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Curiosità

pubblicato il 9 luglio 2015

Citroen, piccole pesti in pista

A Vairano con la C3 Max, animale da corsa del CITE, e l'antenata Visa Chrono fresca di restauro

Citroen, piccole pesti in pista
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Apri il garage e ti accorgi che la Citroen C3 che fino a ieri hai usato per andare a fare la spesa non è più lei. Se per sederti al volante devi scavalcare una treccia di tubi che saldati assieme formano un roll-bar di quelli tosti, allora ti stai accomodando sulla C3 Max, bestia da pista allestita da Citroen Italia per partecipare al CITE (Campionato Italiano Turismo Endurance). Ovvio, non è così facile portarla a casa e trovarsela in box, ma non crediate che sia così impossibile da guidare.

Un po' come Frankenstein

Dalla Citroen C3 dalla quale è stata creata la Max, oltre alla sagoma esterna e agli scudetti sul cofano, non ha ereditato molto, se non la facilità e il "comfort" di guida; per il resto l'auto è stata sventrata, tagliata, modificata, allargata, rimontata e… il risultato? Un'auto che riesce a competere e (a volte) tenere testa a macchine pensate esclusivamente per la pista e con una manciata di cavalli in più di lei, "che arriveranno a Imola, quando uno sviluppo al quale stiamo lavorando ci dovrebbe garantire una ventina di cavalli in più", ci dice Massimo Arduini di Citroen Italia, nonché pilota della C3 Max. Per ora il motore che la spinge fino oltre 240 km/h è un 4 cilindri turbo fortemente imparentato con quello della cugina Peugeot RCZ: 1.598 cc di cilindrata, una coppia di 280 Nm a 4.600 giri e 250 CV di potenza massima che vengono scaricati a terra dalle ruote anteriori. Il cambio è quello che ci ha stupito di più per la facilità di utilizzo, perché sembra di giocare alla Playstation e niente più: paddle destro per salire di marcia e sinistro per scalare, senza frizione e senza possibilità di fare clamorosi fuorigiri. Fra i cordoli la Citroen C3 Max è una saetta, i cambi di direzione sono al fulmicotone, ma bisogna fare la tara con le gomme slick, perché l'aderenza non è lontanamente paragonabile a quella dei pneumatici convenzionali e, soprattutto in frenata, bisogna ricordarsi di frenare a ruote dritte prima di esibirsi in uno scenografico testacoda. A proposito di freni, quelli anteriori fanno paura talmente sono grandi rispetto a quelli di serie (335 mm) e per cominciare a fare sul serio bisogna pestare fortissimo sul pedale; giusto per dare un parametro, la pressione che si genera nell'impianto è superiore a 60 bar… Vista da fuori, come accennato, si capisce che l'auto in questione è una C3, ma la Citroen dalla quale è nata è solo un lontano ricordo. I vetri sono stati sostituiti con lastre di plexiglas, le carreggiate sono state allargate, l'auto ora viaggia rasoterra grazie agli ammortizzatori Ohlins TTX e dal portellone posteriore sbuca un alettone che sembra la mensola di una libreria.

La nonna della C3 Max è la Visa Chrono

Ma da dove nasce la verve sportiva di Citroen? Alzi la mano chi sa cos'è la Visa Chrono. Chi non se la dovesse ricordare è giustificato, perché ne sono state prodotte solo 1.000 fra il 1982 e il 1985, per far sì che Visa venisse omologata per correre il Mondiale Rally in Gruppo B. A Vairano ho potuto scatenare anche lei fra quegli stessi cordoli che hanno visto la C3 Max sfrecciare fino a pochi minuti prima. Da fuori l'auto è davvero uno spettacolo, con quella livrea tricolore dalla quale la C3 Max ha preso ispirazione; a ogni stato in cui venne importata Citroen ha dedicato una livrea coi colori della rispettiva bandiera nazionale. Apro la porta e mettermi al volante è decisamente più semplice vista la mancanza del roll-bar; l'ambiente che mi attende è comunque racing, perché davanti agli occhi ho il cruscotto di una vettura da rally, con 5 strumenti analogici che mi fanno in ogni momento vedere come sta l'auto. I sedili sono altamente contenitivi, come fossero lì a dirti che in curva non ci saranno problemi e non verrai sbalzato di qua e di là. La metto in moto e il piccolo 1.360 cc con 80 CV canta che è un piacere. Dentro la prima e mi butto in pista. Anche la Visa, come la C3 Max, mi fa capire che è stata pensata per correre: il motore da il meglio di sé quando è su di giri, il cambio non manca un colpo quando è messo alla frusta e i freni, decisamente più contenuti rispetto a quelli della C3, frenano forte gli 850 kg di peso della divertente Visa Chrono. I giri a mia disposizione purtroppo sono finiti e mi tocca tornare tristemente ai box: la festa è finita, gli amici se ne vanno…..

Autore: Federico Lanfranchi

Tag: Curiosità , Citroen , auto europee , auto storiche , gare


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