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pubblicato il 3 luglio 2015

Nuovo Honda HR-V, l'attacco giapponese ai crossover europei

Sulle strade di Lisbona per scoprire pregi e difetti del SUV compatto con stile da coupé

Nuovo Honda HR-V, l'attacco giapponese ai crossover europei
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E' sulle strade di Lisbona che Honda ha deciso di mostrare in tutto e per tutto, in una due giorni di test, il nuovo HR-V nella sua veste europea. Chi ha qualche anno in più, certamente ricorderà la vecchia versione, uscita di scena nel 2005, in un centro senso un po' l'antesignana del segmento delle B SUV nel quale il crossover si inserisce e dove dovrà faticare non poco per imporsi vista l'agguerrita concorrenza. Ma il nuovo HR-V ha in comune solo il nome con il modello precedente: nuovo è lo stile e soprattutto nuovi i motori. Sotto il cofano trovano posto il 1.6 diesel i-DTEC da 120 CV e il benzina 1.5 i-VTEC da 130 CV. Per l'Italia l'auto è a sola trazione anteriore (in altri mercati è anche 4X4) e al momento del lancio il cambio automatico, un CVT a 7 rapporti, sarà disponibile solo per l'unità a benzina.

Coupé rialzata... un po' italiana

In Italia Honda fa fatica ad imporsi. Più che un problema di qualità costruttiva, la CR-V è il SUV più venduto al mondo, è una questione di stile. Sono disegnate per piacere un po' a tutti, caratteristica che le fa perdere di originalità, componente che nella scelta di un'auto, almeno nel nostro mercato, conta. Per questo nel tracciare le linee del nuovo HR-V ha collaborato il centro design Honda di Milano per dare quel tocco di personalità in più all'auto. Appena me la consegnano in aeroporto, dunque, comincio a studiare per bene le sue forme. Nel vederla, almeno al primo impatto, mi ha dato l'idea di essere quasi una coupé rialzata, effetto dato soprattutto dalle nervature che percorrono e movimentano la fiancata, dalla maniglia delle porte posteriori nascoste nel montante (Alfa Romeo 147 insegna…) e dal tetto inclinato nella parte posteriore. Lo stile del muso ad ala è preso in prestito dalla sorellona CR-V, ma se devo essere sincero, è la coda a non convincermi del tutto: un po' troppo squadrata, con i gruppi ottici che si sviluppano in orizzontale e che danno l'impressione di allargare la parte posteriore.

Spazio a volontà

Salgo a bordo e la prima cosa che mi colpisce è lo spazio interno: HR-V è praticamente un "falso magro" perché offre molto più spazio di quello che ci si può aspettare da una vettura lunga 4.295 mm, larga 2.020 e alta 1.600 mm. Il trucco l'hanno creato gli ingegneri, piazzando il serbatoio sotto i sedili, escamotage tecnico che ha permesso di trovare tutti i centimetri guadagnati dall'abitabilità. Anche dietro si sta comodi: sono alto 1,75 metri e ho avuto spazio a sufficienza per gambe e testa, nonostante la versione da me provata avesse il tetto panoramico. Il bagagliaio va da 453 a 1.026 litri di capienza. Tutta la plancia è orientata verso il guidatore, con lo schermo touch da 7'' dal quale con il sistema Honda Connect (di serie sulle versioni medie e top) si comanda l'infotelematica. Niente tasti e manopole nemmeno per controllare il clima, cosa può rendere l'impostazione della temperatura desiderata poco precisa. L'impressione è che la qualità generale degli assemblaggi sia buona, anche se l'occhio mi è caduto su alcune plastiche dure, come quella che ricopre la plancia.

Primo giorno, l'Atlantico e il diesel

Finiti i preliminari si fa sul serio e comincio a scoprire la versione che sicuramente sarà più apprezzata in Italia, la 1.6 diesel da 120 CV con emissioni di CO2 pari a 104 g/Km. Il propulsore è abbinato a un cambio manuale a 6 marce dalla leva corta, cortissima, lunga nemmeno un palmo e dagli innesti precisi. In città sono pochissime le vibrazioni e la rumorosità che ho percepito e una volta imparato a sfruttare il suo range ottimale (tra i 1.800 e i 2.500 giri/min) è molto silenziosa. In autostrada fa il suo dovere il sistema di aiuti alla guida ADAS, soprattutto il limitatore intelligente che legge i segnali stradali e di conseguenza regola la velocià però, il comfort di marcia è rovinato dai fruscii aerodinamici provenienti dagli specchietti e dal rotolamento degli pneumatici da 17''. Lasciata l'autostrada, mi sono avventurato sui tornanti che attraversano Setubal e portano verso il Parque Nautarl da Arrabida. Un panorama mozzafiato, con l'Oceano Atlantico protagonista, che mi ha permesso di apprezzare la coppia di 300 Nm, disponibile già a 2.000 giri/min, e ben distribuita in tutto l'arco di utilizzo. Il baricentro alto dell'HR-V, però, oltre a causare un minimo di rollio, tende a dare all'auto un atteggiamento leggermente sottosterzante. Ma va detto che per lunghi tratti del test mi sono trovato nel bel mezzo di veri acquazzoni, cosa che avrà certamente influito. Comunque in 128 km di test tra città, autostrada e misto stretto l'HR-V ha fatto registrare un consumo di 5,5 l/100 km. Problemi? La logica di funzionamento del navigatore, un Garmin: poco preciso nelle indicazioni.

Le disavventure del secondo giorno

Il secondo e ultimo giorno di test è per fortuna baciato dal sole. Riesco a prendere la versione 1.5 i-VTEC da 130 CV e 155 Nm di coppia sempre col manuale a 6 marce, e mi dirigo verso Estoril. E cominciano ad emergere i primi difetti. Che non sono legati al propulsore (che lamenta poca prontezza in ripresa), ma sempre al navigatore, che più di una volta ha perso il segnale, facendomi smarrire la strada dandomi indicazioni poco precise. Poco male, perché lasciando il percorso principale, mi sono addentrato nelle strette stradine dei paesini che ho trovato lungo la via, tra le quali ho potuto appurare due cose: il raggio di sterzata permette alla macchina di cavarsela quando gli spazi si riducono, anche se la telecamera posteriore è necessaria e l'assetto non mi ha convinto del tutto. Infatti se la macchina filava liscia sull'asfalto regolare, quando ha incontrato asperità come buche e pavé non ha avuto un comportamento lineare. Le sospensioni assorbono bene il colpo in compressione, ma ho trovato troppo secco lo stacco. Dopo 74 km e un consumo in condizioni di utilizzo simili al primo giorno di circa 6,8 l/100 km, il viaggio si è concluso nella stupenda Cascais. L'HR-V sarà i vendita da ottobre con prezzi che partiranno da circa 20.000 euro per la benzina e 22.000 euro per la diesel. Fiat 500X, Jeep Renegade, Renault Capture, Opel Mokka e Peugeot 2008 sono le avversarie pronte ad aspettare l'arrivo della giapponesina.

Scheda Versione

Honda HR-V
Nome
HR-V
Anno
2015
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Michele Salvatore

Tag: Test , Honda , auto giapponesi


Listino Honda HR-V

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.5 Comfort anteriore benzina 130 1.5 5 € 20.900

LISTINO

1.5 Elegance Connect ADAS anteriore benzina 130 1.5 5 € 23.000

LISTINO

1.6 Comfort anteriore diesel 120 1.6 5 € 23.300

LISTINO

1.5 Elegance Navi ADAS anteriore benzina 130 1.5 5 € 23.750

LISTINO

1.5 Elegance Connect ADAS CVT anteriore benzina 130 1.5 5 € 24.600

LISTINO

1.5 Elegance Navi ADAS CVT anteriore benzina 130 1.5 5 € 25.350

LISTINO

1.6 Elegance Connect ADAS anteriore diesel 120 1.6 5 € 25.400

LISTINO

1.6 Elegance Navi ADAS anteriore diesel 120 1.6 5 € 26.150

LISTINO

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