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Retrospettive

pubblicato il 26 luglio 2015

Alfa Romeo 75, trazione posteriore all'antica

Trent'anni fa l'ultima Alfa col Transaxle. In attesa della Giulia...

Alfa Romeo 75, trazione posteriore all'antica
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Finalmente se ne può parlare senza timore di far piangere di nostalgia qualche vecchio alfista. La 75 è stata infatti considerata per molto tempo e con grande convinzione l'ultima Alfa Romeo di grande serie a trazione posteriore. Ci sbagliavamo tutti, per fortuna. Nel tempo si sono alternate SZ ed RZ (proprio su base 75), 8C e 4C: modelli iconici, con la potenza scaricata sulle ruote dietro, ma assolutamente di nicchia e per pochi, dati i prezzi elevati. Poi, il 24 giugno scorso, il ritorno in grande stile con la Giulia alla soluzione tecnica tanto cara agli alfisti e a tutti gli appassionati della guida. Un'auto che ha ancora tutto da dimostrare, ma che promette assai bene. Ma torniamo alla 75, al suo ponte De Dion al retrotreno, al cambio posizionato posteriormente per bilanciare le masse e a quel comportamento stradale che è rimasto scolpito nella memoria di chiunque l'abbia guidata, capace di far chiudere un occhio sulla qualità a dir poco approssimativa con cui era realizzata la vettura...

75 come gli anni dell'Alfa Romeo

Anno 1985: Alfa Romeo compie 75 anni. Un compleanno importante, che va celebrato come si deve. Già, ma le risorse sono scarse, la società è nel bel mezzo di trattative che ne segneranno il futuro e, nel dettaglio, il passaggio di proprietà dall'IRI alla Fiat (che avrà la meglio sulla Ford). Non si fatica a capire perché, in una situazione così intricata, le risorse necessarie per un nuovo progetto non siano le stesse di cui possono disporre BMW e Mercedes, tanto per citare due marchi che in quegli anni possono contare su Serie 3 e 190... In ogni caso, si decide di prendere quello che già c'è in casa e dargli una spolverata: la meccanica è quella della Giulietta del 1977, a sua volta derivata dall'Alfetta del 1972, ma è ancora molto valida. Dalla Giulietta vengono riprese anche le portiere, "camuffate" dal profilo nero in plastica che le attraversa all'altezza della linea di cintura. Il lavoro di Ermanno Cressoni - capo designer - è quanto di meglio si possa chiedere, se si considerano le risorse limitatissime di cui dispone.

Ponte De Dion, schema Transaxle

Anche se al momento del lancio la meccanica della 75 - per quanto aggiornata - ha più di dieci anni, è ancora il top dal punto di vista del piacere di guida. All'avantreno ci sono dei quadrilateri con ammortizzatori corti e barre di torsione, mentre le ruote posteriori sono unite dal ponte semi-rigido De Dion, al centro del quale è posizionato il blocco frizione-cambio-differenziale secondo lo schema Transaxle (motore anteriore longitudinale). A testimoniare la spasmodica ricerca del bilanciamento delle masse ci sono inoltre i freni posteriori posizionati al centro, ai lati del differenziale: la riduzione delle masse sospese dà grandi vantaggi per il controllo dei movimenti della ruota e pazienza se i meccanici devono sudare le classiche sette camicie per effettuare la manutenzione di routine.

Motori Alfa Romeo "DOCG"

Il "Cuore Sportivo" della 75 è autentico: i 4 cilindri a carburatori della Giulietta spingono anche la 75. Alla base della gamma c'è l'1.6 (viene accantonato l'1.3), che convince la bellezza di oltre 70.000 automobilisti. Al top c'è invece il V6, dell'ing. Busso ovviamente: il 2.5 della Quadrifoglio che dichiara 156 CV, poi portato a 3 litri di cilindrata e a 189 CV di potenza. Il più moderno 1.8 turbo (fosse un motore odierno lo definiremmo figlio del downsizing) ne eroga uno solo in meno, 155, ma fa da base per la 75 Turbo Evoluzione che vince qualche corsa nel campionato Superturismo (ironia della sorte: la sua tanto odiata erede 155 vincerà molto di più...). A proposito di motori, la chicca si chiama però Twin Spark ed è il colpo di genio degli ingegneri di Arese, che per aumentare le prestazioni e ridurre contemporaneamente i consumi piazzano non una bensì due candele in testa a ogni cilindro; date le ristrettezze economiche che devono fronteggiare, compiono un capolavoro.

Tanto apprezzata quanto contraddittoria

Posizionare l'autoradio in alto nella console, in posizione raggiungibile, oppure in basso, davanti alla leva del cambio, dove ci si può arrivare solo con torsioni innaturali del polso, non è questione di soldi: ha a che fare con la razionalità. Cosa che è un filo mancata, in Alfa Romeo, nella definizione degli interni della 75, che oltre all'autoradio laddove già detto, ha anche i comandi degli alzacristalli elettrici in sul tetto, vicino allo specchietto retrovisore centrale. Ma è l'ultimo dei problemi, questo. Valgono molto di più il sound dei motori e la certezza del sovrasterzo di potenza, che la 75 sa regalare come il pane quotidiano.

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Tag: Retrospettive , Alfa Romeo , auto italiane , auto storiche


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