Tecnica

pubblicato il 17 agosto 2015

Motori V8, potenza per tutti i gusti

Aspirato o sovralimentato, l'otto cilindri è sempre imprescindibile quando si cercano le prestazioni

Motori V8, potenza per tutti i gusti
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Quando si parla di motori, il frazionamento è una delle caratteristiche più importanti e se lo schema a 4 cilindri è quello probabilmente più diffuso, quello a 8 cilindri è invece quello che avuto più interpretazioni finora. Dalla disposizione in linea, usata nella prima metà del secolo scorso, a quella con bancate a V di 90 gradi; aspirato, turbocompresso o volumetrico; con disattivazione dei cilindri o senza; ad albero “piatto” oppure tradizionale, il motore V8 ha sempre il suo fascino. Anche oggi, guardando a tutte le auto in vendita sul nostro mercato, le tipolgie sono molteplici e le soluzioni impiegate diverse. Quello che li accomuna tutti è l'angolo tra le bancate che è di 90 gradi perché garantisce il miglior bilanciamento tra le forze generate dal movimento dei pistoni. Vediamoli uno per uno.

Berline e SUV

Iniziamo con i “soliti” tedeschi che si spartiscono il mercato premium mondiale. Audi, BMW e Mercedes utilizzano tutte motori V8 turbocompressi, impiegandoli a partire dal segmento E e declinandoli in vari livelli di potenza; gli aspirati, come il 4.2 della RS4 e il vecchio 6.2 AMG sono tutti scomparsi, in funzione delle emissioni e dell'abbassamento dei costi. Così ecco il 4.0 V8 Audi (utilizzato anche dalla Bentley) che, a seconda delle versioni, può erogare da 435 fino a 605 CV, poi c'è il 4.4 V8 BMW, che va da 450 fino a 560 CV e infine il V8 Mercedes, di cui esiste una variante da 4.7 litri di cilindrata e una AMG da 5.5; in questo caso il range di potenze parte da 408 e arriva fino a 585 CV. Rimanendo nel campo dei costruttori non prettamente “sportivi”, altri motori V8 si trovano sotto il cofano della Infiniti QX 70 e della Lexus LS; in entrambi i casi si tratta di unità aspirate da 5 litri di cilindrata e da circa 400 CV di potenza (390 CV la prima, 445 la seconda).

Sportive e SUV

Rimanendo in ambito “generalista”, c'è il V8 Jaguar-Land Rover, un unità di 5 litri tondi di cilindrata, sovralimentato con un compressore volumetrico, che regala tanta coppia ai bassi regimi – oltre 600 Nm già a 2.500 giri – e che configura potenze tra i 500 e i 550 CV. Da qui in poi si entra in territorio prettamente sportivo. C'è il 4.8 V8 Porsche, disponibile sia come aspirato (441 CV) che come turbo (570 CV), ma utilizzato anche nel powetrain ibrido della 918 Spyder; c'è il V8 aspirato Aston Martin, da 4.7 litri e 426 CV, diretto concorrente di quello della Maserati Granturismo, che ha la stessa cilindrata ma 460 CV; c'è il V8 Ferrari bi-turbo della 488 GTB, nato da un progetto comune con Maserati che usa un'altra variante nelle versioni top di Ghibli e Quattroporte. Infine ci sono i V8 “americani”, come il 6.2 V8 “small block” della Cadillac Escalade e della Chevrolet Camaro e il 5 litri da 426 CV della nuova Mustang, che ha le testate a 4 valvole per cilindro.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Tecnica , auto americane , auto europee , auto italiane


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