Retrospettive

pubblicato il 16 agosto 2015

Nissan Skyline GT-R, dove nasce Godzilla

Non ha il blasone di Ferrari o Porsche, ma è un vero mito per chi ama le prestazioni e la guida

Nissan Skyline GT-R, dove nasce Godzilla
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Se ti danno del mostro hai ben poco di cui rallegrarti. A meno che di mestiere tu non faccia il pugile o l'auto sportiva, per esempio: in questi casi potrebbe voler dire che hai colto nel segno. Che fai paura; alla concorrenza, si spera. Nel 1989 è il magazine australiano Wheels a dare del mostro alla Nissan Skyline GT-R R32: le dà del Godzilla, per la precisione. L'auto in questione viene considerata l'iniziatrice del genere delle granturimo giapponesi con motore turbo montato anteriormente e trazione integrale. Si trattò di un'esagerazione? Chiedetelo alle sue rivali nel campionato giapponese turismo JTCC (Gruppo A), che si vedono arrivare davanti la Skyline per 29 gare consecutive e prima in classifica generale per quattro stagioni di fila. Il bello è che la R32 non si accontenta di dominare in casa propria: lo fa anche in Australia per tre volte dal 1990 al 1992, finché gli organizzatori non la bandiscono per regolamento. L'importanza della Skyline GT-R – oggi chiamata solo Nissan GT-R - valica il confine della vettura in sé ed entra nel territorio dell'eccellenza tecnologica del marchio, della dimostrazione di ciò di cui è capace.

Qui è tutto integrale: la trazione e la sterzata

Attesa E-TS e Super-Hicas: se anche non li avete mai sentiti nominare prima, ma siete minimamente appassionati di videogiochi automobilistici, la classica lampadina vi si è accesa. Sigle così, se si parla di auto giapponesi anni Ottanta/Novanta significano una cosa sola: “superpoteri”. Vabbé, ci siamo fatti prendere la mano... Il primo acronimo sta per Advanced Total Traction Engineering System for All-Terrain: si tratta dello schema di trazione integrale meccanico con differeniziale centrale a slittamento limitato progettato per i veicoli a motore anteriore trasversale. La sua evoluzione E-TS (Electronic Torque-Split) è invece pensata per le auto a motore longitudinale come la Skyline GT-R R32 e costituisce il perno attorno al quale la vettura e il suo carattere vengono forgiati. Già, perché seppur profondamente evoluta, la Attesa E-TS è la tecnologia utilizzata ancora oggi sulla supercar giapponese e proprio questo è uno degli elementi che ha consentito agli ingegneri giapponesi di arrivare a spremere CV (550) e Nm (630) senza preoccuparsi troppo di come fare a scaricarli a terra. Hicas è invece il sistema di sterzata integrale che, con l'aggiunta della dicitura Super della Skyline R32, sostituisce l'attuazione idraulica con quella elettromeccanica gestita elettronicamente. A differenza di altri sistemi di sterzata integrale diffusi in quegli anni, quello della Nissan è progettato appositamente per favorire il piacere di guida, prima che il comfort e la facilità d'uso in città e in manovra. Risultato: la R32 è una trazione integrale che si guida praticamente come una posteriore: Attesa E-TS dà il giusto contributo per scaricare tanta prepotenza sull'asfalto, ma non toglie minimamente il gusto del sovrasterzo di potenza, qualora ce lo si voglia procurare...

Tutto comincia nel 1969

Nome in codice PGC10, nome commerciale Skyline GT-R: Gran Turismo Racer. Siamo nel 1969 e i giapponesi non sanno che stanno per dare vita a un mito. La vettura, inizialmente diponibile solo con carrozzeria a quattro porte e poi anche coupé, è spinta da un brillante 2 litri 4 cilindri da 160 CV, scaricati sulle ruote posteriori. Quattro anni dopo arriva l'erede: la carrozzeria della Skyline GT-R II è solo coupé, l'evoluzione tecnica è importante (vengono adottati i quattri dischi freno, per esempio), ma la crisi petrolifera pesa e non solo il successo della vettura è molto limitato, ma fino al 1989 non ci sarà una nuova Skyline. Già, il 1989 è l'anno di Godzilla, della generazione che ha fatto della GT-R, "LA" GT-R. Progettata per dominare le competizioni Turismo di Gruppo A, sotto il cofano cela un 2.600 cc turbo 6 ciliindri in linea da 280 CV (che nella versione da gara diventavano oltre 600...) scaricati sulle ruote posteriori, mentre le sospensioni sono multibraccio sia davanti sia dietro. "Godzilla" R32 è tuttora considerata la "vera" GT-R, al punto che negli Stati Uniti esiste una vera e propria community di privilegiati che la possiede e che, automobilisticamente parlando, è fra le più invidiate in assoluto. Addirittura, alcuni appassionati hanno fatto letteralmente le carte false per importare alcuni esemplari dal Giappone. Della R32 viene inoltre prodotta una versione speciale NISMO, creata in ottemperanza ai regolamenti di gara, che vogliono una vettura stradale molto simile a quella da competizione: introdotta nel 1990, è "tirata" in 560 esemplari e vanta modifiche al motore, al telaio e all'aerodinamica. La quarta generazione - R33 - debutta nel 1995: il motore è lo stesso della R32, così come il cambio; viene solo rinforzata la pompa dell'olio del primo. Successivamente vengono introdotte la trazione ATTESA E-TS Pro all wheel drive (sigla lunghissima per dire che la modifica principale è il differenziale attivo a slittamento limitato) e la versione V.spec, con un ABS a quattro canali. I più esigenti trovano soddisfazione nella R33 N1 - alleggerita mediante l'eliminazione dell'ABS, dell'aria condizionata e di alcuni rivestimenti interni - ma soprattutto nella R400 del 1997. 400 come i cavalli spremuti dal suo motore, capace di spingerla fino a 300 km/h e da 0 a 97 km/h in poco più di 4 secondi.

Dalla R34 in poi è tempo di "videogiochi"

Nel 1999 è il turno della R34, GT-R e GT-R V.spec (con differenziale posteriore autobloccante, assetto più rigido e altezza da terra ridotta). Più compatta della R33, questa generazione inaugura la "plancia giocattolo", ovvero una strumentazione digitale ricchissima di informazioni su temperature, pressioni, regimi di rotazione, etc.. Addirittura, la NISMO può essere dotata di cronometro, misuratore di forza g e misuratore dell'overboost. Con la R34 si inaugura un'altra "mania": quella del record sul vecchio tracciato del Nürburgring: la giapponese lo detiene finché non le viene strappato dalla Porsche 911 (modello 996) Turbo. Segni particolari della R34 sono gli pneumatici Bridgestone appositamente sviluppati, i profili aerodinamici in carbonio, il telaio irrigidito e l'iimpianto frenante Brembo con dischi da 300 mm di diametro davanti e 280 mm dietro. La saga della Skyline non si esaurisce certo con la R34: se è vero che il nome Skyline sparisce e rimane solo GT-R, è vero anche che la continuità fra le vetture è strettissima. La GT-R attualmente in commercio debutta nel 2008 e si annuncia al mondo con il sempre affascinante record sul giro nel mitico inferno verde, ossia il vecchio 'Ring. La sua scheda tecnica è un'istigazione a delinquere: il motore - V6 3.8 biturbo - scarica i suoi 550 CV attraverso la trasmissione Attesa E-TS, che normalmente funziona come una trazione posteriore e solo in caso di pattinamento delle ruote dietro invia coppia a quelle davanti, fino a un massimo di 50:50 e con una messa a punto fatta per esaltare il drifting... Ancora, la GT-R conta su un rapidissimo cambio a sei rapporti con tecnologia doppia frizione, mentre l'assetto a controllo completamente elettronico incolla letteralmente la vettura all'asfalto, complici anche le ruote da 20". Immancabile, la plancia sviluppata con i nerd della PolyPhony Digital (i creatori del videogioco Gran Turismo, per intenderci) permette di conoscere tutto quello che sta accadendo dentro e fuori la vettura.

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Tag: Retrospettive , Nissan , auto giapponesi , auto storiche


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