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pubblicato il 11 agosto 2015

Droga-test: più controlli sulle strade

D'estate d’intensifica la lotta alla guida sotto l’effetto di stupefacenti

Droga-test: più controlli sulle strade

Da giugno 2015, ogni fine settimana e per tre mesi, poliziotti, medici e sanitari delle Questure effettuano droga-test sulle strade di 19 città. La prova consiste, anzitutto, in un prelievo della saliva che individua la positività ai principali tipi di droga; dopodiché, si passa a un esame per certificare il risultato. Vengono prelevati due campioni (uno di garanzia nel caso in cui il conducente volesse fare una controanalisi). E adesso stanno emergendo alcuni particolari tecnici che riguardano questi controlli.

Di che cosa si tratta

Il progetto, della durata di tre mesi, si pone due importanti obiettivi: utilizzare il fluido saliva come probatorio per la rilevazione di presenza di droga nel sangue, e facilitare il compito delle forze dell’ordine snellendo le procedure di convalida del fermo e ritiro patente di chi è stato sorpreso alla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Il funzionamento del drugtest è semplice: tramite un apposito kit, viene effettuato il prelievo di un campione saliva, in modo del tutto non invasivo, che viene poi introdotto in un analizzatore in grado di rilevare, in pochi minuti, la presenza di sei differenti tipologie di droghe: anfetamine, benzodiazepine, cannabinoidi, cocaina e suoi metaboliti, metanfetamine e oppiacei. In caso di esito positivo, le forze dell’ordine procedono alla raccolta di una seconda aliquota per la relativa analisi di conferma in laboratorio; contestualmente, possono procedere con il ritiro della patente e, entro otto giorni, viene convalidata o no la sanzione.

Tutto rapido

Almeno stando al produttore, la semplicità del prelievo del campione di saliva è uno dei punti di forza del Dräger DrugTest 5000: non sono necessarie procedure particolari che obbligano le forze dell’ordine a trasformarsi in chimici di laboratorio; il campionamento è semplice, veloce e senza nessun tipo d’imbarazzo. Se il progetto darà buoni risultati, verrà esteso in tutto il Paese e, nell’arco di tre anni, è previsto un investimento (da parte del Dipartimento politiche antidroga) pari a 2 milioni di euro.

La questione tempo

Attenzione però: per legge, occorre dimostrare che il guidatore ha assunto droghe poco prima di mettersi al volante. Non è sufficiente che gli esami evidenzino presenza di sostanze tossiche, magari assunte molto prima di guidare. Questo è un punto chiave del Codice della strada, che in futuro potrebbe anche essere rivisto per facilitare il lavoro di polizia e giudici, e per non rendere vana la loro opera di prevenzione e repressione.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , salute


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