Test

pubblicato il 18 giugno 2015

Mazda MX-5, avanti col passato

Nuova nello stile, ma fedele alla ricetta roadster, la giapponese torna alle origini con sapori di guida autentici

Mazda MX-5, avanti col passato
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Mito, una parola spesso abusata, anche per le automobili. Perché poche davvero meritano tale appellativo, ma una di queste è sicuramente la Mazda MX-5 giunta alla quarta generazione in concomitanza con i 25 anni dalla sua nascita e, dopo lunga attesa, pronta o quasi ad soddisfare la fame di guida, quella vera. E il menu che la Miata – questo è il soprannome che si è guadagnata in Nordamerica – mi mette davanti e di quelli da far perdere il controllo della mascella e dalla salivazione.

Ça van sans dire

Chi possiede, conosce o desidera una Mazda MX-5 saprà già tutto, ma riassumo le sue novità: è più corta di 10 cm, più leggera di 100 kg, ha masse perfettamente distribuite sui due assali, ma ancor più concentrate all'interno dell'interasse e con un baricentro ancora più basso. In tre parole: ritorno alle origini, ma solo nei concetti perché le forme sono davvero nuove e, per certi versi, persino sorprendenti. Avevamo visto negli anni scorsi diversi studi e molti di noi avevano detto: così sarà la prossima MX-5. Bene ora posso dire che ce l'avevano data a bere perché la nuova MX-5, quella vera, contiene sì molte citazioni del passato, ma non scimmiotta nessuna delle precedenti generazioni e affronta con coraggio il tema del roadster nella sua forma più classica, in modo libero da pregiudizi e senza paura di citare le più belle auto inglesi e italiane.

L'onestà di essere l'MX-5

Per questo trovo questa MX-5, oltre che bella, anche onesta. La prima impressione era stata più netta: hanno preso l'accetta e con colpi secchi le hanno mozzato gli sbalzi e smussato i quattro angoli, ma mi sbagliavo: invece è come se l'avessero asciugata, tolto tutto il superfluo per vestire nel modo più attillato possibile motore e ruote, con tutto quello che collega l'uno alle altre. E il bello è che è liscia, non c'è uno spigolo e tra una superficie e l'altra ci sono curve, morbidezza, frutto di una sapienza stilistica che rimanda alle altre Mazda, ma con una personalità tutta propria. È il nirvana del designer, quello che non riesce a chi, forte del marchio, se la prende comoda con il pantografo. Davanti ci vedo più Italia, con quell'onda che monta come una costola sulla ruota anteriore per poi digradare lungo il fianco, mentre dietro è stata data più voce alla perfida Albione. Eppure quel che mi piace è che raramente ho trovato sintesi migliori tra forma e funzione, come dovrebbe essere per un'auto sportiva vera davvero, onesta appunto.

Sotto il vestito un bel corpo

Che cosa rende un'auto una vera sports car? Questione di matita, sensibilità e cultura che in Mazda certo non mancano e che fanno sì che designer e ingegneri riescano ad avere la stessa visione. Masashi Nakayama – che la nuova MX-5 l'ha disegnata ed è entrato in Mazda proprio nel 1989, l'anno in cui è nata – usa un'immagine chiara: «Siamo come una squadra di calcio. Uno solo calcia in porta per fare gol, ma senza i difensori non potremmo guardare avanti conservando i nostri valori. In quale ruolo gioco io? Attaccante!» Parola di chi il gol sente di averlo fatto, ma la questione è anche perfettamente misurabile: il montante anteriore è stato arretrato di 70 mm, l'attacco della capote è più avanzato di 20 mm mentre il motore è stato abbassato di 13 mm e la seduta è più vicina al suolo di 20 mm, con il sedile ancorato direttamente alla parte posteriore del telaio.

Centauri senza casco

Viene voglia di entrare scavalcando, ma la portiera è così leggera… Nella MX-5 si scende così come si sale sulle moto. Non a caso l'immagine Jinba jittai – ovvero l'unione tra il cavaliere e il suo cavallo secondo la cultura giapponese – ricorda molto quella del centauro, ma non mi preparo a toccare le ginocchia ad ogni curva. Le gambe invece sono dritte sotto il volante verticale, perfettamente allineate con la pedaliera, gli strumenti e i comandi. Non c'è separazione tra dentro e fuori, non quella che nelle auto normali è deciso dai cristalli. L'unica concessione al progresso è quella della qualità, migliorata come sulle altre Mazda, e dell'interfaccia uomo-macchina, regolata dallo schermo da 7 pollici e dalla manopola del sistema MZD Connect. Qui la tecnologia aiuta ad "asciugare" l'ergonomia e infilare anche gli altoparlanti del sistema Bose nei poggiatesta. Ci sarà tempo per tutto: per ora anche io mi concentro sull'essenza e, prima di attaccarmi a manopole, icone e app, premo il pulsante di avviamento del motore.

La storia e il mito del piacere al volante

Il 4 cilindri romba e la leva del cambio, corta e verticale, vibra e sembra dire: afferrami e ti metterà in contatto diretto con la macchina. La MX-5 non è solo un oggetto meccanico e la sua vita è dare gioia a chi la porta. Lo capisco subito, dopo pochi metri. La frizione è leggera, ogni cambiata secca, istantanea. Lo sterzo pure, ma mi sarebbe piaciuto un po' di carico in più dal comando elettromeccanico. Non posso invece dire nulla sulla precisione e sulla naturalezza, la stessa con la quale le sospensioni fanno il loro lavoro, anzi un doppio lavoro: copiare le sconnessioni e tenere le ruote ben salde al terreno, tutto con una giusta dose di rollio. I freni sono potenti, ma hanno poco mordente e modulabilità nella prima parte della corsa del pedale: se voglio tirare devo pestare. Il termometro segna 27 gradi, la strada gira spesso a 180 gradi ed è lì che la MX-5 sbandiera tutta la sua gioia di vivere andando via col vento: un'altra curva arriverà prima di domani. E benedetto sia il differenziale autobloccante.

Il divertimento va a nozze. D'argento

Millecinque o duemila? Io dico il primo, perché 131 CV sono piuttosto vispi su 975 kg così ben messi che i 160 CV a volte sembrano perfino troppi, non per il telaio o la meccanica, sincronizzati come il meccanismo di un orologio, ma per le strade e per come la MX-5 chiede di essere goduta. Ruote da 16" o da 17"? Anche qui sceglierei la soluzione più conservativa perché rende la guida ancora più dolce, straordinariamente simile a quella della prima MX-5, ma come se qualcuno avesse tolto ogni impurità superficiale con uno strumento artigianale. Mentre penso tutto questo capisco che la magia di 25 anni fa c'è ancora, la magia di un mito capace di raccontare se stesso con parole sempre nuove. C'è un solo guaio, anzi due. Uno mi riguarda direttamente ed è che devo scendere, anzi uscire. L'altro invece chi la Mazda MX-5 la sta aspettando. Se pensate di potervela godere in estate, dovrete cambiare i vostri programmi: le prime consegne arriveranno in settembre. I prezzi partono da 25.300 euro per la 1.5 Evolve e arrivano a 29.950 per la 2 litri Sport.

Scheda Versione

Mazda MX-5
Nome
MX-5
Anno
2015
Tipo
Normale
Segmento
sportive
Carrozzeria
Spider
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Mazda , auto giapponesi


Listino Mazda MX-5

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.5L Skyactiv-G 131cv Evolve posteriore benzina 131 1.5 2 € 25.300

LISTINO

1.5L Skyactiv-G 131cv Exceed posteriore benzina 131 1.5 2 € 27.700

LISTINO

1.5L Skyactiv-G 131cv Exceed posteriore benzina 131 1.5 2 € 27.700

LISTINO

2.0L Skyactiv-G 160cv Exceed posteriore benzina 160 2.0 2 € 28.600

LISTINO

2.0L Skyactiv-G 160cv Sport posteriore benzina 160 2.0 2 € 29.950

LISTINO

2.0L Skyactiv-G 160cv Sport posteriore benzina 160 2.0 2 € 29.950

LISTINO

 

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