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pubblicato il 28 luglio 2015

Germania, pedaggi solo per stranieri: mossa intelligente o furbata odiosa?

La polemica incalza. Il governo tedesco darà chiarimenti a fine estate

Germania, pedaggi solo per stranieri: mossa intelligente o furbata odiosa?

La Germania pensa a pedaggi autostradali sono per gli stranieri: s’infiamma la polemica sul web, grazie a una studentessa italiana che alimenta la discussione. Procediamo con ordine, per poi arrivare al dunque: nel maggio 2015, il governo tedesco annuncia la fine della pacchia lungo i 13.000 chilometri di autostrade tedesche. Dal 1° gennaio 2016 scatterà un pedaggio ultra-selettivo: a pagare saranno solo automobilisti e motociclisti stranieri (il sistema si baserà sulla targa). L’idea è del ministro federale dei Trasporti, Alexander Dobrindt, che con astuzia cerca di non incorrere in eventuali sanzioni da parte dell’Unione europea: il pedaggio lo pagheranno tutti; però ai tedeschi, che oggi pagano le autostrade col bollo auto (la tassa di proprietà), verrà alleggerito lo stesso bollo auto in misura quasi identica all’importo annuale. Insomma, da gennaio si chiederà un contributo anche a chi sino a oggi ha usufruito del servizio gratis. Subito, la commissaria europea Violeta Bulc fa sapere di voler esaminare il provvedimento dopo la sua entrata in vigore.

Cosa vuole il governo tedesco

La potentissima Angela Merkel, il cancelliere di ferro che già ha zittito l’Unione europea in fatto di emissioni di CO2 delle auto, pensa a questo meccanismo: vignette da 5, 10 o 15 euro per dieci giorni, oppure da 16, 22 e 30 euro per due mesi. L’importo annuale per i tedeschi arriva a 130 euro (mediamente 75). Risultato, entrate nette per 500 milioni annui. E un regalo ai tedeschi: gli stranieri pagano per loro, che confermeranno il voto alla Merkel alle prossime elezioni. Con buona pace dell’Unione europea, e dei princìpi di solidarietà fra le nazioni.

Timidi passi avanti dell’Ue

Ed eccoci alla notizia di cui all’inizio: secondo metropolisweb.it, Annarita Amoroso, 27 anni, con residenza a Ercolano (Napoli), centro abitato celeberrimo per gli scavi archeologici della città romana, qualche tempo fa ha fatto partire una petizione indirizzata alla Commissione europea. Nel mirino, l’abuso di posizione dominante da parte della Germania e la violazione degli articoli 18, 26, 102 e 120 del Tfue, il trattato sul funzionamento dell’Unione europea. L’accusa? Violazione del divieto di discriminazione fondato sulla nazionalità applicato alla libera circolazione delle persone e delle merci. Come risposta, Annarita riceve una mail dalla Commissione per le petizioni, dove si dice che la sua denuncia è stata registrata. Poi, la presidentessa della Commissione petizioni Cecilia Wilksrom scrive alla ragazza italiana: “Sono lieta di comunicarle che la sua petizione è stata esaminata e ritenuta ricevibile - così racconta Annarita -. La Commissione ha avviato l’esame della petizione e ha deciso di chiedere alla commissione europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema”. A giugno 2015, magari anche grazie all’interessamento di Annarita, la commissione europea apre una procedura di infrazione per la Germania. Sentiamo la Bulc: “Un sistema di pedaggio può essere in linea con la legislazione europea solo se rispetta il principio fondamentale di non discriminazione. Abbiamo seri dubbi che sia così, alla luce dei testi di legge. Vogliamo, quindi, agire rapidamente attraverso una procedura di infrazione per chiarire i nostri dubbi nell’interesse dei cittadini europei”. Entro la fine di agosto 2015, almeno in teoria, si attende la risposta della Germania. A questo punto, la discussione è più che mai aperta: la Germania ha, machiavellicamente, trovato un intelligente escamotage per far pagare il pedaggio solo agli stranieri? L’avrà vinta, ancora una volta, la Merkel? Oppure l’Unione europea riterrà il trucco dei tedeschi solo una furbata odiosa, che vìola il principio di non discriminazione?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , autostrade


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