consegne dei propri veicoli. Al momento però, mentre proseguono le operazioni di ricerca e recupero dei dispersi e quelle di bonifica dalle sostanze tossiche, il porto sta tornando alla piena funzionalità: fatta salva la zona dell'esplosione, i moli e i magazzini sono ritornati alla normalità, mentre le principali linee di navigazione sono operative già dalla mattina successiva all'esplosione.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , cina , dall'estero


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