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pubblicato il 10 luglio 2015

La guida autonoma italiana diventa americana

L’eccellenza di Parma, Vislab, è stata acquisita da una società della Silicon Valley. In arrivo investimenti e assunzioni

La guida autonoma italiana diventa americana
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La Silicon Valley approda a Parma. Ambarella, una multinazionale leader nello sviluppo di sistemi di compressione video e di elaborazione immagini quotata al NASDAQ, ha acquisito per 30 milioni di dollari VisLab, lo spinoff dell’Ateneo di Parma che i lettori più attenti ricorderanno per aver messo a punto l’unica auto italiana che si guida da sola. Si tratta di un polo d’eccellenza nel nostro Paese, composto da circa 30 persone, come ci aveva raccontato in una recente intervista Alberto Broggi, docente di Sistemi operativi e Visione artificiale all’Università di Parma e General Manager di VisLab. E’ dal 1998 che questo “laboratorio” studia l’auto a guida autonoma ed è stato pioniere nel farlo. Tuttavia fino ad oggi è sempre andato avanti, economicamente, grazie ai progetti che via via sono stati realizzati in collaborazione con aziende spesso straniere. Non ha mai ricevuto sovvenzioni da parte dello Stato o dell’Unione europea e quando ha testato su strade “normali” (aperte al traffico) la sua BRAiVE è stato molto difficile ottenere i permessi. E proprio adesso che tutte le case auto investono nella guida autonoma a voler sovvenzionare la ricerca italiana sono gli americani. Una bella notizia, visto che la sede rimarrà in Italia e già c’è stata una ricaduta diretta sul territorio in termini occupazionali (una trentina di giovani ricercatori sono stati assunti a tempo indeterminato), ma è lecito chiedersi perché, ogni volta che si parla di “eccellenza italiana” si finisce sempre col parlare di acquisizioni da parte di stranieri.

L’auto che si guida da sola ha conquistato l’estero, ma non l’Italia

Nei suoi anni di lavoro VisLab ha sviluppato alcuni software per la visione artificiale dell’ambiente stradale che hanno meritato numerosi attestati di riconoscimento per l’assoluta avanguardia delle ricerche ed è stato pioniere nel settore con sfide uniche a livello mondiale, come ad esempio il test di guida autonoma con veicoli automatici da Parma a Shanghai per circa 15.000 km nel 2010. Nel 2014 il gruppo ha sviluppato DEEVA, ultimo prototipo dotato di sensori e videocamere in grado di percepire e interpretare ciò che accade nell’ambiente circostante in tempo reale e decidere autonomamente in che direzione muoversi e con quale velocità. Come abbiamo già scritto nell’intervista a Broggi la messa in commercio di questa tecnologia è capace di rivoluzionare il concetto stesso di trasporto su ruote e può aumentare la sicurezza sulle strade, riducendo il numero di incidenti che, nella maggior parte dei casi, sono causati dal “fattore umano”, ovvero distrazioni e comportamenti poco responsabili da parte degli automobilisti. Ed ora la driverless car di Parma sta per compiere il passo definitivo, dai prototipi alla produzione di massa, dai laboratori alla strada, perchè è "pronta per l’industrializzazione”, come ha detto Broggi.

Una svolta per il Campus

L’acquisizione di VisLab da parte della società Ambarella è stata comunicata oggi, presso il Centro Sant’Elisabetta del Campus, da Loris Borghi, Rettore dell’Ateneo, Alberto Broggi e Gino Gandolfi, Delegato del Rettore a Sostegno alla nascita di impresa e Tutela della proprietà intellettuale. La trattativa tra Vislab e Ambarella è stata seguita da un team di consulenti “parmigiani”, docenti ed ex studenti del Dipartimento di Economia dell'Università di Parma, coordinati dal prof. Gino Gandolfi, a sua volta coadiuvato dal dott. Marco Di Teodoro, commercialista in Parma e laureato presso il Dipartimento di Economia di Parma. “Se è vero che, come ricordato da Broggi, Ambarella è stata scelta soprattutto per ragioni industriali - ha detto Gandolfi - è altrettanto vero che l’operazione può ritenersi di assoluto rilievo anche per ragioni finanziarie. Vislab è stata acquistata per 30 milioni di dollari, una cifra elevatissima, un vero record, se rapportata al suo Margine Operativo Lordo (MOL). Un successo straordinario anche e soprattutto per il nostro Ateneo che nel 2009 ha ‘investito’ 500 euro e che, a distanza di soli 6 anni, ha incassato più di 2 milioni di dollari, a conferma del fatto che gli investimenti realizzati nella ricerca universitaria possono generare concrete esternalità positive”.

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Tag: Attualità , guida autonoma


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