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pubblicato il 15 luglio 2015

Richiami USA, Marchionne cerca di evitare 700 milioni di multa

I problemi trovati dalla NHTSA riguardano quasi tutti la vecchia gestione, ma anche FCA ne ha qualcuno

Richiami USA, Marchionne cerca di evitare 700 milioni di multa

Non solo il rilancio dell’Alfa Romeo, la crescita di Jeep e Maserati e la quotazione in borsa di Ferrari. Sergio Marchionne in questo periodo deve pensare anche a un altra grossa questione, quella dei richiami negli Stati Uniti. Si tratta, in totale, di circa 11 milioni di veicoli (Jeep, Dodge, Chrysler e Mitsubishi) corrispondenti a 23 richiami, con problemi che tornano indietro nel tempo fino al 1993, cioè a quando Chrysler e Fiat viaggiavano separate. L’ad di FCA in questi giorni sta trattando con la NHTSA, cioè l’ente statale americano che si occupa della sicurezza su strada, per evitare sanzioni che potrebbero raggiungere i 700 milioni di dollari, o l’obbligo di ricomprare migliaia di veicoli non ancora ripristinati per distruggerli, ma anche procedimenti di tipo penale, visto che in ballo ci sono anche diversi decessi.

Il serbatoio che prende fuoco

In ogni caso la NHTSA, come ha dichiarato il suo Amministratore Mark Rosekind, dovrà prendere una decisione entro il 17 luglio, cioè il giorno in cui si chiuderà la procedura di dibattito. Quello che è certo è che FCA non si potrà più permettere gli errori del passato, come quello, tutt’ora in corso, con le Jeep Liberty e Grand Cherokee più vecchie, prodotte rispettivamente tra il 2002 e il 2007 e tra il 1993 e il 2004. Ci sono 1,5 milioni di queste auto che hanno il serbatoio della benzina posizionato dietro l’asse posteriore, in una posizione molto esposta agli urti. Questo potrebbe provocare un incendio in caso di tamponamento, come è successo in 75 casi di persone decedute, secondo le indagini NHTSA. FCA ha iniziato il richiamo nel giugno 2013, ma allo scorso 30 di aprile erano stati modificati solo 320.000 veicoli (32% Liberty, 6% Grand Cherokee), troppo poco secondo l’agenzia USA.

La lentezza di intervento

Ma le mancanze di FCA riguardano anche la tempistica di invio delle lettere di richiamo ai proprietari, con i 60 giorni di limite che non vengono quasi mai rispettati, così come le procedure di segnalazione alla stessa NHTSA che ogni mese dovrebbe ricevere un report sulla difettosità dei veicoli. Questi problemi sono ben noti all’interno di FCA, che oltre ad averli parzialmente ammessi, ha anche modificato le regole aziendali sulla gestione dei richiami, tanto che ora Scott Kunselman, cioè il Vice President per le operazioni di sicurezza, riporta direttamente a Sergio Marchionne e ha anche dichiarato “Abbiamo imparato dai nostri errori e dalle nostre mancanze, per questo continueremo ad adeguare i nostri processi per arrivare al livello di efficienza richiesta e anche oltre”.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Mercato , auto italiane , dall'estero


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