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Motorsport

pubblicato il 13 giugno 2007

Piloti volanti e considerazioni terrene

Può l’incidente di Kubica suggerire qualcosa?

Piloti volanti e considerazioni terrene

Crediamo che per alcuni, assistere in diretta all'incidente di Kubica e tornare con la mente al maledetto 8 maggio 1982 che a Zolder ci portò via Villeneuve, sia stato inevitabile.
Identica la dinamica: entrambe le auto - oggi come allora - hanno utilizzato come trampolino il retrotreno della vettura che li precedeva; entrambe sono decollate, si sono smembrate, hanno attraversato la pista man mano disintegrandosi.
L'esito è stato fortunatamente diverso, sia per le auto che per i piloti; anteporre l'auto al pilota, cosa voluta nella circostanza, non deve far gridare allo scandalo. In questo caso non intendiamo sovvertire i valori in campo, ma più semplicemente sottolineare quanto l'evoluzione dei regolamenti, dei materiali e della tecnica abbiano contribuito a rendere più sicure le competizioni in generale e quelle della massima "formula"in particolare.

Dall'epoca delle "bare di benzina" (così venivano chiamate le monoposto di F1 che ospitavano il pilota fra due serbatoi di benzina laterali) alle attuali monoscocche in carbonio, i progressi in fatto di rigidità torsionale e resistenza agli urti frontali e laterali sono stati incommensurabili e questo, va riconosciuto, è merito della FIA che ha imposto determinati standard di omologazione comprendenti - fra l'altro - crash test ed ha obbligato i piloti all'uso del tanto criticato - all'inizio - collare Hans che, in caso di urti violenti come quello di domenica, protegge capo e collo da scuotimenti e decelerazioni che, in condizioni diverse, potrebbero dimostrarsi letali.

Abbiamo tutti visto la dinamica dell'incidente e crediamo di essere tutti d'accordo sul fatto che, senza una buona dose di fortuna (angoli di impatto potenzialmente letali, attraversamento della pista, carambolando in mezzo al gruppo, assenza di impatto con altre vetture, nessun danno agli arti inferiori nonostante l'apertura della scocca, con conseguente esposizione dei piedi ad urti sul guard rail) Kubica non se la sarebbe cavata con una semplice distorsione alla caviglia destra ed un leggero trauma cranico, tanto da adombrare un suo rientro in pista già ad Indianapolis, domenica prossima.
Auguri dunque a Kubica e complimenti per lo scampato pericolo.

Tutto questo però comporta inevitabilmente qualche riflessione, la prima delle quali verte sul tentativo della FIA, costantemente coronato da insuccesso, di calmierare le prestazioni delle vetture: a nulla sono serviti minori cilindrate, minor frazionamento delle unità motrici, limite del numero dei giri, numero obbligato di gomme da utilizzare nel week-end di gara ed introduzione della scolpitura dei battistrada per diminuire l'impronta a terra, impossibilità di sostituzione del motore pena la retrocessione in griglia e così via dicendo.
Ricerca, tecnica e materiali hanno consentito di superare i gap regolamentari e di ritrovare in pista le prestazioni limitate sulla carta

Max Mosley, Presidente Fia, da tempo sostiene che la formula 1 del futuro dovrà battere sentieri diversi, ad esempio concentrarsi sull'utilizzo di carburanti alternativi in modo da mantenere un link, se non altro ideale, con la produzione di serie: l'idea è simpatica, ma certo non servirà ad abbattere le prestazioni. Basta ricordare cosa ha fatto Audi con la propulsione a gasolio nella categoria sport e ciò che sta facendo Peugeot che ne segue l'esempio.
A nostro modesto e semplificato avviso la strada da battere, fermo restando quanto sinora fatto sul fronte sicurezza, dovrebbe essere del tutto innovativa onde coniugare esigenze televisive, motoristiche, aerodinamiche ed infine di ricerca nel campo delle mescole.

Esigenze televisive: lo spettacolo attira il pubblico ed il pubblico gli sponsors, la sopravvivenza della Formula 1 passa attraverso la copertura televisiva che si mantiene solo se si offre uno spettacolo sportivo valido; la Formula 1 di oggi spesso e noiosa e soffre la concorrenza della Moto GP e del WTCC (Campionato Mondiale vetture Turismo) che a lungo andare potrebbero erodere audience.

Motoristiche: la via dei carburanti alternativi può essere perseguita ma va verificata l'eventuale attuabilità di una formula delle equivalenze, in modo da vedere in pista motorizzazioni diversamente alimentate a tutto vantaggio della sperimentazione e dello spettacolo; e a proposito di carburanti: non sarebbe interessante abolire i rifornimenti in modo da dare la possibilità al pilota di gestire la vettura nell'arco dell'intera gara, sopperendo con la sensibilità di guida alle variazioni di carico?

Aerodinamiche le Formula 1 di oggi sono auto che non permettono il sorpasso; un tempo il cosiddetto effetto scia consentiva all'auto che seguiva di guadagnare in velocità e poter tentare la manovra in "sicurezza"; oggi entrare in scia significa trovarsi con un avantreno alleggerito ed una conseguente minor guidabilità della monoposto; di qui il fenomeno dei "trenini" e della frequente cristallizzazione delle posizioni. Si dovrebbe intervenire pesantemente sulla voce "aerodinamica" rivedendo, con coraggio e a fondo, il discorso alettoni, fondi piatti, ed estrattori, limitandone l'efficacia; un ritorno ad alettoni monoplani di dimensioni limitate, all'eliminazione o perlomeno una limitazione del fondo piatto e degli estrattori, restituirebbe ruolo al mestiere del pilota.

Pneumatici: anche qui occorrerebbe intervenire drasticamente, fissando regole di dimensione massima di diametro e larghezza del complesso cerchio-gomma, magari avvicinandosi alla tendenza delle gomme stradali a spalla bassa; vero è che più si abbassa la spalla del pneumatico più questo perde la funzione ammortizzante che oggi le è delegata, con conseguente impossibilità di passare impunemente su determinati tipi di cordoli, ma questi sono elementi dei quali il progettista ed pilota terranno conto nei rispettivi campi di competenza; eviteremmo infine di porre vincoli di scolpitura o meno dei pneumatici, lasciando quindi a progettisti e "gommisti" la ricerca congiunta della migliore soluzione.

Vedremo, con il prossimo cambio di regole se le nostre intuizioni ed i nostri desideri (che in realtà solo nostri non sono) verranno soddisfatti.

L'incidente di Gilles Villeneuve

Le drammatiche immagini dell'incidente che costò la vita a Gilles Villeneuve

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , formula 1 , piloti


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