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pubblicato il 6 agosto 2015

Alcoltest, per la Cassazione è sempre valido

Una sentenza conferma: anche dopo mezz'ora dall'intervento degli agenti la sanzione per guida in stato d'ebbrezza va applicata

Alcoltest, per la Cassazione è sempre valido

Fra l’intervento delle forze dell’ordine (che fermano il guidatore) e l’alcoltest c’è un intervallo di tempo, che non incide sulla validità del rilevamento alcolemico: se il conducente è oltre il limite di mezzo grammo di alcol ogni litro di sangue, la multa per guida in stato d’ebbrezza è perfettamente valida. Lo ha stabilito la Cassazione (quarta sezione penale), con sentenza 22363/2015, che risale al 29 gennaio, ma che è stata resa nota solo di recente.

Che cos’era successo

Nel 2012, un automobilista viene fermato e controllato dalle forze dell’ordine. Sottoposto ad alcoltest, risulta positivo (tasso registrato pari a 0,96 e 0,85 grammi di alcol per litro di sangue nelle due prove), e così scatta il verbale. Il multato ricorre basandosi su un presupposto preciso: fra il momento in cui è stato fermato e l’alcoltest, è trascorsa mezz’ora. E fra le due prove dell’alcoltest, è trascorso parecchio tempo. Ma sia in primo grado sia in secondo grado, il ricorrente perde: multa confermata.

Il no della Corte

Il sanzionato non si dà per perso e, nel 2014, ricorre per Cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano. Anche gli ermellini rispondono picche. Su tali questioni, la Cassazione s’è già espressa in passato: il decorso di un intervallo temporale tra la condotta di guida incriminata e l’esecuzione del test è inevitabile e non incide sulla validità del rilevamento alcolemico (sentenze 21991/12, 13999/14). Non solo: il ricorrente non ha fornito elementi che autorizzino a ritenere che quell’intervallo abbia inciso in qualche modo sul test. Al contrario, una maggior distanza tra le due prove costituiva elemento favorevole all'imputato, poiché più tale lasso temporale aumentava, più si riduceva il tasso; tanto che da 0,96 grammi/litro della prima prova, si è scesi a 0,85 g/l della seconda.

Altro cavillo, altra sconfitta

L’automobilista fondava il suo ricorso per Cassazione anche su un secondo cavillo: lo scontrino dell’alcoltest riportava “volume insufficiente”. E quindi, secondo il cittadino, la multa era nulla sia per la questione tempo sia per la dicitura presente sullo scontrino dell’etilometro. Invece, per la Cassazione, è configurabile il reato di guida in stato di ebbrezza pure quando lo scontrino, oltre a riportare l'indicazione del tasso alcolemico in misura superiore alle previste soglie di punibilità, contenga la dicitura “volume insufficiente”. Questo, in assenza di patologia respiratorie, attesta soltanto la mancata adeguata espirazione da parte dell'imputato, e non inficia il valore della multa.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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