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pubblicato il 7 luglio 2015

Lamborghini, la prima azienda “neutrale” al mondo

Con nuovi impianti e la creazione di un’enorme parco, la casa del Toro produce a emissioni zero di CO2 le sue auto

Lamborghini, la prima azienda “neutrale” al mondo
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Supercar e rispetto per l'ambiente. Sembrano due mondi in antitesi, eppure un punto d'incontro esiste, quando si parla di come vengono prodotte queste automobili. E cioé ad emissioni zero di CO2, come nel caso di Lamborghini. Nel 2015, infatti, lo stabilimento - nonché quartier generale - di Sant'Agata Bolognese diventa neutrale in termini di bilancio fra gas serra prodotti dal consumo di energia termica ed elettrica, risparmio energetico e assorbimento delle emissioni. L'ultimo tassello nel processo che ha portato la casa del Toro ad essere la prima azienda al mondo a ricevere la certificazione DNV-GL (Det Norske Veritas Germanischer Lloyd) come 'CO2 neutrale' è l'impianto di tri-generazione, inaugurato il 6 luglio.

“Cavalli”, ma anche alberi

È dal 2009, però, che Lamborghini investe per rendere le proprie infrastrutture più sostenibili, con l'installazione nel 2010 di campi fotovoltaici sui tetti delle aree produttive e sopra i parcheggi aziendali; con la creazione nel 2011 di un parco con 10.000querce, che coprono un'area di 70.000 m2 nel comune di Sant'Agata; nel 2012 con il nuovo stabilimento per prototipi e vetture di pre-serie, che diventa il primo edificio industriale multipiano a rientrare nella classe energetica A; con la costruzione del nuovo centro logistico nel 2013 e del training center nel 2014. Senza dimenticare altri macro interventi, come la centrale di teleriscaldamento a biogas, che fornisce acqua calda a tutti gli ambienti interni della Lamborghini, piuttosto che strategie più mirate, come l'illuminazione con led a basso consumo.

Tri-generazione e terzo modello, il SUV

E il cerchio si chiude con l'impianto di tri-generazione appena inaugurato, che produce energia elettrica, termica e frigorifera usando come combustibile il gas metano, che in futuro potrebbe - con poche modifiche all'impianto - anche diventare biogas. E passare dall'attuale risparmio di oltre 800 tonnellate di CO2 - la quantità che un bosco di querce assorbe in 100 anni - a più di 5.500 tonnellate. Dal 2012, inoltre, Lamborghini collabora con il ministero dell'ambiente per raggiungere l'obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. Un legame, quello con il governo italiano, che si è rafforzato ulteriormente con la scelta di dichiarare la nascita del SUV Hurus a Palazzo Chigi, sede dell'Esecutivo. Si tratta del terzo modello Lamborghini, dopo Aventador e Huracán, che arriva nel 2018 facendo quasi raddoppiare l'attuale stabilimento di Sant'Agata, permettendo di fare 500 nuove assunzioni e di andare oltre i 400 milioni di euro finora investiti, a partire dal 2010, e gli 800 nuovi posti di lavoro creati dal 2000 ad oggi.

Italia e qualità, non solo per il cibo

Insomma, gli investitori tedeschi di Audi credono molto in Lamborghini e questo per il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, intervenuto alla certificazione della neutralità alla CO2 di Lamborghini come portavoce del governo italiano, è un esempio di come l’Italia possa davvero attrarre investimenti esteri per fare impresa. Secondo il ministro, “il concetto che in Italia si possa produrre con grandissima qualità non vale solo nel campo del food e non è più pensabile di fare impresa senza mettere a sistema la sostenibilità, l’economia circolare: facendo interventi per l’ambiente e il territorio che migliorino gli stabilimenti (e la produzione lavorativa in generale) aumenta automaticamente anche la redditività. Questo è un concetto che nel nostro Paese dev’essere compreso il più possibile”. Il 2015, peraltro, è un anno fondamentale: a dicembre si terrà la Conferenza di Parigi sul clima.

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Tag: Attualità , Lamborghini , auto italiane


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