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pubblicato il 10 luglio 2015

L'accorpamento Motorizzazione e PRA torna alla ribalta

Un emendamento al ddl Madia accende le speranze, ma la storia insegna che sono molto flebili

L'accorpamento Motorizzazione e PRA torna alla ribalta

PRA e Motorizzazione, Motorizzazione e PRA. Solo in Italia esiste una simile, folle situazione che prevede due enti pubblici adibiti a fare esattamente le stesse cose. Un raddoppio di strutture e soprattutto di costi, del tutto inutile, ma che finora è stato più “intoccabile” di Kevin Costner e Sean Connery nell'omonimo film. Del resto è ben noto che nel nostro Paese sia praticamente impossibile modificare lo status quo, in particolar modo quando si tratta di strutture pubbliche. Lo abbiamo visto bene durante la primavera del 2014, quando dopo i roboanti annunci di Renzi, il disegno di legge l'accorpamento tra PRA (facente capo all'ACI) e la Motorizzazione, è naufragato miseramente. Ora, dopo circa un anno di oblio, ci riprova il Parlamento, con la Commissione affari costituzionali della Camera che ha approvato un emendamento al ddl “Madia”, cioè il disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione.

Un emendamento di speranza...

Questo emendamento prevede la possibilità che avvenga un “trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”, con l'obiettivo di tagliare i “costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli”, portando a “significativi risparmi per l’utenza”. Un ritornello già sentito più volte, che suona come un disco rotto. Questi risparmi dovrebbero derivare anche dall'introduzione di un documento unificato che contenga tutti i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Nel testo si parla anche della possibilità di istituire “un'agenzia sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti” a patto che questo non voglia dire “nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Una specie di ossimoro, a meno parte dei dipendenti dell'ACI-PRA non vengano destinati a questa nuova “entità”.

...che avrà vita difficile

Per capire quanto siamo lontani da un effettivo cambiamento, bisogna tenere a mente come funziona la procedura in caso di “legge delega”. Il disegno di legge, infatti, era già stato approvato lo scorso 30 aprile e lunedì 13 luglio andrà alla Camera per essere discusso con i nuovi emendamenti, prima di approdare ancora in Senato. A questo punto, se tutto filasse senza intoppi, il Governo sarebbe delegato dal Parlamento a scrivere i decreti attuativi – entro 90 giorni dall'approvazione della legge stessa - senza un ennesimo passaggio in plenaria. L'accorpamento di PRA e Motorizzazione, quindi, è ancora lontanissimo, perché in tutto questo iter potrebbe saltare fuori qualsiasi intoppo. Per questo le dichiarazioni trionfalistiche del Vice-Ministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini “È stata approvata la norma che unifica sotto il tetto del Mit l’Archivio nazionale dei veicoli con il Pubblico Registro” appaiono come leggermente premature.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Attualità , aci , immatricolazioni


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