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pubblicato il 12 giugno 2015

Uber recluta nuovi autisti con un’app gioco

Si chiama “Drive” e si basa su Google Maps, ma è solo per gli USA

Uber recluta nuovi autisti con un’app gioco
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Ieri la app UberPopè stata bloccata in tutta Italia, invece negli Stati Uniti ne è arrivata un’altra che serve a reclutare nuovi driver: si chiama Uber Drive ed è un gioco. Si basa su Google Maps ed il suo scopo è quello di trasportare passeggeri da un punto A a un punto B nella maniera più efficiente e sicura possibile per accumulare punti, così da accedere a nuove aree della città (San Francisco) e a macchine più potenti. Un intrattenimento che vuole mostrare come funziona UberPop (che negli USA si chiama Uber X se l’automobilista può offire fino a 4 posti ed Uber XL se ne ha 6). Così la società spera di conquistare nuovi clienti e di aumentare il suo business (per ogni corsa Uber prende una commissione). Nel gioco c’è anche un banner che lo dice chiaramente: “Ti sei divertito? E allora perché non farlo e guadagnare?”. Ma la faccenda è complicata.

Come funziona UberPop

UberPop è una app diversa da Uber. Con Uber si può chiamare un’auto con autista, con UberPop chiunque può diventare driver mettendo a disposizione la propria auto. Basta avere un’auto intestata e immatricolata da non più di 10 anni, avere almeno 21 anni, possedere una patente di guida valida da almeno 1 anno e dimostrare di non averne subito la sospensione e di avere la fedina penale pulita. Secondo i tassisti sono requisiti troppo blandi, comunque Uber tiene a specificare che l’azienda stipula un’assicurazione aggiuntiva su tutte le macchine che aderiscono ad UberPop per assicurare passeggeri e driver. A differenza di un car pooling, dove ci si mette d'accordo per "condividere" un viaggio in auto e le sue spese, in questo servizio l'obiettivo del guidatore è guadagnare soldi e la tariffa è stabilita (il rimborso è stato fissato a 0,35 euro al Km). Ci sono corse a bassissimo prezzo ed è anche per questo che si parla di "concorrenza sleale".

Perché in Italia UberPop è bloccata

In tutti i Paesi dov’è arrivata Uber i professionisti di settore, come i tassisti, hanno subito protestato. In Italia, dopo una lunga serie di manifestazioni, il Tribunale di Milano ha sentenziato il blocco di UberPop colpevole di “concorrenza sleale”. La questione non riguarda solo le tariffe, ma anche le licenze (che i taxi hanno pagato migliaia di euro) ed il fatto che i driver UberPop non partono da una rimessa (come spesso accade con gli NCC) e sono subito rintracciabili in base alla posizione che hanno, magari vicinissima al cliente. Il 2 luglio è previsto un nuovo pronunciamento in materia. Intanto, senza una legge che metta ordine, Uber ha presentato ricorso e mobilitato la rete invitando gli utenti a twittare un messaggio predefinito con incluso l’indirizzo del Premier Matteo Renzi. E’ successo circa 5000 volte.

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Tag: Curiosità , uber


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