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Curiosità

pubblicato il 24 luglio 2015

Cicuito di Nardò, compiuti i primi 40 anni

Entra negli “anta” il proving ground dal 2012 proprietà di Porsche, ma ancora aperto a tutte le case. E' famoso per l'anello di velocità più grande al mondo

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Compie i suoi primi 40 anni il Nardò Technical Center, uno degli impianti di prova più completi al mondo, famoso soprattutto per il suo anello di 12,566 km che ha ospitato diversi record di velocità, e dal 2012 appartiene alla Porsche Engineering Group, società appartenente alla Porsche AG, holding che controlla l’omonima casa automobilistica di Zuffenhausen.

Da Fiat a Porsche

Nato nel 1975 nella Penisola Salentina come Società Autopiste Sperimentale Nardò per opera della Fiat, era all’inizio costituito da un unico anello per auto e camion ed è stato via via arricchito di altre piste di prova per fuoristrada, rumore, comfort altri tipi di test che rendono oggi Nardò uno degli impianti più completi a livello mondiale e dunque utilizzati da tutte le case costruttrici di veicoli (auto, moto e mezzi pesanti) e anche di componenti e pneumatici. Fu acquistato nel 1999 dalla società Prototipo fino al passaggio nelle mani di Porsche che, pur facendone il proprio secondo terreno di test dopo quello di Weissach, ne ha conservato la missione, mantenendo l’accesso a tutte le case e dandogli anzi un notevole impulso con investimenti che puntano a rinnovare le strutture esistenti e a crearne di nuove.

La guida autonoma inizia da qui

Tra queste le strutture che consentiranno alle case costruttrici di venire a Nardò non solo per mettere alla prova funzionalità e resistenza di motori, autotelai, scocche e pneumatici, ma anche per sviluppare la guida autonoma, dapprima su piste e con apparecchiature dedicate e poi allargando gli stessi metodi a tutti i tracciati. Già da anni le case automobilistiche hanno “robotizzato” i muletti di prova, non è lontano il giorno in cui tutte o quasi le procedure di sviluppo faranno a meno del “manico” anticipando quello che prima o poi dovrebbe accadere sulle nostre strade. Per ora le case vengono per fare test specifici su parti dei sistemi di guida autonoma, presto per verificarne la funzionalità completa. Le persone però contano ancora e a Nardò ne lavorano 120 e ogni mese sono circa 7mila quelle dei clienti che, per portare avanti la loro attività, consumano ben 10mila litri di benzina al giorno, ovvero 3,5-4 milioni all’anno.

Sicurezza e organizzazione

Grande, anzi grandissima l’attenzione alla sicurezza e alla riservatezza. A proteggere l’area di 700 ettari c’è un muro di cinta, al resto pensa la fitta macchia mediterranea che la presenza dell’impianto indirettamente tutela. A sorvegliare ci pensano il sistema di sorveglianza e persino radar ad infrarossi che irradiano da una torre di controllo posizionata sul punto più alto (70 metri sul livello del mare) e alta 53 metri. Nardò inoltre possiede un’infermeria e un’ambulanza modernissime oltre ad una Cayenne Diesel V8 allestita come auto medica in grado di raggiungere qualsiasi punto dell’impianto entro 2 minuti. Impressionanti anche le attrezzature dei vigili del fuoco, in particolare per soccorrere persone all’interno dei veicoli. La riservatezza nel lavoro è garantita da hangar modulari iperattrezzati, non solo per le operazioni di officina, ma anche per l’analisi dei dati e persino per la refezione ed il tempo libero. Veri e propri distaccamenti dei centri di sviluppo e ricerca delle case.

Un pezzo di Germania

Tra le 24 piste presenti spiccano l’anello ad alta velocità, il più grande al mondo, e la pista di handling, realizzata nel 2008. Il primo ha un diametro di 4 km e un’inclinazione massima di 12,3°. Usato in condivisione, la velocità massima consentita è di 240 km/h, non ci sono limiti se prenotata in esclusiva. Qui nel 1979 la Mercedes C111-IV spinta da un V8 4.5 biturbo da 500 cv raggiunse i 403,978km/h e nel 2002 la Volkswagen W12 stabilì 7 record mondiali tra cui quello di distanza sulle 24 ore percorrendo 7.740,576 km alla media di 322,891 km/h, rifornimenti e cambi di pilota compresi. La seconda è lunga 6,2 km e riproduce alcune delle più celebri curve della Nordschleife del Nürburgring, dunque un tracciato estremamente tecnico e per di più dotato di un rettilineo da 1 km. Spettacolare e mozzafiato il dosso sulla cui sommità è possibile vedere il mare, un’esclusiva che nell’Inferno Verde non c’è e con il vantaggio di un clima che non prevede le piogge improvvise del Nord Europa e una sicurezza che fa volentieri a meno di alberi e guard rail.

L’inizio di una rinascita

E il futuro? Il rinnovamento e l’ampliamento delle strutture tecniche, il restauro dello stabile che ospite gli uffici, una ex masseria vecchia di due secoli, l’aggiunta di altre piste e il rifacimento totale degli asfalti, con l’impiego di inerti che provengono dall’Irlanda, capaci di garantire un’aderenza costante per molti anni così da offrire un riferimento certo nel tempo. La sensazione è che ai primi 40 anni, vissuti all’insegna della velocità, se ne aggiungeranno almeno altrettanti che guarderanno il nascere della nuova mobilità. Dal tacco dello Stivale.

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Tag: Curiosità , nurburgring , record


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