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Anticipazioni

pubblicato il 23 giugno 2015

Dossier Nuova Alfa Romeo

Alfa Romeo, l'ora della (ri)nascita si avvicina

Domani debutterà la nuova berlina. Ecco cosa c'è da sapere e cosa aspettarsi

Alfa Romeo, l'ora della (ri)nascita si avvicina
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Chi l'ha vista giura che è bellissima, così come noi abbiamo promesso a questa persona che non avremmo mai svelato la sua identità; per darci un'idea della linea della nuova Alfa Romeo, ci ha suggerito di immaginarci una BMW Serie 3, però ancor più dinamica, elegante, proporzionata. Ok, la nostra fonte è un insider e quindi il giudizio potrebbe essere di parte, ma questa è davvero l'auto "del giudizio" ed è lecito attendersi molto, moltissimo: sbagliarla significherebbe affossare definitivamente la credibilità del Marchio, o se non altro di chi lo gestisce attualmente. Stiamo parlando ovviamente di FCA e Sergio Marchionne in particolare, che ha annunciato un volume di vendite pari a 400.000 unità per il Biscione entro il 2018. Un numero importante - soprattutto alla luce degli attuali 70.000 esemplari scarsi - e per raggiungere il quale la nuova nata costituisce un tassello fondamentale. Per questo e per molti altri motivi, queste 24 ore e poco più toglieranno il sonno a molti; all'interno dell'Alfa Romeo, certo, ma anche nella redazione di OmniAuto.it, che seguirà l'evento come mai prima d'ora, perché come vi abbiamo già detto: noi #alfacicrediamo.

Giulia o non Giulia? Quadrifoglio Verde o GTA? Il mistero è fitto

In attesa di vederla dal vivo (purtroppo per guidarla ci sarà da aspettare almeno fino all'autunno) un primo successo va riconosciuto all'Alfa Romeo: il segreto doveva essere tenuto fino all'ultimo e la missione è compiuta. Nulla è trapelato, se non quello che si voleva e la trepidazione, in questo modo, è salita alle stelle. Siamo ormai abituati a uno stillicidio di immagini sfuggite da fantomatiche agenzie pubblicitarie, di listini messi in rete "per sbaglio" dal concessionario sperduto sulle Alpi austriache e di specifiche tecniche rubate all'officina di quartiere; nulla di tutto ciò con la Giulia del 2015... Sempre che si chiami Giulia, appunto, perché anche su questo aleggia il mistero; c'è chi parla di Milano (ma questo era il nome della 75 negli USA). Altra incognita è legata alla denominazione della variante sportiva: GTA, Quadrifoglio Verde o altro ancora? C'è qualche dubbio in meno, invece, sul fatto che domani toccherà proprio alla più cattiva farsi vedere per prima. Una belva da oltre 500 CV. Quando si dice: partire col botto.

Questione di linea, anzi di forme, prima di tutto

Inutile girarci attorno: il primo, fondamentale verdetto arriverà fin dalle primissime battute della presentazione, ovvero domani intorno alle 17.00, quando verrà tolto il velo dalla vettura. Lì si capirà se la nuova nata dispone dell'appeal necessario per risvegliare l'animo dei vecchi alfisti, se è sufficientemente innovativa per catturarne di nuovi e se parla un linguaggio globale, compreso e apprezzato in tutti gli angoli della Terra. Già, perché per raggiungere gli obiettivi molto ambiziosi che Sergio Marchionne ha posto, la vettura deve essere un successo ovunque, le sue forme dovranno essere seducenti per l'automobilista italiano, tedesco, francese, ma anche statunitense, canadese... Per il momento, oltre al nostro rendering e alle indiscrezioni di cui sopra, non abbiamo altri elementi concreti, se non che la lunghezza dovrebbe essere attorno ai 4,7 metri. Noi, in pieno spirito #alfacicrediamo, non abbiamo dubbi che le forme della vettura sapranno come far innamorare.

Ma è anche un affare di cuore

Un'Alfa Romeo è tale a partire dal cuore; fuori di metafora, dal motore. C'è chi va ancora in giro raccontando del canto del suo 4 cilindri con carburatori a doppio corpo. Anni '60, '70 e primi '80, circa. Chi, più fortunato, può vantarsi di aver goduto della colonna sonora del sei cilindri dell'ingegner Busso. Altro che il V6 Holden (figlio del matrimonio naufragato con General Motors) della 159... Proprio il V6 a benzina della nuova Alfa può essere considerato uno degli aspetti più simbolici di tutta questa operazione: i suoi natali tornano in Italia e gli alfisti "DOC" perdoneranno certamente il fatto che non si tratta di un progetto Alfa Romeo. Il motivo è semplice: a studiarlo sono stati niente meno che gli ingegneri della Ferrari. Il propulsore - in vari step di potenza - è lo stesso che muove le Maserati Ghibli e Quattroporte, opportunamente plasmato sulle esigenze del modello. Quanto ai diesel, si sa che sarà un'unità tutta nuova a quattro cilindri, che nella versione più performante conterà sulla sovralimentazione twin scroll.

Alfa Romeo è piacere di guidare

Finalmente la trazione posteriore. Cosa? Ormai contano solo i consumi, la CO2 e la connettività? Certo, ma non per un'Alfa Romeo, che per essere tale fino in fondo non può prescindere dal piacere di guida. Perché sarà pur vero che le app e la possibilità di connettersi a Internet vengono prima di tutto, ormai, ma non su auto di questo livello e con marchi dalla storia paragonabile a quella del Biscione. E non si tratta "solo" di quale sia l'asse di trazione, ma più in generale di schema meccanico, di disposizione degli organi meccanici. Avete presente una berlina sportiva nell'ordine dei 500 CV con motore montato davanti in posizione trasversale? Noi no, almeno fra i marchi "che contano", vale a dire Audi, BMW e Mercedes. Tutte, che siano 2 o 4WD, hanno il propulsore longitudinale, per una migliore distribuzione dei pesi: un V6, per esempio, può rimanere tranquillamente all'interno degli assi. E se abbiamo parlato di potenze attorno ai 500 CV, il motivo è che la già citata più potente della gamma - si dice - avrà proprio un V6 di questo livello... Speriamo! Anzi, #alfacicrediamo

Finalmente la qualità tedesca

Qui siamo nel campo delle aspettative. Nessuno l'ha vista, nessuno l'ha toccata con mano, la nuova Alfa Romeo, quindi non possiamo sbilanciarci sulla qualità degli interni. Una cosa è certa, però: visto che l'obiettivo dichiarato è quello di dare fastidio alle tedesche (con una mira particolare verso la BMW, ma più per ragioni dinamiche), i materiali non possono che essere eccelsi e l'assemblaggio non può essere meno che perfetto. Il cliente delle tedesche è abituato troppo bene per poterlo "abbindolare" con un design avvolgente e sicuramente caldo (anche in questo caso si tratta di nostre supposizioni, sia chiaro), ma con una cura realizzativa solo discreta. Siamo sicuri che in Alfa Romeo non fallirano, perché noi #alfacicrediamo. Detto questo, non è sicuro che domani la vettura sarà visibile anche internamente: potrebbe avere vetri scuri e porte chiuse, in attesa di definire gli ultimi dettagli. Quelli che molto spesso fanno la differenza.

Connettività globale

Non ce la siamo dimenticata, ma non a caso l'abbiamo lasciata per ultima: saremo romantici, ok, forse nostalgici, ma ci piace pensare che una nuova Alfa Romeo, specialmente di questa portata, abbia ben di più da dire e da trasmettere che Android Auto e Apple CarPlay, Facebook e Twitter. Tuttavia, visto che il cliente ha sempre ragione e il cliente, ormai, vuole essere sempre online, ci aspettiamo che la nuova Alfa sia molto ben attrezzata anche da questo punto di vista, al punto che ci giochiamo un altro #alfacicrediamo.

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Tag: Anticipazioni , Alfa Romeo , auto europee


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