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pubblicato il 10 giugno 2015

UberPop si ferma, da oggi il servizio è bloccato

La società americana si adegua alla sentenza di Milano e invita la rete a mobilitarsi tramite Twitter

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UberPop non si può più utilizzare, almeno in Italia. La app della società americana che permette a qualsiasi automobilista in possesso di alcuni requisiti di trasformarsi quando vuole in autista Uber è bloccata. Lo ha deciso il Tribunale di Milano con una sentenza che oggi diventa realtà perché UberPop, accusata di “concorrenza sleale” verso chi svolge questo mestiere regolarmente per professione, come i taxi o gli NCC, aveva 15 giorni di tempo per fermarsi ed Uber li ha sfruttati tutti fino all’ultimo. Sebbene però il servizio sia bloccato, Uber non si arrende e, dopo aver presentato il ricorso in appello, invita di nuovo la rete ad appoggiare la sua causa. Subito dopo la sentenza aveva chiesto alla community di utilizzare l’hashtag #iostoconUber, adesso scrive a tutti gli utenti una mail con un messaggio da Twittare al premier Matteo Renzi.

Uber usa Twitter per coinvogere Matteo Renzi

Per comunicare il blocco della app agli utenti, Uber ha inviato poco fa una mail in cui, oltre ad informare del blocco, invita a twittare: “Aiutaci a non fermare il cambiamento, fai sentire anche tu la tua voce a chi ha il potere di cambiare le cose twittando: L'Autorità dei Trasporti ha aperto al #ridesharing. Oggi è #lavoltabuona per costruire #lamobilitàdelfuturo @matteorenzi @Uber_Italia”. Il messaggio è già pronto, con tanto di “Clicca sul bottone per far partire il tuo tweet!”.

Cosa pensa Uber dei giudici

Nello stesso messaggio, rivolto alla comunità di utenti che finora hanno utilizzato o almeno scaricato la app UberPop, la società americana cerca di portare acqua al suo milino scrivendo: “La settimana scorsa l’Autorità per la Regolamentazione dei Trasporti si è espressa, dando ufficialmente il benvenuto ai nuovi modelli che possono migliorare concretamente la mobilità cittadina come il ridesharing. Questo parere è stato sostenuto da tantissimi cittadini, tra cui politici e personalità influenti. Insomma, è nato un movimento che vuole spingere affinché una regolamentazione nuova che prenda in considerazione i nuovi modi di spostarsi e di vivere la città sia stilata al più presto”. E poi si esprime sulla sentenza affermando: “Le decisioni dei giudici però sono ugualmente importanti, e Uber non ha intenzione di opporsi ad esse”. Infine, Uber ricorda l’appoggio ricevuto dalle associazioni dei consumatori (Altroconsumo ne ha appoggiato il ricorso).

La dichiarazione della manager

Un commento ufficiale indirizzato alla stampa è invece arrivato con le parole di Benedetta Arese Lucini, General Manager di Uber Italia. "Siamo dispiaciuti per la decisione del giudice di non permettere che UberPop continui a operare tra oggi e il 2 luglio, quando ci sarà la prossima udienza- ha detto -. Ovviamente la rispetteremo, ma continueremo a batterci legalmente affinché le persone possano continuare ad avere un'alternativa affidabile sicura ed economica per spostarsi in tante città. E perché non venga negata a migliaia di driver una risorsa economica. Moltissimi nelle ultime settimane ci hanno sostenuto, cittadini, opinion leader, associazioni di consumatori. E' la dimostrazione che il nostro servizio è amato, proprio perché utile e decisivo per la mobilità cittadina. E anche l'Autorità dei Trasporti ha chiarito ancora una volta la necessità di una nuova regolazione per servizi innovativi come il nostro. Ora tocca alla politica portare l'Italia verso l'innovazione, prendendo le decisioni necessarie per permettere la mobilità del futuro".

[Foto: www.lombardia24news.it]

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Tag: Attualità , uber


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