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pubblicato il 31 luglio 2015

Dossier Nuovo Codice della strada

Nuovo Codice della strada, ecco cosa cambierà

Doveva arrivare una rivoluzione, ma per ora solo ritocchi minimi

Nuovo Codice della strada, ecco cosa cambierà

Era il luglio 2010 quando ci promisero una profonda revisione del Codice della strada, così da migliorare la sicurezza e far abbassare in modo notevole gli incidenti in Italia. A oggi, luglio 2015, la riforma del Codice resta un miraggio. C’è solo una lieve modifica alle regole, peraltro imposta dall’Unione europea: le novità sono collegate alla violazione di norme europee in materia e per le quali sono aperti nei confronti dell'Italia una procedura di infrazione e un caso di pre-contenzioso. La disposizione cambia i requisiti relativi al campo visivo minimo verso l'alto; e gli esaminatori devono essere titolari di patente di categoria B per il rilascio delle patenti di categoria AM, A1, A2, A, B1 e B. È stata eliminato (ma questo non riguarda le auto) inoltre il divieto per i sedicenni che conducono veicoli appartenenti alle categorie AM, A1 e B1 e per i conducenti di ciclomotori di trasportare un passeggero.

Molte rimane ancora da fare

Il reato di omicidio stradale “dorme” in chissà quale cassetto del Parlamento. Avrebbe dovuto rivoluzionare la sicurezza, imponendo sanzioni durissime verso chi uccide ubriaco o drogato al volante: si attendeva un omicidio sostanzialmente volontario. Che prendesse il posto dell’attuale omicidio colposo, per imprudenza. Alla fine, dopo innumerevoli modifiche, forse verrà approvato un omicidio stradale colposo, quindi non volontario, con pene comunque non così pesanti come quelle pensate inizialmente. In quanto al ritiro definitivo, a vita, della patente (il cosiddetto ergastolo della patente), non se ne farà nulla: al massimo, ci sarà un ritiro prolungato della licenza di guida, per diversi anni, e comunque commisurato alla gravità del comportamento del guidatore. Nessuna novità neppure per la tutela degli utenti deboli della strada, quali i motociclisti, perché a quanto pare lo Stato non vuole investire denaro per migliorare le infrastrutture, in primis i guardrail ghigliottina. Nel frattempo, i Comuni continuano a mangiarsi da soli la torta dei proventi da autovelox piazzati sulle strade fuori città, di proprietà di Province, Regioni, Stato. Nessuna regola impone la spartizione degli incassi, così che i proprietari migliorino le condizioni dell’asfalto e la qualità delle barriere di protezione. Non è arrivato né il decreto attuativo (già previsto dalla riforma del Codice del 2010) né una regola nuova del tutto. Infine, per quanto riguarda i neopatentati, resta l’assurda limitazione che riguarda le auto “potenti”: un anno di patente gettato al vento, col ragazzo che disimpara a guidare, perché magari in famiglia non c’è un’altra vettura da dargli.

Novità per le targhe estere e le bici

Un’altra possibile novità riguarda il contrasto dell'esterovestizione: secondo il nuovo articolo 132-bis, se mai diverrà realtà, potrà circolare in Italia con un mezzo straniero solo il residente in grado di documentare la regolare detenzione del veicolo. Nel caso di veicoli in leasing o locazione senza conducente con targa straniera sarà necessaria una nuova immatricolazione con targa italiana. Invece, per quanto riguarda le biciclette, ci sarà la possibilità di parcheggiare sui marciapiedi e nelle zone pedonali "purché non siano di intralcio". E sarà introdotta la possibilità di circolare contromano in caso di zone urbane con limite di velocità ridotto a 30 chilometri. Restiamo in fiduciosa attesa...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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