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Mercato

pubblicato il 7 luglio 2015

Grexit, i pericoli per il mondo dell'auto

FCA e PSA Peugeot-Citroen temono (più degli altri) un contagio di Portogallo, Spagna e Italia

Grexit, i pericoli per il mondo dell'auto

La crisi greca potrebbe avere ripercussioni serie anche nell'automotive. La cosiddetta Grexit, ovvero l'uscita di Atene dall'Eurozona, non sarebbe pericolosa per i volumi di mercato ellenici in sé (davvero ristretti: 71.128 immatricolazioni nel 2014), quanto per gli effetti negativi che questo stravolgimento politico-economico potrebbe avere sugli altri Paesi mediterranei, soprattutto Portogallo, Spagna e Italia. Queste tre nazioni, infatti, pur essendo molto più solide della Grecia, non solo hanno un debito elevato e un deficit molto significativo in rapporto al PIL, ma sono caratterizzate da economie che hanno interrotto da poco il trend negativo e, come si è visto ieri dagli indici di Borsa (con Milano che ha fatto segnare oltre il -4% e lo spread salito a 160 punti), sono le più esposte in caso di incertezza.

Nell'auto rischia chi è forte nei mercati mediterranei

In questo quadro, i Gruppi automobilistici più a rischio sono Fiat Chrysler Automobiles e PSA Peugeot-Citroen, che nei tre Paesi sopra citati realizzano oltre il 12% dei propri volumi (contro il 5,2 del Gruppo VW, per esempio). Non solo: proprio Portogallo, Spagna e Italia hanno registrato in questi mesi una buona ripresa del mercato dell'auto, trascinando in positivo tutto il Vecchio Continente. Un'eventuale uscita della Grecia metterebbe in seria discussione questo trend, deprimendo la propensione all'acquisto e innescando un'altra spirale negativa.

Se Atene piange, Sparta (Berlino) non ride

I primi a soffrire della crisi greca sono ovviamente i greci, ma anche la Germania ha molto da perdere in questa partita. Non solo teme di veder andare in fumo i grandi margini di guadagno messi a segno finora dalle sue banche, che ottenevano denaro a costo zero e lo prestavano a quelle greche (spesso conoscendo i rischi di insolvenza...) a tassi di interesse a doppia cifra, ma si trova stretta in una morsa. Se Angela Merkel dovesse dare il suo ok ad un allentamento delle condizioni da parte della Ue su pressione del Governo di Atene, a quel punto si aprirebbero scenari imprevedibili, con altri Paesi che potrebbero chiedere la rinegoziazione dei trattati e delle condizioni. In questo caso, tutta la costruzione europea verrebbe messa in discussione e, automobilisticamente parlando, nessuno rimarrebbe immune: per quanto la maggior parte dei marchi sia molto forte anche fuori dal Vecchio Continente, la piazza europea resta fondamentale.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Mercato , auto europee


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