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pubblicato il 28 luglio 2015

Cina: rallenta la crescita, accelera la paura

L'economia mostra qualche debolezza e le Case automobilistiche accusano il colpo

Cina: rallenta la crescita, accelera la paura

Quando si devono annunciare record di vendite, fatturato e utile, nessuno si tira indietro. All'opposto, quando le cose non vanno a gonfie vele, le multinazionali tendono talvolta a negare persino l'evidenza. Discorso valido anche per i Gruppi automobilistici, ovviamente. Provate a cercare in rete qualche dichiarazione ufficiale da parte delle Case automobilistiche in merito alla sofferenza del mercato cinese; non ne troverete traccia. Eppure le difficoltà ci sono. Innegabili. Per esempio, ieri, la Borsa di Shanghai ha chiuso con un pesantissimo -8,48%, mai così male dal 2007. E non si tratta di un episodio isolato, bensì di una situazione strutturale, composta da una parte da un rallentamento della crescita (che non può essere a due cifre all'infinito) e dall'altra da alcune bolle speculatve che si sono generate sui mercati finanziari.

Quello che ci interessa analizzare è il riflesso sull'automotive: non dev'essere un caso se Audi sta soffrendo una contrazione delle vendite e ha deciso di rimpiazzare il suo capo delle vendite in Cina - mercato chiave per i Quattro Anelli - Dietmar Voggenreiter con Joachim Wedler. Allo stesso modo, non può essere una semplice coincidenza che Volkswagen si sia trovata costretta a smentire di aver intenzione di tagliare la produzione cinese, ora che la domanda è in calo: il mercato dell'auto ha fatto segnare un -3,2% a giugno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Non stanno meglio BMW, PSA e Jaguar Land Rover, che hanno tagliato i listini per cercare di tamponare la perdita di volumi, conservando in questo modo almeno le rispettive quote di mercato.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Mercato , shanghai , cina


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