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Retrospettive

pubblicato il 28 giugno 2015

Dossier Nuova Alfa Romeo

Nuova Alfa Romeo Giulia: 30 anni di berline tra alti, bassi e bassissimi

Dalla 164 alla nuova Giulia, passando per 155 e 159, promesse mantenute e mancate

Nuova Alfa Romeo Giulia: 30 anni di berline tra alti, bassi e bassissimi
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No, non ci siamo bevuti il cervello, cari amici alfisti. Sappiamo benissimo che per voi, se si parla di berline Alfa Romeo, l'orologio si ferma al 1992, ovvero alla 75 e, dunque, all'ultima trazione posteriore di grande serie prima dell'arrivo della tanto attesa Giulia. Per alcuni, i meno estremisti, c'è stato un piccolo riscatto tra il 1997 e il 2005 con la 156, poi l'oblio. Ma se la retrospettiva di oggi comincia con la 164 del 1987 il motivo è ben preciso: vogliamo farvi fare un viaggio fra le creazioni (di segmento D ed E) della gestione Fiat prima dell'ultima nata, ovvero il prodotto che dovrebbe dare il via alla rinascita del Biscione. Un auspicio dell'Alfa Romeo tutta, da Sergio Marchionne in giù, ma anche di chi ancora vuole veramente il bene dell'Italia: la vettura verrà prodotta negli stabilimenti di Cassino e un suo successo (o fallimento) avrà ripercussioni pesanti sull'occupazione degli operai lì impiegati. Per alcuni il viaggio potrebbe essere una sorta di via crucis, lo sappiamo benissimo, ma proprio i fan più sfegatati potrebbero essere i più sollevati, al pensiero di ciò che c'era nel 1993 (la 155) e ciò che c'è adesso.

Dallo Stato Italiano alla Fiat: nel 1986 il passaggio epocale

Il 1986 è uno dei tanti spartiacque della storia Alfa Romeo: 29 anni fa, l'azienda passa dal controllo statale esercitato attraverso l'I.R.I. (Istituto per la Ricostruzione Idustriale) alle mani della Fiat. Si è detto, scritto e sentito di tutto su questo passaggio di proprietà, anche i muri sanno che in lizza per l'acquisto dell'azienda di Arese c'era la Ford, la quale peraltro aveva offerto anche più soldi. Ma non vi annoieremo con questa storia trita e ritrita. Quello che ci interessa è cominciare dalla 164, ovvero la prima Alfa Romeo della gestione Fiat. In realtà le basi del progetto vengono gettate ben prima, ma il legame con Torino è comunque già forte, dal momento che 164, Fiat Croma e Lancia Thema (ma anche Saab 9000) nascono sullo stesso pianale.

La trazione è dalla parte "sbagliata", ma tutto il resto è giusto

Lo scetticismo attorno alla 164 finisce quando ci si mette al volante: ok, la trazione è anteriore, ma la relativa libertà concessa agli ingegneri di Arese si trasforma in un dinamismo "DOC": angoli specifici, molle, ammortizzatori e scatola di sterzo sono messi a punto internamente e i risultati si vedono. Basta rilasciare il gas in curva per mettere completamente di traverso la 164. Riprenderla non è facilissimo per tutti e i traversi di potenza sono tutta un'altra cosa, vero, ma comunque è difficile trovare di meglio in questa categoria: nello specifico, solo la BMW Serie 5 supera l'italiana. Altra specificità della 164 rispetto al resto delle "sorelle" è nei motori: i quattro cilindri, pur partendo dalla stessa base di quelli di Lancia e Fiat, hanno dalla loro la testata a doppia accensione (Twin Spark), mentre il V6 è l'ennesima e riuscita evoluzione del mitico progetto dell'ingegner Busso ed è un'esclusiva della tre volumi di Arese. Fin dal lancio, si afferma con orgoglio che tutte le versioni della gamma, turbodiesel compresa, sono capaci di superare i 200 km/h. Insomma, c'è quasi tutto per sfidare le tedesche ad armi pari: manca "solo" la qualità, che non è da buttare ma non tocca i picchi di Audi, BMW e Mercedes. Idem per l'affidabilità: non ci sono più i problemi gravissimi che affliggevano la Giulietta degli anni Settanta, ma la concorrenza è decisamente superiore.

1992, arrivederci trazione posteriore

Basata su un progetto che ha le sue radici negli anni Settanta (ovvero nella Giulietta), la 75 sente decisamente il peso dell'età, quando viene sostituita nel 1992 dalla 155. Eppure, non c'è alfista che farebbe cambio tra le due: la prima è una vera Alfa Romeo con trazione posteriore e ponte De Dion al retrotreno, la seconda è una Fiat Tempra rimarchiata, differente giusto nella messa a punto e nei motori: differenze che non fanno la... differenza come nel caso della 164: la 155 rimarrà sempre "troppo Fiat" per scaldare i cuori. Il suo problema più grande non è nemmeno la trazione anteriore, bensì la scarsa personalità nel design e nel comportamento stradale; persino la versione Q4 - 2.0 turbo da 186 CV con trazione integrale della mitica Lancia Delta - non migliora le sorti del modello, né i successi nel DTM. Non a caso, il progetto ha vita particolarmente breve: a distanza di cinque anni dal lancio è già ora di 156, la creatura di Walter de Silva che ha il compito di rilanciare l'immagine del marchio.

La 156 e l'occasione non sfruttata fino in fondo

I numeri dicono spesso molto più delle parole: la 156 viene prodotta in circa 680.000 esemplari, contro i poco più di 192.000 della 155. La differenza tra le due è evidente anche da questo e la 156 dimostra che la trazione sull'asse anteriore non è certo il più grosso dei problemi: con le sospensioni giuste e un design come si deve, il vecchio cuore alfista è subito pronto a risvegliarsi. Nello specifico, pur partendo dalla base della Fiat Tipo, la 156 può contare su un avantreno raffinatissimo con schema a quadrilatero alto e su uno schema McPherson evoluto per il posteriore. Risultato: a detta di molti, giornalisti e collaudatori, guidatori comuni e piloti, la 156 (insieme alla 147 con cui condivide praticamente tutto) è una delle trazioni anteriori con il miglior feeling di sterzo mai prodotte, grazie anche alla servoassistenza idraulica. Più delle prestazioni, della berlina Alfa Romeo incanta il piacere di guida e la sensazione di esserci sempre stati, dietro a quel volante. Le meraviglie regalate dal telaio trovano supporto nei motori (tanto i quattro cilindri Twin Spark quanto i V6, per non parlare del diesel JTD che porta al debutto il common rail) e nella linea disegnata da Walter de Silva. Un piccolo capolavoro, capace di sintetizzare i valori tradizionali del marchio con la modernità. Eppure, la 156 avrebbe potuto raccogliere anche di più, se solo la qualità degli interni fosse stata all'altezza della dinamica di guida. Invece, le plastiche sono solo discrete e l'assemblaggio forse è anche peggio: dopo poco tempo, la 156 sembra già molto vissuta. Peccato. Ultimo, ma non meno importante: l'abitabilità e la capacità di carico sono davvero troppo limitate anche per una sportiva.

166 e 159 e il rischio "estinzione"

Dopo 159 e 166 si è corso seriamente il pericolo che le berline Alfa Romeo fossero giunte al capolinea. Non tanto e non solo per demeriti dei prodotti, ma anche per la profondissima crisi che attraversa il Gruppo Fiat tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio degli anni Duemila. Mancano i soldi per aggiornare i prodotti, ancor di più per progettarne di nuovi. La 166, presentata nel 1998 ed erede della 164, sconta i numerosi rinvii del lancio (per fare spazio alla 156, ritenuta più strategica) e, nonostante il progetto di base sia buono - sospensioni anteriori a quadrilatero alto e retrotreno multilink - l'auto esce sul mercato già vecchia, rispetto a BMW Serie 5, Audi A6 e Mercedes Classe E. Il discorso è un po' diverso per la 159, che viene lanciata come da programmi 8 anni dopo la 156, ma è penalizzata dal peso eccessivo e dall'apppannamento della personalità: i motori V6, per quanto marginali ai fini dei volumi di mercato, sono di origine General Motors; sullo sfondo c'è poi l'annosa questione della qualità, che ancora non si dimostra competitiva rispetto ai soliti tre marchi tedeschi. Altra forte carenza della 159 è nell'elettronica: il sistema navigatore satellitare/radio, probabilmente, non lo sa far funzionare ancora adesso nemmeno l'ingegnere che l'ha progettato.

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Scheda Versione

Alfa Romeo Giulia
Nome
Giulia
Anno
2016
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Redazione

Tag: Retrospettive , Alfa Romeo , auto elettrica , auto storiche


Listino Alfa Romeo Giulia

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.2 Turbo MT6 150 CV Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 35.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150 CV Business Launch Ed posteriore diesel 150 2.1 5 € 37.300

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150CV Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150 CV Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150CV Business posteriore diesel 150 2.1 5 € 39.500

LISTINO

2.0 Turbo AT8 200CV Giulia posteriore benzina 200 2 5 € 40.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 180CV Super posteriore diesel 180 2.1 5 € 40.500

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150CV Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 40.500

LISTINO

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