dalla Home

Curiosità

pubblicato il 11 agosto 2015

Isuzu Trooper, l'auto più “fotocopiata” del mondo

Prendere una fuoristrada, cambiare le etichette e venderla con otto marchi differenti. Ecco la storia del SUV giapponese

Isuzu Trooper, l'auto più “fotocopiata” del mondo
Galleria fotografica - Isuzu Trooper, la storiaGalleria fotografica - Isuzu Trooper, la storia
  • Isuzu Trooper, la storia - anteprima 1
  • Isuzu Trooper, la storia - anteprima 2
  • Isuzu Trooper, la storia - anteprima 3
  • Isuzu Trooper, la storia - anteprima 4
  • Isuzu Trooper, la storia - anteprima 5
  • Isuzu Trooper, la storia - anteprima 6

Forse qualche grande appassionato di fuoristrada conosce già la storia che sto per raccontarvi, ma sono sicuro che tutti gli altri rimarranno a bocca aperta. Se non conoscete la Isuzu Trooper, sappiate che probabilmente è l'auto più “fotocopiata” dell'intera storia dell'industria automotive, dove con questo termine si intende non che un pianale e una meccanica comuni siano stati rivestiti con carrozzerie diverse, ma proprio che la stessa auto sia stata venduta con marchi e nomi diversi solo cambiando le targhette sulla carrozzeria. Nel caso della Trooper se ne contano ben sette, che salgono a otto se oltre alla prima si considera anche la seconda generazione del modello.

Due generazioni e venti anni di carriera

Originariamente la Trooper è un progetto dello specialista giapponese in fuoristrada Isuzu, marchio nell'orbita General Motors già dal 1972 e poi controllato a partire dal 1999. Le radici del progetto Trooper affondano alla fine degli anni Settanta, visto che la prima generazione fu commercializzata tra il 1981 e il 1991, mentre la seconda rimase in vendita fino al 2002. Si trattava di una fuoristrada classica, con il telaio a longheroni e la carrozzeria separata, con la trazione posteriore e l'anteriore inseribile, con le ridotte e il ponte rigido posteriore. La prima serie della Trooper venne venduta in varie parti del mondo – a partire dal Giappone - con i marchi GM Holden e Chevrolet; nel primo caso si chiamava Jackaroo, nel secondo manteneva il suo nome.

Una vera giramondo

Ma non è tutto, perché alcuni accordi commerciali della Isuzu esulavano da quelli in essere con General Motors, quindi ecco la cessione della Trooper anche alla Subaru e alla Ssangyong. Con questi marchi si chiamava rispettivamente, Bighorn e Korando Family. La seconda generazione, poi, arrivò anche in Europa, come Opel e Vauxhall Monterey (facendo anche da base per l'inedita Frontera) mentre negli Stati Uniti divenne anche Acura SLX e Honda Horizon. Una vera giramondo, dunque, che ha montato motori di ogni tipo, a benzina e diesel, 4 e sei cilindri, con cilindrate comprese tra 2 e 3.5 litri; in entrambe le serie sono esistite due versioni, una 3 porte a passo corto e una 5 porte a passo lungo.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Curiosità , Isuzu , auto giapponesi


Top