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Attualità

pubblicato il 26 giugno 2015

Dossier Nuova Alfa Romeo

Alfa Giulia, un design che fa discutere [VIDEO]

Dopo le reazioni “a caldo”, qualche ragionamento “a freddo” sulla macchina che è sulla bocca un po’ di tutti

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Chiacchiere da “bar Sport”, qualcuno potrebbe definirle così. Altri invece direbbero che sono discussioni da Facebook, visto che siamo nell’epoca di internet. Sta di fatto che la nuova Alfa Romeo Giulia ha scatenato i commenti di un po’ tutti, soprattutto in Italia. Dal tweet di “bentornata Alfa” del presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla domanda retorica del direttore del TG7 Enrico Mentana su quale sarebbe stata la reazione del premier se invece che una nuova auto si fosse trattato di “dolciumi”. Anche chi non è appassionato di automobili un’idea sulla Giulia se l’è fatta, e a maggior ragione chi invece appassionato lo è la sua l’ha detta commentando sui social e sui video che sono andati online sul web. E così, stimolati anche dalle discussioni che sono nate sulle nostra pagina Facebook, sul nostro profilo Twitter sotto l’hashtag#alfacicrediamo e sul nostro canale YouTube, sono tornati a vedere da vicino l’Alfa Giulia, a valutarla con più calma, a freddo, nel giorno della quiete dopo la tempesta (il 25 giugno, in cui la macchina è stata mostrata ai concessionari).

A tu per tu con Giulia

E così, ho riflettuto con più attenzione sulla linea, decisamente l’argomento più “caldo”, quello che alimenta di più lo scontro “italiofili contro esterofili”. Come spiego nel video, le tanto chiacchierate somiglianze con altre auto non mi danno particolare fastidio. Primo, perché penso che se un piatto è buono da mangiare, non ci vedo nulla di male ad usare la ricetta. Secondo, perché su una macchina come la Giulia do più importanza alla sostanza che all’estetica. E cioè a come sarà da guidare, alla silenziosità dell’abitacolo, all’assenza di rumorini e scricchiolii vari, all’affidabilità e a tutti quei piccoli dettagli che fanno la differenza se si vuole convincere davvero chi compra le auto premium tedesche, nemiche dichiarate della nuova Alfa Romeo intesa come marchio. Tutte cose - i suddetti dettagli - che ovviamente non devono prescindere dalle basi solide dell’affidabilità, delle prestazioni, del comfort, che non sono scontate nemmeno sulle concorrenti costruite in Germania, perché nessuno è perfetto. Semmai, il livello tecnologico superiore che l’industria automobilistica tedesca dimostra ad esempio nei dispositivi infotelematici e di assistenza alla guida, piuttosto che nella varietà dell’offerta in termini di motori, cambi e tecnologie di trazione, rende i clienti più indulgenti nel caso di difettosità, guasti e dei relative conseguenze per il portafogli. In altre parole, si giustifica un prodotto ritenuto superiore anche quando s’incappa in qualche problema. Come accade peraltro in altri settori e faccio un esempio: diciamo che si è più disposti a perdonare un iPhone che non prende bene il segnale rispetto ad altri smartphone, perché è universalmente riconosciuto come un oggetto di qualità.

Questione di linea, ma anche di interni

C’è poi un ultimo terreno di battaglia, fondamentale per le sorti della guerra che l’auto italiana premium (e l’industria che le sta dietro) dichiara a tutto ciò che rappresenta il made in Germany, e che fa rima con ben fatto. E cioé gli interni: finiture, materiali e qualità percepita dell’abitacolo in fase di acquisto sono percepite come secondarie rispetto al look esterno, ma diventano probabilmente più importanti con il passare del tempo nel “sapore” che un’auto - e il suo marchio - lascerà nella bocca del cliente. E nella reputazione che quel marchio avrà poi sul mercato. Ecco perché ero curioso di valutare dal vivo gli interni della Giulia, che purtroppo ho potuto solo guardare ma non toccare. E che così, a occhio, mi sono piaciuti parecchio, per la forma della plancia, per il posizionamento dello schermo centrale e per la logica di utilizzo dei comandi. Oltre che per la disposizione dei vari materiali. Non resta quindi che mettere alla prova quest’Alfa del rilancio, ma non tanto in questa sportivissima versione Quadrifoglio Verde: l’ultima parola può essere solo scritta guidando una Giulia con motore turbodiesel e nell’allestimento più venduto, e a quel punto capiremo se sarà scritta in italiano o in tedesco.

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Scheda Versione

Alfa Romeo Giulia
Nome
Giulia
Anno
2016
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Attualità , Alfa Romeo , auto italiane


Listino Alfa Romeo Giulia

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.2 Turbo MT6 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 35.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 35.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150cv Business Launch Edition posteriore diesel 150 2.1 5 € 37.300

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2.2 Turbo MT6 150cv Business Launch Edition posteriore diesel 150 2.1 5 € 37.300

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150cv Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

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2.2 Turbo AT8 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

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2.2 Turbo MT6 150cv Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

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