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pubblicato il 22 giugno 2007

Garanzie e interpretazioni

Cosa succede se si rompe la cinghia?

Garanzie e interpretazioni

E' di oltre un mese fa l'emissione di una sentenza relativa ad una causa promossa dall'Ufficio Legale del Codacons avverso il Gruppo Fiat, ma della cosa se n'è iniziato a parlare negli ultimi giorni.

Materia del contendere è stato il danno causato dalla rottura della cinghia di distribuzione di un'Alfa 147; il punto interessante è che l'auto venne acquistata usata.

Il Concessionario rilasciò garanzia per 12 mesi mentre la sostituzione della cinghia era prevista dopo una percorrenza di 120.000 chilometri oppure un periodo di 5 anni.

A quattro anni dalla data di acquisto e dopo 82.500 chilometri la cinghia si ruppe con conseguenti danni meccanici e blocco dell'auto; venne chiamata in causa la Fiat che impostò la sua linea di difesa sulla scaduta garanzia e sul fatto che questa non era stata rilasciata dalla Casa ma direttamente dal venditore dell'auto usata.

Tali tesi sono state recentemente rigettate dal Giudice di pace di Lodi Antonio Coviello il quale, non ha accolto la tesi della Difesa circa le responsabilità del venditore evidenziando anzi, nelle motivazioni della sentenza, "la responsabilità del Costruttore per i danni cagionati da prodotto difettoso" (art.114 del Decreto Legislativo 206/2005).

Sin qui la cronaca sulla quale si possono però fare, come peraltro sottolineato dallo stesso Codacons, alcune considerazioni:
1. anche in caso di auto acquistata usata, la responsabilità del Costruttore non viene meno;
2. il danneggiato può decidere se chiamare in causa il venditore oppure la Casa Costruttrice;
3. nel determinare l'entità del risarcimento, il magistrato ha considerato oltre all'esborso corrispondente alla riparazione, anche il "danno esistenziale" legato al disagio dell'automobilista che non ha potuto usufruire del bene acquistato - in termini più semplici: il fermo macchina.

Questa sentenza costituisce un tassello importante nella costruzione della difesa del consumatore, visto che - come il caso dimostra - la garanzia viene spesso considerata più uno strumento di marketing che non un impegno da rispettare.

Autore: Giovanni Notaro

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