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Curiosità

pubblicato il 5 agosto 2015

Continental, il primo "invernale" fatto con Taraxagum

Le radici del Dente di Leone al posto della gomma naturale prodotta dalle piante tropicali

Continental, il primo "invernale" fatto con Taraxagum
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Qualsiasi auto, dalla più economia alla più sportiva, è in contatto con l’asfalto solo grazie a quattro porzioni di gomma che occupano pochi centimetri quadrati. Sono gli pneumatici, che molto spesso non hanno la considerazione e la manutenzione che meritano. Ci si limita a cambiarli quando si consumano, a gonfiarli ogni tanto (quando va bene) e a sostituirli con gli invernali. Ma raramente ci si chiede come vengano prodotti e quale sia il loro impatto sull’ambiente. Continental, invece, da anni studia un'alternativa alla gomma naturale, o caucciù, per produrre pneumatici senza dipendere sempre dal lattice che viene estratto dalle piante tropicali. Da qui la ricerca condotta Continental per industrializzare la gomma da radici di Dente di Leone, chiamata anche Tarassasco.

Test iniziati lo scorso anno

Alla fine del 2014 sono stati presentati i primi test in serie limitata, realizzati con l’inedito materiale denominato Taraxagum, derivante proprio dal nome botanico della pianta (taraxacum). Così è iniziata la produzione del primo WinterContact TS 850 P con battistrada realizzato interamente in Taraxagum e la scelta di utilizzarlo su un invernale è dipesa dal fatto che questa tipologia di pneumatici contiene più gomma naturale rispetto a quelli estivi; l’obiettivo è essere pronti per la produzione entro i prossimi cinque-dieci anni. I test verranno effettuati al centro di prova di Arvidsjaur in Svezia, dove Continental è solita provare i propri prodotti in condizioni invernali tra dicembre e aprile.

Ma serve la materia prima

Tuttavia, la produzione in serie richiederà anche la quantità necessaria di materia prima. Così, da cinque anni a questa parte Continental ha collaborato con tre istituti specialisti del settore botanico ottenendo progressi sulla coltivazione ad alto rendimento di una specie molto robusta di Dente di leone russo che potrebbe essere coltivato in terre attualmente inutilizzate in regioni temperate europee, situate vicino agli impianti di produzione di Continental, riducendo i costi logistici e il loro conseguente impatto sull’ambiente.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , pneumatici


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