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Mercato

pubblicato il 25 giugno 2015

Dossier Nuova Alfa Romeo

Nuova Alfa Romeo Giulia e oltre, le 5 sfide di Marchionne e FCA

L'emozione è ancora forte ma ora c'è da mettere insieme i pezzi e ragionare sul futuro del marchio

Nuova Alfa Romeo Giulia e oltre, le 5 sfide di Marchionne e FCA
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La presentazione dell'Alfa Romeo Giulia di ieri per noi (e voi) che #alfacicrediamo è stata una valanga di emozioni, una festa per celebrare i 105 anni del Biscione in cui ci siamo ubriacati della sua storia ma soprattutto del suo futuro. Dopo ogni bella ubriacatura che si rispetti, però, il giorno dopo arriva puntuale una sensazione di straniamento e con lei la necessità di fare ordine tra impressioni, ricordi ed emozioni della sera prima. È stato tutto un sogno? No, tranquilli, l'Alfa Romeo Giulia è finalmente arrivata. E ci piace, tanto.

I dettagli in fibra di carbonio e i 510 CV del motore sviluppato da Ferrari ci hanno entusiasmato, ma è venuta l'ora di calmare gli animi, tornare con i piedi per terra e guardare al futuro, perché questo è solo l'inizio. Il rilancio di Alfa Romeo, infatti, è appena partito e il guanto di sfida lanciato in faccia ai concorrenti tedeschi dovrà poi tradursi in realtà: basteranno i quasi 6 miliardi di euro d'investimenti per restituire ad Alfa, come ha detto ieri il CEO Fiat Chrysler Sergio Marchionne, "il posto che merita nel panorama dell'auto"? Per un attimo spostiamo lo sguardo dalle forme della nuova Giulia e cerchiamo di allargare l'orizzonte: il prestigio del marchio Alfa Romeo c'è, ma la sua reputazione è oramai appannata da decenni di errori quasi paradossali. Il resto è tutto da creare e nel frattempo i concorrenti non staranno certo a guardare: basti pensare che di recente Audi – una casa che ci ha messo quasi vent'anni a farsi una reputazione da brand premium – ha annunciato che nei prossimi 5 anni spenderà 24 miliardi di euro per arricchire la sua gamma dagli attuali 52 a 60 modelli. Se i numeri fossero gli unici a contare, non ci sarebbe storia, ma noi continuiamo a dire #alfacicrediamo. Sarà un cammino duro e difficile che noi di OmniAuto.it seguiremo passo per passo. Come in una gara a tappe, ecco i cinque punti fondamentali, le cinque sfide che Fiat Chrysler Automobiles dovrà vincere nei prossimi anni per compiere il "miracolo Alfa Romeo".

1. Creare una nuova gamma Alfa

Il "Rinascimento Alfa Romeo" – come lo ha chiamato il capo del marchio Wester – comincia da qui, ma è ovvio che la Giulia da sola non può sobbarcarsi il peso di un intero brand, né raggiungere l'obiettivo di 400.000 unità nel 2018 ribadito ieri da Marchionne. I primi modelli ad affiancarla, secondo Automotive News Europe, saranno un SUV a inizio 2017 e poi un'ammiraglia a fine anno, che come la Giulia dovrebbero essere costruiti nello stabilimento di Cassino, vicino Roma. Il piano del 2014, però, mostrava otto modelli Alfa Romeo entro il 2018: quali saranno gli altri cinque? I più sicuri sembrano un altro SUV e la sostituta della Giulietta. Gli altri tre potrebbero essere le varianti coupé e cabrio della Giulia, un modello compatto non ben precisato e una sportiva meno estrema rispetto alla 4C.

2. Fare vera concorrenza al premium tedesco

Lo sappiamo tutti e lo sanno soprattutto quelli di Fiat Chrysler che per vincere la sfida Alfa Romeo bisogna fare meglio di Audi, BMW e Mercedes: quelle case che fanno prodotti "freddi, tecnocratici – persino noiosi" per dirla alla Wester, ma poi li vendono in tutto il mondo. La Giulia dovrà vedersela con A4, Serie 3 e Classe C, mentre il primo SUV ad arrivare avrà come dirette concorrenti Audi Q5, BMW X3 e Mercedes GLC. Il compito più difficile, però, toccherà all'ammiraglia, che dovrà riuscire a convincere i clienti molto esigenti del segmento superiore: quello di Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E. Per giocarsela ad armi pari con le concorrenti, ad Alfa Romeo non basterà fare belle macchine: dovrà offrire anche "tanto comfort, tanti contenuti, tanta potenza" (anche qui copyright Wester) oltre a qualità, servizi della rete di vendita e emozioni al volante. Vi pare poco?

3. Offrire tecnologia all'avanguardia

Negli ultimi vent'anni il Biscione non ha mai avuto motori adeguati a quelli delle rivali, mentre i bialbero Alfa Romeo degli anni '60 e '70 o il V6 Busso fanno oramai parte di una leggenda il cui ricordo si fa sempre più lontano. Questa volta, invece, le munizioni sotto il cofano della Giulia sono pronte, sia sul fronte benzina – grazie a Ferrari per la Quadrifoglio Verde da 510 CV – che soprattutto su quello diesel, vitale per il mercato europeo: secondo quanto riporta Automotive News Europe, il 3 litri V6 a gasolio prodotto dalla VM Motori e già usato da Maserati è stato aggiornato con una nuova testa a quattro valvole e un secondo turbo, modifiche che porteranno la sua potenza massima fino a 340 CV. Senza dimenticare il diesel 2.2 litri presentato di recente sulla Jeep Cherokee. Le auto di oggi, però, non sono fatte di solo motore, per questo i modelli Alfa Romeo dovranno offrire sicurezza attiva e infotainment adeguati ai segmenti: telecamere, radar, sensori e connettività sono oramai la norma nei prodotti premium e le novità del Biscione non potranno prescindere da questo tipo di dotazioni. Il capitolo più incerto per Alfa Romeo (e FCA in generale) è quello delle propulsioni alternative: tutti i concorrenti offrono varianti ibride, plug-in o addirittura modelli "full electric", mentre il CEO Sergio Marchionne continua a dichiarare scetticismo verso queste tecnologie. I nuovi limiti di emissioni del 2021 però si avvicinano e il trend verso l'elettrificazione è chiaro, quindi FCA dovrà ricredersi: quando lo farà, speriamo non sia troppo tardi.

4. Convincere gli analisti, ma soprattutto i clienti

Per noi italiani che #alfacicrediamo il fascino di Alfa Romeo è forse secondo solo a quello Ferrari, ma siamo sicuri che sia così anche nel resto del mondo? In Europa il marchio ha ancora tanti estimatori, mentre negli Stati Uniti d'America il Biscione è poco più di un ricordo: basterà la fama per convincere i clienti a scegliere la Giulia al posto delle rivali? La risposta del pubblico è messa in dubbio dagli analisti di settore, i quali sostengono che la Giulia sarà una "concorrente credibile", ma che le vendite non andranno come FCA spera. Secondo IHS Automotive, il prossimo anno Alfa Romeo venderà 36.000 Giulia nel mondo, con un picco di 48.000 nel 2018: meno di un terzo delle BMW Serie 3 vendute nella sola Europa l'anno scorso. Gli esperti, poi, non credono neppure al target di 400.000 Alfa nel 2018: sempre secondo IHS, in quell'anno le vendite raggiungeranno le 216.000 unità, poco più della metà delle stime FCA. Chi avrà ragione?

5. Rilanciare l'auto Made in Italy e rafforzare FCA

Noi italiani sappiamo fare auto meravigliose, uniche al mondo: lo abbiamo dimostrato per decenni e continuiamo a farlo, nonostante gli alti e bassi. I mancati investimenti del gruppo Fiat in Italia e la crisi del 2008 hanno messo in seria difficoltà la nostra industria, ma i primi segnali di ripresa che arrivano dallo stabilimento di Melfi dove si producono Fiat 500X e Jeep Renegade danno speranza. Se tutto andrà bene, Cassino e Termoli (e Pratola Serra?) – tutte città del Sud, anche questo è importante – saranno il centro della rinascita Alfa Romeo: un ritorno industriale e occupazionale che restituirà ossigeno anche all'indotto dei fornitori. Una favola a lieto fine, quindi? Sembra di no, perché secondo l'autorevole analista della Sanford C. Bernstein Ltd. Max Warburton gli investimenti in Alfa Romeo non creeranno profitto per FCA: «Nonostante il nostro amore per il passato Alfa, non siamo convinti dal suo futuro, perché questa offensiva assorbirà grandi quantità di capitale ma non avrà speranza di produrre guadagni nel primo ciclo di prodotto». La paura di non riuscire a rendere economicamente autonoma Alfa Romeo potrebbe essere uno dei motivi per cui Sergio Marchionne nelle ultime settimane ha cercato in tutti i modi di trovare un nuovo alleato per FCA. Speriamo che sia Warburton, che il CEO Fiat Chrysler si sbaglino. Perché noi, comunque vada, #alfacicrediamo.

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Alfa Romeo Giulia, la nostra sintesi del 24 giugno

Sarà "Rinascimento Alfa Romeo"? Il top management FCA non ha dubbi e ha promesso faville durante la presentazione della nuova Giulia ad Arese. Hanno parlato Harald Wester, Philippe Krief, Lorenzo Ramaciotti, Sergio Marchionne. In questo video abbiamo riassunto i passaggi salienti della conferenza. Compreso il gran finale che ha visto Andrea Bocelli dedicare un "Nessun dorma" alla nuova berlina del Biscione.

Scheda Versione

Alfa Romeo Giulia
Nome
Giulia
Anno
2016
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Andrea Fiorello

Tag: Mercato , Alfa Romeo , auto europee


Listino Alfa Romeo Giulia

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.2 Turbo MT6 150 CV Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 35.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150 CV Business Launch Ed posteriore diesel 150 2.1 5 € 37.300

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150CV Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150 CV Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150CV Business posteriore diesel 150 2.1 5 € 39.500

LISTINO

2.0 Turbo AT8 200CV Giulia posteriore benzina 200 2 5 € 40.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 180CV Super posteriore diesel 180 2.1 5 € 40.500

LISTINO

2.2 Turbo AT8 150CV Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 40.500

LISTINO

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